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Controversia sull'olio di palma: la rivincita di Nutella su Delhaize
di Lorena Peci

Corte d’appello Ue condanna l’azienda belga per la campagna denigratoria contro il gruppo Ferrero. Si riapre la diatriba sull’olio vegetale e sui suoi presunti effetti negativi

Tags: Olio Di Palma, Nutella, Ferrero, Delhaize



ROMA - È recente la notizia della vittoria di Ferrero su Delhaize, azienda belga che da anni fonda la sua campagna pubblicitaria sul non uso dell’olio di palma e sulla conseguente maggior salubrità della sua crema al cioccolato, additando in modo particolare la Nutella, crema alle nocciole e cioccolato famosa ormai in tutto il mondo che invece utilizza il suddetto grasso vegetale. La nona camera della corte d’appello di Bruxelles ha dato ragione al gruppo italiano che accusava Delhaize di portare avanti una strategia di comunicazione menzognera, la quale ingannava e influenzava il consumatore, sostenendo migliore il proprio cioccolato solo perché non contenente olio di palma, dichiarazione di fatto illegale perché non verificabile. La società belga sarà costretta dopo questa sentenza a mettere fine alla sua campagna pubblicitaria sulla crema spalmabile certificata «senza olio di palma», pena sanzioni fino a 25mila euro a violazione, fino a un tetto massimo di un milione di euro.

La diatriba tra Ferrero e Delhaize andava avanti già da un po’ di tempo e nel 2015 una prima decisone presa dai giudici di primo grado della Corte, aveva dato ragione a Delhaize. La vittoria di Ferrero risulta dunque significativa se si ripensa all’enorme peso mediatico che la faccenda sull’uso dell’olio di palma da parte della quasi totalità delle aziende produttrici di prodotti da forno confezionati, ha avuto in questi ultimi anni condizionando l’industria alimentare e in certi casi creando  allarmismo. Si è molto sentito  parlare dei presunti effetti negativi del consumo di prodotti contenenti l’olio di palma sulla salute, ma a oggi non esiste all’interno della letteratura scientifica uno studio univoco che affermi che l’olio di palma faccia male in assoluto. Ciò che si sa, è che senza dubbio essendo un grasso saturo così come il burro, va consumato con moderazione e di conseguenza sarebbe meglio evitare di mangiare con troppa frequenza quei cibi confezionati che lo contengono. Ma da dove proviene l’olio di palma e perché è stato così usato? Rispondere brevemente a queste domande servirà a capire meglio la questione.

L’olio di palla è un grasso vegetale proveniente da frutti simili a olive chiamati drupe e che vengono prodotti da diverse tipologie di palme. Dopo la loro raccolta tali frutti subiscono un processo di lavorazione che culmina nell’estrazione dell’olio. Tra i maggiori produttori di olio di palma troviamo paesi come la Malesia e l’Indonesia. Il motivo per cui è così utilizzato all’interno dell’industria alimentare è legato al fatto di essere quasi insapore e dunque in certi casi migliore del burro che invece altera il sapore dei cibi, meno costoso e più facilmente conservabile.

L’allarmismo e le accuse continue di essere uno dei maggiori responsabili di malattie cardiovascolari e obesità, hanno portato molte aziende ad eliminare l’olio di palma dai propri prodotti, lanciando nuove campagne pubblicitarie nelle quali risuona sempre più spesso la frase «senza olio di palma». Fra queste non vi è sicuramente Ferrero, la quale ha invece continuato con la sua politica, sostenendo anche una campagna pubblicitaria a favore di un uso corretto dell’olio di palma, organizzata dall’Unione Italiana Olio di Palma Sostenibile, di cui fanno parte alcuni tra i maggiori produttori di alimenti confezionati al mondo, tra cui Nestlé, Unliver e Ferrero per l’appunto. Per il momento la vittoria di Ferrero a Bruxelles ridà credito all’idea che non bisogna demonizzare un prodotto solo perché contenente olio di palma, ma come spesso capita, la verità sta nel mezzo.

Articolo pubblicato il 13 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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