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Garanzia Giovani: la Regione pronta a completare il percorso
di Michele Giuliano

Presentata la misura dell’autoimpiego ed autoimprenditorialità, l’ultima del programma per i neet. Con l’Avviso 7 appena emanato il governo regionale si avvia a spendere 180 mln

Tags: Garanzia Giovani, Regione Siciliana, Neet, Lavoro, Avviso7



PALERMO - Il faraonico programma di Garanzia Giovani sta per giungere al termine. L’ultima azione, quella dell’autoimpiego, è stata presentata in questi giorni dalla Regione Sicilia. Con una disponibilità di 25 milioni di euro è rivolta ai “neet”, giovani di età compresa tra i 15 e i 29 anni, residenti in Italia, cittadini comunitari o extracomunitari con regolare permesso di soggiorno, che non lavorano e non sono inseriti in un corso scolastico o formativo.
 
La misura ha come obiettivo quello di sostenere l’avvio di piccole iniziative imprenditoriali o percorsi di creazione di impresa e lavoro autonomo, attraverso il finanziamento di interventi formativi e consulenziali integrati, attraverso i quali i giovani potranno acquisire le competenze necessarie.

L’intervento si svilupperà in diverse azioni: la consulenza, finalizzata allo sviluppo di un’idea imprenditoriale, la formazione per la redazione del business plan, che comprende la definizione di dettaglio dell’idea imprenditoriale e gli studi di fattibilità e ricerca di mercato. Ancora, è previsto l’accompagnamento per l’accesso al credito ed alla finanziabilità e servizi a sostegno della costituzione di impresa, che prevede informazioni su adempimenti burocratici e amministrativi, e supporto alla ricerca di partner tecnologici e produttivi.

La scelta dell’ente attuatore è del giovane, che riceverà un percorso personalizzato, al seguito del quale sarà firmata la convenzione presso il centro per l’impiego competente per territorio. I settori ammessi sono vari: dal turismo ai servizi alla persona, dal risparmio energetico alle imprese manifatturiere e artigiane, dalle imprese operanti nel settore agricolo alle associazioni di professionisti. Esclusi, invece, gli organismi di formazione, le imprese a partecipazione maggioritaria pubblica, settori come la pesca e la sanità.

L’ultima misura va a completare un grande dispiego di mezzi e fondi per le diverse misure proposte, dalla formazione, all’apprendistato, dal tirocinio extracurriculare al servizio civile, dalla mobilità professionale agli incentivi alle aziende per nuovi contratti di lavoro.

L’autoimpiego ha visto comunque un netto ridimensionamento delle cifre messe a disposizione. A inizio programmazione, la misura contava su un fondo da 41 milioni di euro, 20 dall’Unione Europea e 21 dallo Stato, una buona percentuale su un totale di 178 milioni. Oggi, a seguito delle rimodulazioni, questa cifra si è ridotta a quasi la metà, 2 dall’Unione europea e 13 dallo Stato. Un taglio che ha visto privilegiare i tirocini, per i quali sono stati spesi 90 milioni di euro, oltre la metà del totale.

Una scelta eloquente della mentalità siciliana ancora legata all’idea del “posto fisso” da dipendente, mentre l’impresa e la libera professione rimangono ancora appannaggio di pochi coraggiosi che vogliono tentare di muoversi in autonomia. Un fallimento, quindi, per il numero reale di assunzioni a seguito dei 6 mesi di tirocinio, i cui numeri sono estremamente ridotti rispetto all’investimento fatto, confermati dai dati relativi alla misura del bonus occupazionale.

Tale misura ha dato alle aziende che assumono da 6 mesi a tempo indeterminato incentivi da 1.500 a 6 mila euro. Ebbene, su 10 milioni di euro spesi, soltanto 2.345 giovani hanno trovato sbocco lavorativo indeterminato. Un dato ridicolmente basso, che dimostra come tali finanziamenti siano serviti più a foraggiare gli enti che hanno gestito le diverse misure piuttosto che incentivare un vero cambiamento nel mondo del lavoro siciliano.

Articolo pubblicato il 18 maggio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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