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Il futuro dell'energia tra ricerca e innovazione e capacità organizzative
Formazione in Eni per i ragazzi dell’I.T. Biotecnologie Ambientali “R.L. Montalcini”  di Gagliano Castelferrato



Giorno 28 e 29 Marzo insieme ai miei compagni delle classi 3^, 4^ e 5^ siamo stati ospiti del sito industriale della raffineria Eni di Gela. Due giorni intensi di formazione.

Primo giorno: sette ore di lezione in aula…! Certo un po’ stancante ma si è discusso  di argomenti conosciuti (meno male!) quindi è stato abbastanza facile da seguire. Si è parlato del ciclo di una raffineria tradizionale, ex impianto di lavorazione del petrolio a Gela. Poiché il processo negli anni ha avuto un alto impatto ambientale, l’Eni, guardando al futuro, tramite grafici e statistiche ha rilevato che nel mix energetico aumenteranno i consumi di energia da fonti alternative, ed in particolare quella proveniente da biomasse e metano. Quindi in futuro non ci sarà posto per una raffineria tradizionale  a Gela. A tal proposito ci è stato presentato il Protocollo d’Intesa tra l’Eni e gli Enti del territorio di Gela, in cui l’azienda  tra gli altri impegni per 2 miliardi di euro, riconvertirà la raffineria tradizionale in bio-raffineria.Gli investimenti saranno orientati anche al risanamento ambientale e all’estrazione del gas... Tutto ciò creerà posti di lavoro e aiuterà l’ambiente, perché nelle bioraffinerie vengono usate materie prime a basso impatto, tra cui scarti di origine vegetale, grassi animali, oli di frittura esausti, olio di palma. Attraverso processi innovativi verranno prodotti biocombustibili, ciò non solo ridurrà notevolmente le emissioni ma creerà posti di lavoro per un tempo molto più lungo rispetto a una raffineria di tipo tradizionale.

Secondo il mio punto di vista, il territorio di Gela si può reputare molto fortunato nonostante in passato sia stato fortemente danneggiato. L’Eni, grazie alla sua politica di ricerca, innovazione e nuovi investimenti si impegna a restituire alla gente del luogo e non, un ambiente più salubre.

Un argomento molto interessante e ampiamente discusso è stato quello sulla Sicurezza, puntualizzando l’importanza degli atteggiamenti da seguire per non mettere a rischio la nostra vita nei luoghi di lavoro. Eni esige il massimo della sicurezza per i suoi operatori. Queste non sono state solo parole, basta girare per un cantiere Eni e rendersene conto. Si può osservare infatti che tutti gli operatori indossano i DPI (Dispositivi di Protezione Individuale), gli ambienti sono transennati per evitare l’ingresso a personale non autorizzato e provvisti di segnaletica adeguata. Una società che mette al primo posto l’interesse per la vita dell’operatore. Non a caso l’Eni ha già realizzato il Safety Competence Center (SCC) e il Safety Training Center (STC) avvalendosi di personale altamente qualificato.

Nella prima giornata i relatori sono stati capaci di parlarci di un futuro già presente, del futuro dell’energia e del perché l’Eni prende certe decisioni. Siamo stati trattati come futuri operatori della Società, e tutti continuavano a ribattere il fatto che noi ragazzi saremo i dirigenti del domani.

Una cosa che mi ha colpito particolarmente è che i dirigenti della ricerca in Eni sono giovani, forse è per questo che la ricerca va avanti e che sta diventando il punto di forza di questa Società, perché secondo me, il mondo che rimarrà a noi giovani dovrà  essere custodito e migliorato da questa giovane classe dirigente (senza nulla togliere alle generazioni meno giovani, ovviamente, da cui abbiamo ancora tanto da imparare).

Il secondo giorno era come se fossimo diventanti dipendenti Eni: abbiamo trascorso l’intera giornata visitando gli impianti della raffineria e abbiamo visto da vicino un  pozzo di estrazione. Anche noi abbiamo indossato gli indumenti da operatore Eni e ci siamo resi conto delle difficoltà e delle soddisfazioni di ognuno di loro, condividendo anche i momenti  di pausa, perché in sette ore di lezione ci si stanca un po’.

Un’esperienza, che rimarrà nel cuore dei partecipanti, due giorni brevi ma intensi dove le nostre conoscenze si sono arricchite di competenze, da fare invidia ai nostri coetanei meno fortunati. Questo è stato possibile grazie alle capacità dei relatori dell’Eni, che oltre ad essere molto preparati e competenti, ciascuno nel proprio ambito, hanno saputo relazionarsi con noi in modo molto coinvolgente. Ci hanno insegnato infatti quanto sia importante non solo la conoscenza, ma anche le capacità organizzative, di leadership, di comunicazione in lingue e tra culture diverse, visto che l’Eni è presente nei diversi continenti.

Questa è stata per me un’esperienza unica che consiglierei di provare a tutti, ho avuto la sensazione di trovarmi in un mondo differente, dove tutto è ben organizzato. Al ritorno si guarda tutto da un punto di vista diverso rispetto a quando si è partiti.
Mi sarebbe piaciuto un approfondimento sul ciclo produttivo delle raffinerie Green e non nascondo che mi piacerebbe frequentare dei master per capirne di più anche di altri argomenti che, per il poco tempo a disposizione, sono stati solo accennati.
Termino, ringraziando tutte le persone che hanno dedicato il loro tempo a noi, sperando di poterli incontrare per ulteriori approfondimenti e confronti.

Carmelo Liuzzo Scorpo
Classe 3^ A, Istituto Tecnico Biotecnologie Ambientali “R. L. Montalcini” - Gagliano Castelferrato

Articolo pubblicato il 28 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Carmelo Liuzzo Scorpo - III A Istituto Tecnico Biotecnologie Ambientali "R. L. Montalcini", Gagliano Castelferrato (En)
Carmelo Liuzzo Scorpo - III A Istituto Tecnico Biotecnologie Ambientali "R. L. Montalcini", Gagliano Castelferrato (En)
Visita Laboratorio Chimico, Raffineria di Gela
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