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Festa del Quirinale, via al voto
di Carmelo Lazzaro Danzuso

Nei Giardini della residenza del Presidente della Repubblica, i partiti politici hanno trovato l’intesa sulla legge elettorale. Snodo fondamentale verso le elezioni che dovranno rilanciare il Paese

Tags: Quirinale, Sergio Mattarella



ROMA – Parafrasando un detto storico, potremmo dire che la nuova Italia si è fatta nei Giardini del Quirinale, in occasione del brindisi per la vigilia della Festa della Repubblica svoltosi l’1 giugno scorso. La sfilata dei rappresentanti dei maggiori partiti politici presenti in Parlamento si è rivelata molto più che una semplice passerella: l’invito del presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha infatti rappresentato l’occasione per trovare l’accordo definitivo sulla legge elettorale e sulla strada che, ormai è quasi certo, porterà il Paese alle elezioni politiche il prossimo mese di settembre

Una festa “produttiva”
Tutti riuniti in un assolato pomeriggio romano (e il Quotidiano di Sicilia era presente con il nostro direttore), i leader politici hanno colto l’occasione per limare gli ultimi dettagli circa l’accordo che porterà il Paese alle urne. Partito democratico, Movimento 5 stelle e Forza Italia, dopo il tira e molla dei giorni precedenti e lo strappo che sembrava aver definitivamente fatto saltare il banco, sono riusciti a tirare le fila di un complicatissimo discorso lasciato in sospeso per mesi, imboccando in modo (sembra) definitivo la strada delle elezioni che si spera possano finalmente dare stabilità a un Paese cui essa manca da troppo tempo. A indirizzare la partita sono stati in particolare Matteo Renzi per il Partito democratico e Luigi Di Maio per il Movimento 5 stelle. Niente “inciucio”, così come ripetuto più volte nelle scorse settimane dai pentastellati, ma un accordo (“benedetto” anche da Beppe Grillo) con l’obiettivo bipartisan di fare il bene dei cittadini.

I punti d’incontro

Lo stop a capilista blindati e pluricandidature è riuscito a mettere d’accordo tutti (Lega compresa), tanto da agevolare finalmente il passaggio in Commissione Affari costituzionali della Camera. E così l’impianto legislativo ha preso finalmente forma in un sistema tedesco all’italiana orribilmente ribattezzato “Germanichellum”. Esso prevede maggiori garanzie in merito alle quote rosa, la riduzione dei collegi uninominali da 303 a 225 e lo sbarramento confermato al 5% (che ha scatenato il botta e risposta, con tanto di rottura definitiva tra l’ex premier Matteo Renzi e il ministro Angelino Alfano), con buona pace dei partiti più piccoli.
“Abbiamo raggiunto un accordo – ha commentato il capogruppo Pd Ettore Rosato – e questo grazie a un lavoro serio di quattro forze politiche che non si amano. Mi sembra ingeneroso non riportare il fatto essenziale, e cioè che le regole della democrazia siano scritte insieme dai quattro maggiori partiti. Ci si appiglia a elementi di dettaglio anziché sottolineare il risultato ottenuto, che contribuisce a rendere più sereno il clima che nel Paese è troppo rissoso”.

Le elezioni

A questo punto, resta da decidere soltanto la data del voto, che dalle voci di corridoio emerse, proprio durante l’incontro nei Giardini del Quirinale sembra possa cadere il prossimo 24 settembre.
Lo scenario è lo stesso di qualche mese fa, con Movimento 5 stelle e Lega che spingono per andare alle urne il prima possibile, Forza Italia intenzionata a prendere tempo e il Partito democratico diviso tra chi spinge per cambiare e chi vorrebbe confermare il sostegno al Governo guidato da Paolo Gentiloni.
Se le indiscrezioni filtrate dovessero essere confermate, gli italiani dovranno fare i conti con un’estate caldissima e non soltanto per ciò che concerne le temperature. L’auspicio è che quella cui andremo inevitabilmente incontro possa essere una campagna elettorale costruttiva, basata su contenuti e programmi e non annacquata da questioni secondarie rispetto al miglioramento del benessere collettivo dei cittadini. Le esperienze passate non fanno presagire nulla di buono, ma come si sa la speranza è l’ultima a morire.
Il Paese ha bisogno di crescere con una forza maggiore di quella registrata negli ultimi mesi, altrimenti il divario con le altre realtà europee continuerà ad aumentare. Per ottenere questi risultati, però, occorre una guida forte e solida, che abbia la forza e la capacità di prendere quelle decisioni (anche impopolari) necessarie a dare una scossa all’economia. L’accordo sulla legge elettorale sembra andare in questa direzione e il fatto che sia stato “partorito” proprio a ridosso della Festa della Repubblica potrebbe essere un segnale di buon auspicio.
 


Il discorso del Presidente rivolto ai prefetti del Paese
 
In occasione della Festa della Repubblica, il Presidente Sergio Mattarella ha inviato un messaggio ai prefetti d’Italia, “chiamati a tradurre la scelta repubblicana nell’esercizio quotidiano dei principi e valori costituzionali”.
“I prefetti – ha scritto Mattarella - sono fortemente impegnati a garantire la coesione sociale e istituzionale e la sicurezza dei cittadini. Il presidio e il buon andamento delle amministrazioni locali, preservandole da ingerenze criminali, è garanzia della dialettica democratica rispetto a possibili tentativi di intimidazione o condizionamento”.
“Il bene della sicurezza – ha aggiunto - talvolta percepito come minacciato, appartiene a tutti, e tutti abbiamo il dovere di contribuirvi con comportamenti orientati alla legalità e all'interesse generale. L'attività svolta dalla Magistratura e dalle Forze di Polizia per contrastare i fenomeni delinquenziali va sostenuta, insieme con i sindaci, da una rete di iniziative in grado di garantire la vivibilità dei luoghi e rimuovere i fattori di disagio ed esclusione sociale che possono favorire l'illegalità diffusa.
Alla serenità dei cittadini contribuisce la consapevolezza dell’elevato impegno profuso dagli apparati dello Stato per la lotta al terrorismo e per la sicurezza dei luoghi pubblici, anche attraverso attività coordinate di prevenzione e intelligence.
“Le azioni a difesa della legalità nelle attività economiche – ha concluso - varranno anche a rafforzare la volontà di quegli imprenditori che, non rinunciando al loro futuro in Italia, contribuiscono alla ripresa economica e occupazionale del Paese”.

Articolo pubblicato il 06 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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