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Spunta nuovo debito fuori bilancio: 75,5 mln
di Raffaella Pessina

Crocetta corre ai ripari: pronto ddl che adesso l’Aula dovrà approvare. Intanto è polemica sull’insediamento all’Ircac di Abdelaali

Tags: Ars, Regione Siciliana, Rosario Crocetta



PALERMO - Mancano pochi mesi alla fine di questa legislatura e il presidente dell’Ars Ardizzone ha già reso noto il programma che intende adottare per i lavori del Parlamento siciliano.
 
Il primo Ddl da affrontare in Aula il prossimo 9 maggio sarà il cosiddetto “collegato”, una serie di norme, ben 89, stralciate dalla Finanziaria per arrivare in tempo ad approvarla e portare a scadenza naturale la legislatura. Se non si fosse approvata in tempo, infatti, sarebbe decaduto il Parlamento, perché si era giunti all’ultimo giorno utile di esercizio provvisorio, non rinnovabile di altri mesi. Oggi sono scaduti i termini per la presentazione degli emendamenti da parte dei gruppi parlamentari a questa legge. Il Presidente dell’Ars ritiene che la Finanziaria appena approvata sia un documento di rigore, non omnibus, “come si era abituati a fare nelle precedenti legislature”. Ed aggiunge: “Preferirei che vi fossero più testi omogenei, approfonditi nelle commissioni di merito. Nessuno disconosce, per esempio, che il Corpo forestale venga riformato, ma ciò non poteva essere fatto con la finanziaria”.
 
Ardizzone vorrebbe anche approvare in questo lasso di tempo la riforma del regolamento interno con la modifica del voto segreto “che è disarticolante, perché ogni deputato vota senza tenere conto delle indicazioni dei partiti di riferimento”. Il presidente, però, si vuole occupare anche dei vitalizi, che hanno provocato molte polemiche in questi ultimi tempi: “Ho già presentato un disegno di legge-voto che prevede il tetto massimo di 5 mila euro dei vitalizi. Siamo stati gli unici ad avere pubblicato gli elenchi, anche delle reversibilità”.
 
Intanto è polemica per l’insediamento all’Ircac come presidente di Sami Ben Abdelaali, sulla cui nomina è stata aperta una inchiesta da parte dell’Anac su segnalazione del Movimento cinquestelle, che ha inviato un esposto anche alla Corte dei Conti per denunciare la possibile nullità del valore giuridico in Italia dei titoli conseguiti in Tunisia dall’ex consulente di Crocetta. “Evidentemente - dice il deputato 5stelle Giancarlo Cancelleri - l’Anac ha ritenuto fondate le nostre osservazioni. Crocetta prenda atto dell’improponibilità di questa nomina”.

Ma è la notizia di un nuovo debito fuori bilancio pari a 75,5 milioni di euro a scuotere Palazzo d’Orleans. Il governo Crocetta s’è affrettato ad approvare un disegno di legge per intervenire sulle disposizioni contabili dopo avere preso visione di una relazione, consegnata dalla Ragioneria generale, con la quale i dirigenti del Dipartimento Economia spiegano l’origine di questi debiti e forniscono il dettaglio delle voci. Una parte di questo debito, si legge nel ddl ‘disposizioni contabili’, sarebbe stato contratto fino all’esercizio finanziario chiuso a dicembre del 2015 e “regolarizzato sulla disponibilità di impegni residui e/o di residui passivi eliminati per perenzione amministrativa”. “Pertanto - si legge nella relazione tecnica - il riconoscimento del debito fuori bilancio risulta pari a 75,5 milioni di euro”. La Ragioneria generale spiega, tuttavia, che la copertura di questo debito, è garantita dagli stanziamenti per complessivi 85,3 milioni di euro, appostati nell’assestamento di bilancio per il 2016, approvato lo scorso dicembre. Dunque si tratterebbe di una regolarizzazione di partite sospese a fronte di pagamenti effettuati dal cassiere ma ancora non contabilizzati. Il ddl è stato strasmesso agli uffici dell’Assemblea regionale e dovrebbe approdare presto in commissione Bilancio.

Dalla relazione tecnica allegata al disegno di legge sui debiti fuori bilancio, approvato dalla giunta Crocetta, emerge che alla Regione siciliana nel 2016 sono stati pignorati 24,2 milioni di euro. Più del 50% dei pignoramenti ha riguardato gli assessorati alla Formazione e all’Energia: il primo ha dovuto sborsare 8,4 milioni di euro, il secondo 7,7 mln.

Sfiora i 2 mln di euro il plafond per le espropriazioni forzate eseguite all’assessorato alla Famiglia, mentre al Territorio la cifra è di 1,7 milioni. Altri 1,6 mln di pignoramenti sono stati eseguiti all’assessorato all’Agricoltura e un milione ai Beni culturali. Alle Infrastrutture le espropriazioni ammontano a 971.973 euro. Seguono la Presidenza della Regione (314.909,45 euro), la Salute (114.156,63 euro), le Autonomie locali (111.368,07 euro), l’Economia (49.422,33 euro), il Turismo (15.840,62) e le Attività produttive (12.546,05).

Articolo pubblicato il 05 maggio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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