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Prepararsi alla sfida dei costi standard
di Laura Amato

I decreti attuativi entro 24 mesi stabiliranno i criteri per raggiungere gli obiettivi di solidarietà e perequazione. Centorrino: “Permettere al cittadino che paga le imposte di conoscere le scelte pubbliche di spesa”

Tags: Mario Centorrino, Economia



CATANIA - Tra i temi affrontati nel dibattito di giovedi 10 e venerdi 11 dicembre presso la facoltà di Scienze politiche dell’Università di Catania “Autonomia siciliana, federalismo, regionalismo”, organizzato dal Dappsi- Dipartimento di Analisi dei Processi Politici, Sociali ed Istituzionali, ruolo centrale ha rivestito la questione quanto mai attuale, del federalismo fiscale. Intervenuto in merito, il prof. Mario Centorrino, ordinario di Politica economica presso la facoltà di Messina, mette al riparo i suoi interlocutori da un primo equivoco: confondere gli obiettivi che avrebbe dovuto avere questa legge con le reali ragioni per cui invece esiste.

Il federalismo fiscale nasce infatti con l’intento di riportare ordine nei conti basandosi sull’autonomia fiscale, permettere al cittadino che paga le imposte di conoscere la razionalità delle spese, consentendogli cosi di esprimere  un voto che sia espressione di un giudizio sulla condotta finanziaria del governo locale.
Le reali ragioni, spiega il prof. Centorrino, si rinvengono nella capacità della Lega Nord di “dare veste politica all’egoismo”, incontrando il malcontento dei cittadini che pagando troppo e ricevendo poco, guardano al meridione per definizione poco virtuoso, come il beneficiario dei loro proventi.

Già la nuova formulazione dell’art. 119 Cost. fa un incisivo passo verso la progressiva erosione di questo gap fiscale, sbattendo la porta in faccia alla cd. questione meridionale. L’assegnazione di contributi speciali a Sud e Isole è sostituita da un fondo perequativo per i territori con minore capacità fiscale per abitante. Il criterio della spesa storica, in base al quale ogni ente territoriale riceve in proporzione alle spese sostenute, è soppiantato ora da quello dei costi standard sulle prestazioni essenziali per sanità, assistenza e istruzione tramite il finanziamento derivante da imposte regionali, dalla compartecipazione a Irpef e Iva, oltre a quote del fondo perequativo e all’Irap.

Non è chiaro, secondo il docente, il criterio con cui si definirà l’essenzialità delle prestazioni, non trascurando il fatto che un problema possa assumere connotati diversi a seconda della città. L’inquinamento di Bolzano non è paragonabile a quello di Gela. L’intervento statale che garantirà le prestazioni essenziali a Bolzano risolverà integralmente la questione inquinamento, non sarà certo sufficiente per la città sicula.

Di fronte alla richiesta di delineare il futuro della Sicilia il prof. Centorrino non ha dubbi: “è ancora tutto da scrivere.”
è previsto che le regioni a statuto speciale concorrano agli obiettivi di solidarietà e perequazione, ma con criteri stabiliti da decreti attuativi da emanare entro i prossimi 24 mesi. 

Sarebbe auspicabile inoltre una classe politica che lottasse per la parte di bilancio spettante al sud. Sono coinvolte infatti scelte politiche riguardanti non solo le modalità di distribuzione, quanto l’uso che delle risorse intende farsene. Se, come è accaduto, si investe per le ferrovie meridionali ma nel farlo si acquistano materiali dal settentrione, l’intento di colmare la diversa capacità contributiva delle regioni con aiuti statali risulta così vanificato.

Articolo pubblicato il 16 dicembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Un momento della tavola rotonda (la)
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