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Quotidiano di Sicilia

Rosario Crocetta: "Io anti-Cuffaro, mi candido anche da solo"
di Raffaella Pessina

Il Presidente della Regione, sempre più isolato, insiste con i proclami. “Se ho lavorato male lo stesso vale per i miei assessori”

Tags: Rosario Crocetta, Elezioni, Sicilia, Ars



PALERMO - All’Assemblea regionale si lavora poco e male. In commissione Bilancio, con gli interventi dell’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, si sono protratti fino all’una del mattino di ieri, ma l’intesa sui testi non è stata raggiunta. Solo un articolo della manovra, il numero 9, sui consorzi universitari, ha avuto il via libera. La maggior parte del tempo è trascorsa in riunioni organizzate per snellire gli emendamenti che sono stati ridotti da 2.000 a un centinaio, per individuare le priorità e trovare un’intesa sulle maggiori criticità.

Inoltre la conferenza dei capigruppo aveva stabilito il termine dei lavori in commissione proprio per oggi, in modo tale da portare i documenti finanziari in Aula il giorno 7. In commissione Bilancio si è verificato uno scontro tra governo e componenti della commissione in merito alla copertura finanziaria della norma che assicura i 500 milioni sul capitolo della disabilità: alla fine ha prevalso la linea della commissione, illustrata dal presidente Vincenzo Vinciullo, che blocca l’aumento dell’Irap e dell’Irpef e recupera i fondi da un tesoretto inutilizzato della Centrale acquisti e in parte dal gettito Iva. Individuati anche i fondi per gli Asu. “Non capisco gli allarmi delle ultime ore - ha detto Vinciullo - abbiamo riconosciuto con un apposito provvedimento il debito fuori bilancio del 2016 per circa 2 milioni di euro e programmato la copertura per il prossimo biennio che riguarda tutti i 5.100 precari del settore. Stiamo cercando di chiudere adesso su province e sportellisti, inizieremo a votare nel pomeriggio”.

“È stato fatto un buon lavoro ora il presidente Vinciullo intensifichi lo sforzo per arrivare all’esitazione da parte della commissione bilancio dei tre testi di legge da esaminare in aula a partire da domani – hanno detto i parlamentari regionali siciliani del Pd e componenti della commissione bilancio Nello Dipasquale e Giovanni Panepinto - Abbiamo il dovere di completare l’iter in commissione di tutti e tre i disegni di legge prima dell’apertura dell’Aula prevista per domani. Per la prima volta, cosi come previsto dal decreto legislativo 118, - spiegano Dipasquale e Panepinto - stiamo procedendo all’approvazione di una legge collegata a Finanziaria e bilancio, una procedura per la quale non ci sono precedenti e per la quale bisognerà rispondere esclusivamente in relazione alla legittimità costituzionale”.

In commissione Bilancio non c’è intesa nemmeno sulla fusione Cas-Anas. Il Pd guarda favorevolmente all’operazione che affiderebbe in pratica allo Stato la gestione delle arterie autostradali nell’Isola, visto che l’Anas subentrerebbe con il 51% dell’azionariato e la maggiore quota di capitale. Contrarie le opposizioni di centrodestra e il Movimento 5 Stelle. Il deputato grillino, Giancarlo Cancelleri, nel corso di un’audizione, ha chiesto di visionare un progetto più ampio che riguardi la fusione per capire “cosa c’è dietro a tutta l’operazione”. Dopo la lunga audizione dell’assessore alle Infrastrutture, Giovani Pistorio, e del presidente del Cas Rosario Faraci, che hanno illustrato le linee generali della fusione, restano ancora molti dubbi. “l’Anas ha ricevuto dallo Stato 812 milioni per le strade – ha detto Riccardo Savona di Fi - credo si vogliano usare questi fondi per fare la fusione, mentre il Cas ha un capitale ridottissimo e forti perdite. Occorre capire meglio”. Come se non bastasse, i tempi giocano a sfavore dell’operazione: la norma sulla conversione del consorzio autostradale in società per azioni si trova all’interno del collegato alla finanziaria e sarà in Aula a partire da giorno 7: sarà messa al voto con ogni probabilità senza nuovi elementi di chiarezza e senza un’intesa politica.

Sulla polemica di una grande coalizione tra Pd e il centro destra interviene il Presidente Rosario Crocetta. “Mi candiderò anche da solo contro tutti e tutto se il Pd farà la grande coalizione con Totò Cuffaro e i berlusconiani contro i Cinquestelle. Io ho rotto il sistema affaristico che c’era alla Regione, ho tagliato gli sprechi e mi batterò contro il tentativo di restaurazione”.

A chi, nel Pd e agli alleati, non vuole la sua ricandidatura, Crocetta dice: “Se io non posso essere il candidato perché il mio governo avrebbe lavorato male allora questo vale pure per gli assessori indicati dai partiti che mi sostengono”.

Articolo pubblicato il 06 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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