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Tumori, in Sicilia si stimano 70 nuove diagnosi al giorno
di Rosario Battiato

Secondo i dati Aiom-Airtum, l’anno scorso nell’Isola si sono contati 25.700 casi (13.400 tra gli uomini e 12.300 tra le donne), con la maggiore incidenza del colon retto (4.000 eventi), seguito dalla mammella (3.500) e dal polmone (2.700)

Tags: Sanità, Tumore, Sicilia



PALERMO – Nel 2016 sono stati stimati 70 nuovi casi al giorno di tumore in Sicilia, cioè il 7% del dato italiano. A livello nazionale sono state 365 mila le nuove diagnosi di tumore, pari a mille al giorno. Lo rivela il rapporto “I numeri del cancro in Italia 2016” realizzato dall’associazione italiana di oncologia medica e dall’associazione italiana registro tumori.

Le forme tumorali più frequenti sono la mammella (14%), il colon-retto (13%), il polmone (11%) e la prostata (10%), mentre per gli uomini, escludendo i carcinomi della cute, i cinque tumori più frequentemente diagnosticati sono: la prostata (19%), il polmone (15%), il colon-retto (13%), la vescica (11%) e lo stomaco (4%). Tra le donne: la mammella (30%), il colon-retto (13%), il polmone (6%), la tiroide (5%) e il corpo dell’utero (5%).

Gli ultimi dati sulla mortalità aggiornati dall’Istat risalgono al 2013 e fanno riferimento a 168.137 decessi (94.445 fra gli uomini e 73.692 fra le donne) con una frequenza che ogni anno vale in media circa 3,5 decessi ogni 1.000 uomini e 2,5 ogni mille donne. In media, un uomo ogni 3 e una donna ogni 6 muoiono a causa di un tumore.

Migliora, comunque, la sopravvivenza a 5 anni per tutti i tumori che arriva al 57% per gli uomini e al 63% per le donne. In particolare è stato calcolato che in Italia ci sono circa 3,1 milioni di persone che vivono dopo una diagnosi di tumore, cioè il 5% della popolazione italiana (2016). Su tutti è interessante il dato relativo al tumore alla mammella: le donne viventi in Italia nel 2015, che hanno avuto in passato una diagnosi di tumore, sono quasi 693 mila, cioè in crescita del 29% rispetto al 2010.

A livello regionali ci sono i risultati del 2015 che vedono in Sicilia 197.812 casi di persone che vivevano nel 2015 dopo una diagnosi di tumore. Si tratta di circa il 4% della popolazione isolana. Il peso maggiore è rivestito dal tumore alla mammella (42.773 casi), seguito dal colon-retto (25.583), dalla prostata (21.072), dalla vescica (20.603), dal linfoma non-Hodgkin (8.416), testa e collo (8.319), corpo dell’utero (7.647), polmone (5.578).   

Nel 2016 il numero di nuovi tumori stimati è stato di circa mille al giorno a livello nazionale, cioè 365.800 in valore assoluto. Nell’Isola sono stati 25.700, cioè 13.400 per gli uomini e 12.300 per le donne. Si tratta di circa 70 nuovi casi diagnosticati al giorno con la maggiore incidenza del colon retto (4 mila casi), seguito dalla mammella (3.500) e dal polmone (2.700).

Il quadro generale suggerisce alcune buone notizie – l’incidenza è in riduzione tra gli uomini e stabile tra le donne, mentre la mortalità è in riduzione in entrambi i sessi – ma anche forti elementi di preoccupazione. Tra questi “la lunga latenza delle malattie indotte dall’amianto” dovute anche alla scoperta di “nuove sorgenti di esposizione occupazionali e ambientali”, le quali inducono a ritenere che “in termini di sanità pubblica le conseguenze del massiccio utilizzo del materiale nel nostro Paese in passato non possano considerarsi esaurite”. Anche la Sicilia avrà il suo ruolo in questa dinamica, in quanto è ancora limitata la mappatura e la legge del settore, approvata dall’Ars nel 2014, non è ancora del tutto applicata.

Tra i fattori di rischio ci sono anche le carni rosse (probabilmente cancerogene per l’uomo, sulla base di evidenze definite limitate) e le carni lavorate (classificate come cancerogene per l’uomo).

Articolo pubblicato il 06 maggio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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