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Inasprimento delle sanzioni per guida distratta da cellulari
di Redazione

Il Governo sta discutendo una riforma dell’art. 173 del Codice della strada

Tags: Cellulare, Auto, Codice Della Strada



PALERMO - Proprio la scorsa settimana si è alquanto discusso dell'intento del Governo, per il tramite del viceministro alle Infrastrutture e ai Trasporti Riccardo Nencini, di un inasprimento delle sanzioni per coloro che utilizzano alla guida cellulari, tablet e altri strumenti. In particolare, la già severa normativa prevista dall'art. 173 del Codice della Strada, che stabilisce una sanzione pecuniaria minima di 169 euro (con possibilità di riduzione del 30 % in caso di pagamento nei cinque giorni dall'accertamento) e la decurtazione di cinque punti dalla patente la prima volta che si viene “beccati” e la sospensione da uno a tre mesi in caso di recidiva nel corso dei due anni successivi, prevederebbe attraverso un apposito decreto, l'immediata sospensione della patente già alla prima violazione e la cancellazione della possibilità di ridurre la sanzione pecuniaria anche nel caso di pagamento nei cinque giorni.

A rendere necessarie tali modifiche, sarebbe la crescente tendenza alla distrazione da parte di tutte le categorie degli automobilisti, senz'altro acuite dalle crescenti e quasi illimitate possibilità di utilizzo degli strumenti tecnologici, in particolare di smartphone e tablet.
Ne discende che tra le principali cause di sinistri stradali e quindi di vittime vi è la guida distratta, con l'ulteriore conseguenza che nel mirino dell'autorità si rischia di finire tutti, perchè se è un comportamento doverosamente punibile quello di chi stacca le mani dal volante per compiere le più svariate attività estranee alla guida sono tantissimi sul territorio nazionale i casi di conducenti erroneamente sanzionati dalle forze di polizia stradale, perchè magari si trovavano per puro caso a passarsi una mano nei capelli proprio nel momento che incrociavano una pattuglia, in quanto la valutazione di questo tipo di condotte è purtroppo sottoposta alla soggettività degli accertatori che possono essere confusi dalle più svariate variabili.

In tal senso, rileva Giovanni D’Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, pene più gravi non servono se non ci sono controlli certi e non si verifica l'utilizzo di apparati wireless e bluetooth nei confronti di qualsiasi conducente di veicoli su strada. Perchè se in una società come la nostra è pressochè impossibile impedire a chiunque di essere connesso in rete e attivo su social e internet, figuriamoci a chi passa gran parte della propria esistenza seduto su un sedile da guida (come i camionisti) lontano per giorni e settimane da affetti e famiglia, tuttavia è senz'altro realizzabile la prospettiva d'incentivare fattivamente semplici accortezze, anch'esse di natura tecnologica, quali gli strumenti indicati che consentono di tenere ben salde le mani sul volante.

Articolo pubblicato il 28 aprile 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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