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Regione siciliana, cresce la spesa: +40 milioni nel 2016
di Raffaella Pessina

Per l’assessore Baccei a incidere sul rialzo sono stati i debiti fuori bilancio. Intanto nessuna intesa su collegato e Finanziaria bis

Tags: Ars, Regione Siciliana, Finanziaria



PALERMO - Nulla di fatto all’Assemblea regionale siciliana. Il collegato alla Finanziaria verrà esaminato solamente il prossimo 18 maggio. Ancora più di una settimana quindi per cercare di sfoltire i ben 87 articoli di cui è composto il documento e per eliminare una buona parte dei circa 1.100 emendamenti che sono stati presentati al testo. Ieri ci doveva essere Aula, ma il tutto si è risolto con un rinvio. Non ci sono gli accordi politici. Troppe le proposte per erogare contributi a pioggia, stabilizzare precari e promuovere dirigenti e l’Ars si è paralizzata in attesa di trovare una intesa.

Il collegato è la somma degli articoli accantonati durante la votazione della prima manovra, due settimane fa. Una seconda manovra che comprende le riforme dei Consorzi universitari e degli Ersu, la chiusura di Riscossione Sicilia, il finanziamento della fusione fra Cas e Anas, le misure a favore dei precari, le promozioni dei dirigenti regionali e i prepensionamenti negli Enti. Gli emendamenti non si sono fatti attendere e sono 750 circa correttivi e ben 450 quelli che propongono articoli aggiuntivi che sarebbero utili per la prossima campagna elettorale.

Ieri si è tenuta la conferenza dei capigruppo alla presenza del presidente della Regione Crocetta e dell’assessore regionale all’economia Baccei per trovare un’intesa sugli oltre mille emendamenti presentati. Il presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone, ha chiesto di stralciare le norme sulla conversione del Consorzio autostrade siciliane in società per azioni, atto propedeutico all’integrazione con Anas, e quella sulla sorte di Riscossione Sicilia per farne due disegni di legge da esaminare a parte. Per il protrarsi della riunione la seduta appena aperta è stata chiusa e rinviata al 18 maggio.

Intanto è stato reso noto il rendiconto della Regione del 2016 approvato dalla giunta Crocetta, dal quale emerge che la spesa per il funzionamento della Regione ha subito un aumento di ben 40 milioni di euro, più del 20,5% rispetto all’anno precedente. Per l’assessore Baccei a incidere sul rimbalzo sono stati i debiti fuori bilancio, pari a circa 40 milioni di euro: spese sostenute in anni precedenti ma contabilizzate nell’esercizio 2016. L’anno scorso la spesa è stata di 238 milioni di euro, mentre dal 2012 fino al 2015 era stata ridotta di anno in anno, passando dai 274 milioni di cinque anni fa ai 197 milioni del 2015. Al netto dei debiti fuori bilancio, la spesa nel 2016 si sarebbe ridotta di 67 mila euro. A farla impennare contribuiscono quasi tutte le voci della macchina burocratica. Il rialzo più consistente riguarda il capitolo delle spese più “politiche”, quelle di rappresentanza, relazioni pubbliche, convegni, mostre e pubblicità: oltre 700 mila euro in più. Per le utenze, i servizi ausiliari e le spese di pulizia l’incremento è del 72,64%, pari a 11,6 milioni.
 
In rialzo del 45,7% (oltre 281mila euro) anche la spesa per i gettoni di componenti di commissioni, comitati e consigli; mentre per la manutenzione ordinaria e le riparazioni è cresciuta del 39,18%, quasi un milione e mezzo di euro in più. Per consulenze, studi e indagini la Regione ha sborsato 72 mila euro (+15,14%) in più dell’anno precedente, altri 11 mila euro (+10,23%) per corsi di formazione. La voce ‘altre spese’ è costata 27,4 milioni in più (+23,45%). In calo invece quella per mobili, macchinari e attrezzature: 190 mila euro in meno dell’anno precedente, con una riduzione del 90%. Piccoli tagli anche per i beni di consumo (-17mila euro, -1,3%) e per noleggi e locazioni (-713 mila euro, -1,29%). Del 10% è stata la riduzione (-208mila euro) per indennità di missioni e rimborsi spese. Diminuita del 14% la spesa per il personale della Regione (216 milioni in meno del 2015): da 1,5 miliardi a 1,29 miliardi.

Infine, sempre ieri, il sindacato Cobas/Codir, che rappresenta i dipendenti regionali, non ha partecipato all’incontro convocato da Alessandro Baccei all’assessorato di all’Economia per spiegare alle organizzazioni sindacali la norma della Finanziaria sul Fondo pensioni. Il Cobas lamenta che l’assessore Baccei abbia sentito i sindacati a norma approvata e non preventivamente. La norma prevede l’acquisto per circa 360 milioni di euro di immobili rimasti, in tutto o comunque in massima parte, proprietà della Regione. La norma secondo il Cobas/Codir “è finalizzata a trasformare il Fondo pensioni in un vero e proprio bancomat a disposizione della Regione per fare fronte alla spesa corrente, rifilandogli, in cambio di risorse fresche della previdenza dei lavoratori regionali, l’acquisto d’immobili senza un reale valore di mercato, inutilizzabili e non produttivi, come nel caso del ‘fondo Uditore’ di Palermo attualmente destinato a parco urbano”. In una nota il sindacato informa che  “darà battaglia nelle sedi competenti e farà la propria parte fino in fondo nel collegio di sorveglianza del Fondo pensioni per respingere ogni azione ritenuta lesiva dei legittimi interessi dei lavoratori e in violazione del vigente Regolamento dell’ente previdenziale”.

Articolo pubblicato il 10 maggio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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