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Incentivi aree di crisi industriale: tutto esaurito
di Rosario Battiato

Il Mise annuncia la chiusura dello sportello: in meno di due giorni oltre 200 domande, superate le risorse disponibili. Circa il 90% delle richieste sono arrivate dal Mezzogiorno: dalla Campania ne sono partite 111, la Sicilia si è piazzata al secondo posto con 24 progetti

Tags: Crisi, Industria, Mise



PALERMO – Sono state sufficienti appena 36 ore, meno di due giorni, per superare le risorse disponibili, in termini di agevolazioni richieste, per i programmi di investimento delle imprese nelle aree di crisi industriale non complessa (legge n.181/1989). Lo sportello, che era stato aperto lo scorso 4 aprile, è stato chiuso appena due giorni dopo dal decreto del 5 aprile del direttore generale degli incentivi alle imprese. A spiegare tutti i passaggi ci ha pensato la nota del ministero dello Sviluppo economico: “Sono state presentate a Invitalia 231 domande, il cui fabbisogno, in termini di agevolazioni richieste, è largamente superiore alle risorse disponibili, pari a complessivi 124 milioni di euro”. Dalla Sicilia sono arrivati 24 progetti, seconda regione dei tutto il Mezzogiorno, dopo una Campania largamente dominante con 111 domande.

Un misura della quale evidentemente si sentiva l’urgenza. Ricordiamo che soltanto alla fine di febbraio sono stati definiti termini e modalità per la presentazione delle domande per i programmi di investimento delle imprese nelle aree di crisi industriale non complessa (legge n. 181/1989), così come previsto dalla nota del Mise che specificava dettagli e le operazioni da compiere per poter accedere. A livello nazionale, era stato il decreto direttoriale del 19 dicembre 2016 “Territori candidati alle agevolazioni previste per le aree di crisi industriale non complessa” a definire le aree che avrebbero avuto accesso ai contributi, confermando quanto previsto nell’elenco contenuto nella delibera della Giunta regionale. Oltre 200 i comuni isolani interessati dal provvedimento.

Le richieste pervenute prevedono oltre 1 miliardo di euro di investimenti ed una richiesta di agevolazioni per 669 milioni di euro e poco meno di 3 mila posti di lavoro potenzialmente creati. A dominare la classifica c’è il settore manifatturiero con 136 domande, seguono i servizi alle imprese (44 domande), il turismo (33) e l’energia (18). Delle domande presentate, poco meno del 90% arriva dal Sud e circa la metà complessiva dalla Campania (111). A seguire troviamo proprio la Sicilia con 24 progetti.

La legge 181/89, spiega Invitalia in una nota, serve a finanziare “progetti di investimento superiori a 1,5 milioni di euro per l’ampliamento, la ristrutturazione e la delocalizzaizone di stabilimenti produttivi che potranno essere realizzati nei 1.872 comuni ricadenti nelle aree di crisi industriale non complessa”. Il grande flusso di domande ha dimostrato che i benefici della legge, che in passato era stata sospesa dal governo, sono particolarmente necessari alle aziende. Il suo obiettivo principale è quello di “sostenere i processi di rilancio delle aree di crisi complesse, – si legge nella nota di Invitalia – da un lato, e, dall’altro, di accompagnare la crescita in alcuni territori, le cosiddette aree di crisi industriale non complessa, che si ritiene siano maggiormente bisognosi di intraprendere percorsi di sviluppo ed a cui fanno riferimento le proposte pervenute in queste ore”.

A fare un bilancio di questa prima risposta del tessuto produttivo nazionale è stato Domenico Arcuri, ad di Invitalia. “La risposta delle imprese alle opportunità offerte dalla nuova Legge 181 è stata straordinaria. E non solo nelle aree di crisi industriali complesse, dove stiamo già verificando la sua competitività. La propensione delle imprese ad investire e ad accelerare la crescita del nostro sistema produttivo è ormai evidente su tutto il territorio. Il portafoglio di offerta di incentivi che il Governo, tramite Invitalia, mette in campo si è arricchito di una nuova, importante, componente che auspichiamo possa essere sempre più utilizzata e produrre traiettorie di sviluppo sempre più rilevanti”.

Articolo pubblicato il 11 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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