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Il Centrosinistra punta sul "modello coalizione"
di Raffaella Pessina

Fausto Raciti, segretario regionale Pd: “Per le Regionali seguire l’esempio di Palermo”. Ma Cancelleri (M5S) risponde: “Noi spacciati? Vedremo...”

Tags: Elezioni, Sicilia, Fausto Raciti



PALERMO - Terminate le consultazioni per i Comuni, in Sicilia i partiti e i politici sono ormai assorbiti dalla futura campagna elettorale per le Regionali, ritenuta a buon titolo, più difficile, poiché quest’anno ci saranno 20 posti in meno. Un altro fattore di rischio potrebbe essere l’assenteismo proprio perché le elezioni si terranno il 5 novembre, mentre si profila la possibilità che le consultazioni per il rinnovo del Parlamento nazionale potrebbero essere fissate tra settembre e ottobre, in controtendenza con quanto accaduto fino ad oggi. Se ciò accadesse, sarebbe abbastanza difficile portare i cittadini due volte nell’arco di poche settimane ai seggi elettorali.

I risultati delle consultazioni appena terminate hanno ridato speranza al Partito democratico, che temeva una vittoria schiacciante del Movimento cinquestelle, che invece ha perso terreno. E non perde tempo Carmelo Miceli, segretario provinciale del Pd di Palermo, il quale ha chiesto al suo partito “in vista delle regionali di smettere di fare nomi. Basta usare e bruciare nomi. Concentriamoci seriamente su tutto ciò che serve per replicare su scala regionale il metodo e lo schema di Palermo: una squadra fatta da Pd, sinistra, moderati e civismo, uniti da salde radici valoriali e da un programma di governo chiaro ed immediatamente attuabile. Il nome, a quel punto verrà da sé”.

Non perde tempo neanche Raciti, segretario regionale del Pd, che gradisce il punto di vista di Miceli: “La coalizione che ha vinto a Palermo può avere un grande potenziale anche alle regionali con uno spettro largo e innovativo. Più che di ‘modello Palermo’ parlerei però di ‘modello coalizione’, che va dai moderati alla sinistra”. E prosegue: “A Palermo la coalizione in termini percentuali ha ottenuto un risultato persino superiore a quello del sindaco - spiega Raciti - Per le Regionali dobbiamo mettere in campo una proposta politica, non serve fare somme algebriche, è necessario trovare un elemento di sintesi. E in questo quadro penso che debba trovare spazio nella coalizione formata dalle forze politiche anche il ‘civismo politico’ rappresentato da Leoluca Orlando”. Rivolgendosi agli alleati Raciti parla di “tempi più rapidi possibili” per il confronto. “A breve - afferma - convocherò la direzione regionale, il Pd nazionale deve accompagnarci in questo ragionamento, nel quale bisogna coinvolgere il presidente della Regione”.

Per il segretario di Sinistra italiana in Sicilia, Luca Casarini, “il modello Palermo’, che ha consentito a Leoluca Orlando di stravincere le Comunali, può essere replicato anche alle Regionali del 5 novembre. “Ma non parliamo di coalizione - dice -ma di confluenza che può avvenire tra forze che si controbilanciano e si riconoscono nel progetto, chiaro e definito di valori e scelte, e nel candidato alla presidenza della Regione che deve riuscire a federare”. Secondo Casarini l’eventuale accordo tra Sinistra, Pd, moderati e centristi non può prescindere dal metodo del “civismo politico”, “che a Palermo - afferma - ha impedito che ci fossero simboli di partito e ha costretto tutti, anche la sinistra, a uno sforzo”. In questo quadro, sostiene  Per Casarini, “le primarie di partiti o coalizione sono cose assurde, servono solo a produrre lotte intestine tra correnti”.

Per Michele Cimino, portavoce e deputato di Sicilia Futura, sono state bocciate la demagogia e l’improvvisazione: “Il voto per i Comuni e l’esito elettorale mi portano ad una considerazione: è del tutto evidente che gli elettori siciliani e del Paese, tra proposte politiche caratterizzate per l’improvvisazione e la demagogia hanno invece premiato la competenza e la capacità di amministrare. Adesso l’imperativo per la classe politica deve essere quello di tornare a parlare con i cittadini in maniera diretta e viso a viso anziché solo tramite il web”.

Non demordono i grillini: il leader del Movimento cinquestelle in Sicilia, Giancarlo Cancelleri è stato chiaro: “Oggi gli esperti di politica e i detrattori seriali celebrano il funerale al M5S, dimenticando che tutte le volte che ci davano per spacciati siamo tornati trionfanti”. Nonostante la delusione per il 16% a Palermo del candidato sindaco Ugo Forello, Cancelleri ha ricordato che cinque anni fa il candidato sindaco Riccardo Nuti, non raggiunse la soglia minima del 5% per entrare in Consiglio. Adesso una piccola truppa invece farà il suo ingresso a Sala delle Lapidi. Cancelleri, accreditato candidato alla poltrona di Presidente della Regione, ha avvertito: “Noi spacciati? Vedremo...

Articolo pubblicato il 14 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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