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Catania - Piano di rientro, il tempo stringe In ballo un debito da 140 milioni
di Desirée Miranda

L’assessorato al Bilancio al lavoro per spalmarlo in 30 anni anziché in 10

Tags: Catania, Bilancio, Salvatore Andò



CATANIA - Si avvicina la scadenza per presentare la domanda per rimodulare il Piano di rientro nella parte relativa ai debiti fuori bilancio del 2012, pari a 140 milioni di euro, spalmandoli in un arco di tempo di trent’anni anziché in dieci, “e per questo gli uffici stanno lavorando”, afferma l’assessore al Bilancio del Comune Salvatore Andò.

“Una possibilità prevista dal cosiddetto decreto mille proroghe”, spiega Andò e già annunciata dal sindaco Enzo Bianco quando, nel dicembre 2016, si è dichiarato soddisfatto per l’approvazione del bilancio preventivo del 2015. “Una settimana fa era stata approvata dalle Camere la Legge di stabilità con un emendamento decisivo per il futuro di Catania perché consentirà di mettere in sicurezza i conti di Catania permettendo di rimodulare o riformulare in maniera più sostenibile il Piano di rientro”, dichiarava il sindaco.

La data di scadenza per la presentazione della domanda è il prossimo 31 maggio e se da un lato permetterà al Comune, oggi, di guardare alla gestione con più serenità, dall’altro farà sì che il debito verrà pagato dai catanesi per molto tempo. Ad ogni modo secondo l’assessore Andò “significa rendere più credibile la strada per azzerare realmente questo monte di debito che è frutto di anni trascorsi. Non voglio puntare il dito contro nessuno, ma è un dato evidente. La necessità di rimodulare il piano - continua - l’abbiamo avuta solo nella misura in cui sono emersi altri debiti fuori bilancio non inseriti nel primo Piano. Credo che vada apprezzato lo sforzo e in ogni caso garantirà un maggiore rispetto dei parametri fissati”.

L’assessore paragona il debito fuori bilancio a un mutuo per una casa: “Fare un mutuo in trent’anni invece che in dieci dà la possibilità di essere certi di onorare quel debito e dall’altro lato di continuare a svolgere delle attività. In relazione - spiega Andò - all’Ente questo significa che non sarà strozzato dal debito, anzi, non avendo quell’imperativo da mantenere, può liberare altre risorse che possono migliorare complessivamente la situazione economica della città”.

La possibilità discussa, comunque, riguarda solo la parte dei debiti fuori bilancio del 2012, la parte restante del Piano rimane quella varata dall’amministrazione Bianco nel settembre 2016 e che ancora attende il vaglio del Ministero e della Corte dei conti, alla quale è stato immediatamente trasmesso.

“Chiederò presto un incontro con la Corte dei Conti sia come atto doveroso sul piano istituzionale, sia per entrare un po’ più nel dettaglio. Dal mio insediamento non ho ricevuto nessuna nota dalla Corte dei Conti e il Piano di rientro è quello” spiega l’assessore che comunque parla di risultati importanti raggiunti, in questi mesi, dall’amministrazione.

Un po’ in controtendenza con gli anni passati
in cui gli obiettivi intermedi fissati per il risanamento economico dell’Ente non venivano rispettati  “abbiamo dei significativi più 16% rispetto all’impegno assunto dall’Ente. Ovviamente - conclude - in questo momento il rispetto dei parametri è in relazione al Piano approvato in precedenza e vagliato dalla Corte dei Conti”.

Articolo pubblicato il 12 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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