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Ars, dal turismo alle ex Province, tutti i Ddl in stand-by
di Valeria Arena

Il Parlamento siciliano, al quarto mese di esercizio provvisorio, è rimasto impantanato sull’approvazione dei documenti finanziari 2017. In attesa di esame anche il Codice etico per gli eletti a cariche pubbliche e la norma sull’obbligo di vaccinazione

Tags: Ars, Riforme



PALERMO - I lavori dell’Aula continuano ad avanzare a rilento, con pause e sospensioni di lungo periodo che lasciano poco spazio a riforme e azioni politiche concrete. In attesa dell’approvazione dei documenti finanziari, ormai in stand-by da quasi quattro mesi, i parlamentari siciliani sono andati avanti a colpi di esercizio provvisorio, arrivato alla sua ennesima proroga, l’ultima possibile per l’attuale legislatura, dimenticando che la nostra regione aspetta da tempo che numerosi comparti, come il settore turistico, vengano ristrutturati e regolamentati.

L’empasse legislativo ha avuto come conseguenza lo stazionamento di numerosi disegni di leggi, da tempo promessi e poi presentati con tanto di conferenza stampa in pompa magna, il cui destino è ancora tutto da vedere.

Ddl di riforma del Turismo. presentato lo scorso 18 gennaio dall’assessore Barbagallo dopo anni e anni di attesa e che, neanche a farlo di proposito, sbuca fuori verso la fine della legislatura, quando si sente già odore di campagna elettorale. La proposta di legge, che essenzialmente recepisce le richieste fatte in questi ultimi due anni dalle associazioni di categoria, non ha oneri di spesa e determina il riordino del settore considerando prioritaria la lotta all’abusivismo. Tra i 50 articoli presentati anche il riordino delle strutture ricettive e delle sue diverse tipologie, determinandone i requisiti, le superfici e le cubature e prevedendo l’istituzione dell’Albo Proprietari/Gestori.
Prevista anche la regolazione del settore delle agenzie di viaggio e misure repressive in termini di sanzioni nei confronti del sommerso. Il Ddl, inoltre, istituisce il Consiglio regionale del Turismo, struttura rappresentativa delle associazioni di categoria e di diversi assessorati che concorrono alla formulazione del prodotto turistico. Nel testo è inserita anche la normativa per le associazioni e le organizzazioni senza scopo di lucro e le Pro Loco. Tra gli elementi caratterizzanti del documento, poi, l’omogeneizzazione alle normative europee di quelle regionali, provinciali e comunali.

Riforma delle Province. Abbiamo parlato a lungo del “pasticcio siciliano” delle Province, il cui riassetto sembra non avere pace. Anche in questo caso, stazionato all’Ars troviamo due disegni di leggi, entrambi di Forza Italia. Il primo, presentato da Vincenzo Figuccia, modifica la riforma che ha abolito l’elezione diretta nelle ex Province, ora Liberi consorzi, sostituendola con il voto di secondo livello, mentre i sindaci di Palermo, Catania e Messina sono di diritto sindaci delle aree metropolitane, in linea con la legge Delrio. Tale proposta prevede l’apertura delle urne sia per l’elezione dei consiglieri sia per quelle dei presidenti dei Liberi consorzi e dei sindaci delle tre aree metropolitane. Il secondo, invece, è stato presentato da Marco Falcone e chiede il ripristino della Province in Sicilia, con la reintroduzione dell’elezione diretta dei presidenti e degli organi, l’attribuzione della titolarità di Città metropolitana a Palermo, Catania e Messina e la riduzione del 50 per cento dei costi degli organi elettivi.

Codice etico. Percorso lungo e tortuoso anche per il Codice etico degli eletti a cariche pubbliche presentato dall’ormai ex presidente della commissione Antimafia all’Ars, Nello Musumeci. Il testo è stato infatti sommerso da circa 250 emendamenti che ne hanno reso complessa l’approvazione nella stessa commissione. Dal Ddl che il Parlamento regionale dovrebbe esaminare è stata cancellata la norma che avrebbe introdotto una sanzione pecuniaria per i deputati che cambiano partito a proprio piacimento e la perdita del contributo che l’Ars assegna a ciascun deputato per l’attività politica. In sintesi, cambiare partito sarebbe costato 550 euro al mese di mancati incassi, ma i deputati hanno cambiato e cancellato la norma e lo stesso Musumeci lo ha scoperto a cose fatte.
Il Codice etico prevede inoltre: il divieto a carico dei deputati indagati di occupare ruoli di vertice in Parlamento (previsto pure l’obbligo di dimettersi se l’avviso arriva mentre già si riveste la carica), la rotazione obbligatoria ogni tre anni dei funzionari che lavorano in uffici a rischio di infiltrazioni e l’obbligo di assegnare a organismi indipendenti la valutazione delle performance dei dirigenti. Infine, è previsto l’obbligo a carico di ogni dipendente pubblico di far conoscere i dati relativi ai propri redditi e agli incarichi ricevuti.

Vitalizi. Altro Disegno di legge al palo è quello relativo ai vitalizi degli ex deputati e dei loro eredi e vedove, che costa alla Sicilia un milione e mezzo al mese e 18 milioni l’anno. Marco Falcone (Fi), quindi, ha deciso di proporre una norma che prevede il taglio del 50% della parte eccedente i 5.550 euro e la decurtazione, sempre del 50%, in presenza del doppio e del terzo vitalizio. La materia, per altro, ha già subito una razionalizzazione.

Vaccini. Tra i ddl stand-by anche il quello sull’obbligo dei vaccini per l’iscrizione dei bimbi nella scuola dell’infanzia (asili nido e materna) e i servizi ricreativi, pena l’esclusione, già approvato dalla Giunta Crocetta Il piano, che aspetta di essere discusso in commissione Sanità, prevede inoltre che anche per l’iscrizione alla scuola primaria (ex elementare) sia necessario fornire la certificazione, in modo che i “non vaccinati” siano distribuiti dai presidi in classi dove i bimbi vaccinati siano abbastanza da assicurare la cosiddetta “protezione del gregge”.

Articolo pubblicato il 31 marzo 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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