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Quotidiano di Sicilia

Nel 2016 quasi 9.000 divorzi in più. In Sicilia +1.454, il 17% del totale
di Serena Giovanna Grasso

Nell’Isola sono stati definiti complessivamente 5.850 “addii”. Ha contribuito all’incremento la possibilità di accedere al divorzio in sei mesi, ma anche la maggiore immissione dei procedimenti grazie alla Legge 55/2015

Tags: Divorzio, Matrimonio



PALERMO – Complice l’introduzione del divorzio breve, nell’ultimo anno ha subìto una crescita vertiginosa il numero di coppie che ha deciso di dirsi addio. Infatti, secondo i dati del ministero della Giustizia, relativi esclusivamente ai divorzi consensuali o contenziosi giunti in tribunale, nel corso del 2016 sono stati definiti 67.574 divorzi, ben il 15,4% in più rispetto ai 58.581 dell’anno precedente. Di questi, oltre 42 mila sentenze hanno riguardato il divorzio congiunto, cioè non contenzioso: nel 2015 se ne contavano circa seimila in meno (36.000). Rimangono esclusi i divorzi risolti davanti al sindaco e all’avvocato: infatti, secondo gli ultimi dati dell’Istituto nazionale di statistica relativi al 2015, il numero complessivo di divorzi supera le 82 mila unità.

Secondo i dati del ministero della Giustizia, provenienti dai ventisei distretti delle Corti d’Appello, il numero maggiormente consistente di divorzi si registra in Lombardia con quota 11.761, ovvero il 17,4% del valore totale nazionale (in particolare, si contano 8.240 procedure consumate presso il distretto di Milano e 3.521 presso il distretto della Corte di Appello di Brescia). A seguire troviamo il Lazio (6.800) e la Sicilia con 5.850 divorzi (nel dettaglio, si osservano 2.440 procedure nel distretto di Palermo, 2.191 a Catania, 827 a Messina e 392 a Caltanissetta).

L’incremento maggiormente consistente in termini percentuali a livello nazionale si osserva presso il distretto di Messina: infatti, si passa dalle 487 procedure definite nel 2015 alle 827 nel 2016, ovvero il 69,8% in più. Un discreto incremento percentuale riguarda anche gli altri distretti siciliani (+46,8% rispetto ai 267 di Caltanissetta, +28,5% rispetto ai 1.899 di Palermo e +26% rispetto ai 1.739 di Catania), con valori sempre superiori all’incremento medio osservato a livello nazionale (+15,4%). Dunque, in Sicilia sono state definite 1.458 procedure in più, sui 8.933 divorzi in più a livello nazionale.

Un dato in controtendenza si osserva in Piemonte, con un decremento del 2,2% rispetto al 2015: infatti, nel distretto di Torino si sono contate 5.321 procedure nel 2016.

Sicuramente sull’incremento delle procedure divorzili definite va ad incidere significativamente l’introduzione del divorzio breve, mediante la legge 55/2015 entrata in vigore il 26 maggio 2015. Oggi l’attesa tra separazione e divorzio è ridotta da tre anni a sei mesi; mentre si riduce da cinque anni a dodici mesi il tempo necessario per divorziare nei casi in cui non si raggiunge un accordo tra gli ex coniugi.

D’altra parte bisogna anche considerare che nel 2016 sono confluite le decisioni di molti fascicoli che con la vecchia tempistica sarebbero stati definiti nei due anni successivi, fattore che ha notevolmente contribuito all’incremento del numero di divorzi. Dunque, è improprio pensare che il boom di divorzi sia unicamente dovuto alla facilità di dirsi addio. Solo sul lungo termine sarà possibile studiare gli effetti della recente legge.

D’altra parte risulta largamente diffuso il ricorso all’avvocato o al sindaco per concludere definitivamente il matrimonio: nel 2015 sono stati oltre 27 mila i divorzi espletati nella suddetta modalità. Queste soluzioni sono molto più economiche e per questo spesso preferite: infatti, il divorzio davanti al sindaco ha un costo minimo che può addirittura scendere a 16 euro, somma necessaria ai divorzi senza figli né spostamenti patrimoniali in atto tra i coniugi.

Articolo pubblicato il 06 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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