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Prepensionamenti formazione, la Regione parte con gli avvisi
di Michele Giuliano

Il governo siciliano chiede l’adesione di ex sportellisti e dipendenti di enti nati dal 1951 al 1956. Fa parte del piano programmato per sfoltire il settore: previsti 2.500 esuberi

Tags: Formazione, Regione Siciliana, Bruno Marziano



PALERMO - Una via di fuga per gli operatori della formazione professionale che hanno lavorato agli Sportelli multifunzionali e negli enti. Per i lavoratori nati dal 1951 al 1956 l’assessorato regionale alla Formazione ha predisposto il prepensionamento, una agevolazione per uscire dal settore e sfruttare comunque gli anni di anzianità acquisita.

Proprio in questi giorni gli uffici preposti hanno richiesto agli iscritti all’elenco unico degli operatori della formazione professionale nella sezione sportellisti e formatori di attivarsi per verificare la loro posizione contributiva, rivolgendosi sia alle strutture messe a disposizione dalle organizzazioni sindacali sia ai servizi competenti dell’Inps. In tal modo, l’amministrazione regionale potrà avere un quadro più chiaro di quanti e quali operatori potranno, nei prossimi quattro anni, acquisire il primo requisito utile alla pensione.

I lavoratori che avranno verificato la propria situazione anagrafica e contributiva secondo procedure formali e certificate dai soggetti abilitati (Inps e patronati) dovranno compilare la scheda allegata all’avviso e presentarla entro il 30 giugno al dipartimento Regionale del Lavoro a mezzo mail all’indirizzo: dirigentegen.lavoro@regione.sicilia.it. Solo allora si potrà definire il numero effettivo di lavoratori che potranno accedere agli scivoli per la pensione. Una decisione che è stata presa per tutta la filiera che oggi scoppia di personale che è evidentemente in esubero. Lavoratori che, ancora oggi, non sono tornati al lavoro a causa del blocco delle attività formative legate ai “corsi tradizionali” da finanziare attraverso l’Avviso 8.

“Aspettando che si sblocchi l’Avviso 8 sospeso fino al 4 luglio dal Tar - sostiene l’assessore Bruno Marziano - l’esigenza oggi oltre che a fare ritornare i dipendenti al lavoro, è sfoltire il bacino dei formatori, dando una prospettiva a tutti. Che non significa la stessa soluzione per tutti ma una soluzione per tutti”.

Per arrivare a questo obiettivo sono due i percorsi da tempo individuati ma ancora da concretizzare: “Uno è il prepensionamento per i nati fra il 1951 e il 1953 che ne abbiano i requisiti - sostiene Marziano - prepensionamento a carico dello Stato. Per i nati fra il ‘54 e il ‘56 invece il prepensionamento sarà a carico della Regione con 50 milioni. L’altro percorso è quello di prevedere forme di incentivo attraverso un bando per la fuoriuscita da questo bacino e la realizzazione di attività in proprio. Con questa operazione prevediamo uno sfoltimento di 2.500 lavoratori.

Altri 1.800 sono sportellisti che rientrano nelle politiche attive del lavoro presso i centri per l’impiego dell’ente in house Ciapi nelle prossime settimane. Restano 4 mila lavoratori che troveranno posto nei corsi dell’obbligo formativo appena sarà sbloccato l’Avviso 8, altri 2.800 circa nella formazione ordinaria per la quale sono previsti 110 milioni l’anno fino al 2020”.

Belle parole, che però semplificano una situazione invece piuttosto complessa, che si trascina da anni. Da un recente controllo della situazione generale è stato acclarato che il personale che orbita attorno alla formazione in Sicilia è passato dai 5 mila dipendenti assunti nei vari enti nel 2000 agli attuali 9 mila e 200, così come è stato appurato dal dipartimento della Formazione professionale e anche dai sindacati. I costi inevitabilmente sono lievitati dal momento che si sono “ingrassati” gli enti in termini di forza lavoro.

Articolo pubblicato il 14 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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