Stop alla stabilizzazione degli Lsu che si sentono discriminati - QdS

Stop alla stabilizzazione degli Lsu che si sentono discriminati

Raffaella Pessina

Stop alla stabilizzazione degli Lsu che si sentono discriminati

sabato 15 Aprile 2017

Contestato il ritiro da parte del Governo regionale dell’emendamento in sede di commissione Bilancio all’Ars. Ma ad essere stati danneggiati in realtà sono i 391mila disoccupati siciliani senza santi in paradiso

PALERMO – Un promessa non mantenuta quella della stabilizzazione degli Lsu che, ad oggi si sentono discriminati rispetto agli altri precari per i quali invece l’impegno è stato mantenuto.
Sullo spinoso tema dei precari il Quotidiano di Sicilia (Regione assuma disoccupati e precari) aveva dedicato un’inchiesta e lanciato una provocazione, ovvero la richiesta rivolta alla Regione di assumere disoccupati e precari. L’inchiesta aveva preso le mosse dalle dichiarazioni dell’assessore regionale all’Economia, Alessandro Baccei. L’assessore aveva assicurato che i precari dei Comuni, circa 16 mila contrattisti,  non avrebbero perso il lavoro. La dichiarazione si era resa necessaria dopo che al Senato era saltata la norma che stabiliva la possibilità per i comuni di derogare in merito alla possibilità o meno di assumere. Una norma che avrebbe permesso ai sindaci di stabilizzare circa 7/9 mila precari. Tutti gli altri sarebbero stati assunti invece dalla regione e inseriti nel serbatoio Resais. Il punto è: perché assumere i precari, che sono entrati nella pubblica amministrazione senza concorso e non i 391 mila disoccupati siciliani senza santi in paradiso?
 
Sul problema dei precari si era espresso anche il Presidente della Regione, Rosario Crocetta, che ha snocciolato una serie di proposte per risolvere l’annoso problema. In realtà, il problema non è mai stato risolto e anzi, in commissione Bilancio all’Ars è stato ritirato proprio dal Governo regionale l’emendamento che disciplinava il percorso di stabilizzazione per i lavoratori Lsu, peraltro approvato in commissione Lavoro il 14 febbraio 2016. Ai lavoratori in questione questo comportamento non è piaciuto ed i sindacati di settore hanno dichiarato lo stato di agitazione della categoria.
“Non è assolutamente tollerabile la condotta discriminatoria del governo regionale – dice il segretario Confintesa Palermo e Sicilia, Domenico Amato – che continua ad utilizzare pesi e misure diverse per lavoratori tutti appartenenti alla stessa categoria”.
Per il coordinatore provinciale Lsu, Rosario Greco “appare evidente l’intendimento di relegare alla condizione di sussidiati a vita senza speranza occupazionale alcuna 5.300 lavoratori utilizzati in servizi essenziali e spesso impropriamente a copertura di carenze di organico”.
E prosegue avvertendo: “Ci attendiamo già nella imminente legge finanziaria un atto di responsabilità della classe politica che certamente in tutta questa legislatura poco o nulla ha fatto per questa platea di lavoratori”.

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