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Eutanasia, l'ultima lettera di Davide: "L'Italia diventi un Paese civile"
di Redazione

Il 52enne malato di sclerosi multipla è morto in una clinica svizzera

Tags: Sclerosi Multipla, Davide Trentini, Svizzera



ROMA  - “Spero tanto che l’Italia diventi un paese più civile, facendo finalmente una legge che permetta di porre fine a sofferenze enormi, senza fine, senza rimedio, a casa propria, vicino ai propri cari, senza dover andare all’estero, con tutte le difficoltà del caso, senza spese eccessive”. Lo ha scritto nella sua lettera d’addio Davide Trentini, il 52enne malato di sclerosi multipla dal 1993, morto ieri con l’eutanasia in una clinica in Svizzera, accompagnato dalla co-presidente dell’Associazione Luca Coscioni Mina Welby.

“Mi chiamo Davide T., ho 52 anni, sono malato di sclerosi multipla dal 1993, per i primi anni in forma più tollerabile, poi, la ‘stronza’ si è trasformata nella forma ‘più stronza’: la secondaria progressiva. Negli anni - ha scritto Davide nella lettera, diffusa dall’Associazione Luca Coscioni - le ho provate veramente tutte, dagli interferone, prima quello settimanale, poi quello che mi auto iniettavo (allora le mani funzionavano!) ogni due giorni, poi è cominciato l’orribile periodo della chemio!!!

Insomma, le ho provate proprio tutte. Ora da 1.92 sono diventato uno sgorbio con le gambe lunghe, gobbo fino quasi in terra, ma sopratutto dolori lancinanti e veramente insopportabili h24.

Ormai passo tutti i giorni, ma proprio tutti, o in bagno sul water, o sul letto in qualche maniera, con la pasticca all’oppio per cercare di calmare i dolori”.

“Non ce la faccio proprio più senza nessuna prospettiva - prosegue la lettera di Davide - ogni giorno sto sicuramente peggio del giorno prima, e dopo una lunghissima riflessione ho deciso di andare in Svizzera per il suicidio assistito, devo ringraziare enormemente l’Associazione Luca Coscioni, che ha fatto una raccolta fondi per aiutarmi nella spesa, e soprattutto Marco Cappato, sempre pronto ad aiutarmi anche dal punto di vista umano. Spero anche che in Italia si arrivi presto alla legalizzazione, o almeno all’uso terapeutico della marijuana. Io sono, abitando in Toscana, tra i pochi in Italia a ricevere puntualmente le mie cartine di marijuana tramite l’ASL, con ricetta del medico, e conosco molto bene i suoi benefici, per fortuna sono quasi 20 anni che conosco molto bene le grandi ‘doti’ della Maria. Tra poco partirò per la mia tanto sognata ‘vacanza’!!! Evviva. Salute per tutti e soprattutto tanta ma tanta serenità per tutti”

Articolo pubblicato il 15 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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