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Mobilità sostenibile, l'Ue pianifica, la Sicilia si perde tra i gas di scarico
di Rosario Battiato

La Commissione europea ha stilato un programma per modernizzare i trasporti e ridurre le emissioni. In Sicilia solo il 22% dei trasporti merci e bus è di categoria superiore all’Euro 3

Tags: Mobilità, Mobilità Sostenibile, Sicilia, Unione Europea



PALERMO – Dalla mobilità sostenibile passa il raggiungimento degli obiettivi Ue sul clima e Bruxelles è al lavoro per garantire un impegno sempre più sostanzioso: alla fine di maggio è stato presentato “L’Europa in movimento”, l’iniziativa della Commissione Ue per modernizzare la mobilità e i trasporti a livello europeo nell’ottica di una transizione socialmente equa verso l’energia pulita e la digitalizzazione. Per la Sicilia è una strada ancora congestionata.

Il programma comunitario è ambizioso e “racchiude varie iniziative ad ampio raggio – si legge nella nota ufficiale della Commissione – che consentiranno di: rendere il traffico più sicuro; incoraggiare l’adozione di sistemi di pedaggio più equi; ridurre le emissioni di CO2, l’inquinamento atmosferico e la congestione del traffico; ridurre gli oneri burocratici per le imprese; combattere il fenomeno del lavoro nero e garantire ai lavoratori condizioni e tempi di riposo adeguati”. Tra le soluzioni promosse dalla Commissione “una mobilità senza interruzioni” per permettere ai cittadini e alle imprese di spostarsi più facilmente in tutta Europa tramite “la proposta di migliorare l’interoperabilità tra i sistemi di telepedaggio”. Sempre in quest’ottica si prevedono anche pedaggi autostradali basati sui km e costi proporzionalmente più elevati per le auto inquinanti.

Un piano in divenire. “Questa prima serie di otto proposte – spiegano dalla Commissione – sarà integrata nel corso dei prossimi 12 mesi da altre proposte, fra cui quelle relative alle norme sulle emissioni successive al 2020 per autovetture e furgoni, oltre alle prime norme in assoluto riguardanti le emissioni dei veicoli pesanti, che fanno seguito alla proposta odierna concernente il monitoraggio e la trasmissione di informazioni in tema di emissioni di CO2 e consumo di carburante dei veicoli pesanti”.

Un impegno necessario per il clima. L’ultima edizione dell’International energy agency (Iea) Global Ev outlook, basandosi sullo studio Energy technology perspectives, ha stimato che per restare entro un aumento di 2 gradi centigradi serviranno, entro il 2040, oltre 600 milioni di auto elettriche in circolazione nel mondo.

In Sicilia parlare di mobilità sostenibile è ancora prematuro. Lo confermano gli ultimi dati arrivati tra maggio e giugno dal centro ricerche Continental, dall’osservatorio Autopromotece e dall’osservatorio Federmetano. Nell’Isola circolano quasi 75 mila autocarri per il trasporto merci e autobus di categoria emissiva superiore ad Euro 3 (e cioè che appartengono alle categorie emissive Euro 4, 5 e 6), che corrispondono ad appena il 22% del totale regionale. Il dato è in crescita rispetto al 2010, quando erano solo il 13% del totale, registrando una tendenza regionale positiva che ha superato la media nazionale (77,3% contro 53,8%). Restano comunque ampi margini di manovra: “I dati della ricerca confermano che vi è ancora in circolazione nel nostro Paese una massa di autocarri e di autobus datati, immatricolati prima dell’entrata in vigore della normativa Euro 4, che è avvenuta nel 2006”, veicoli che “non dispongono delle più recenti tecnologie di sicurezza e dei dispositivi atti a ridurre le emissioni di sostanze nocive”. Un ritardo confermato anche dalla bassa presenza di auto ad alimentazione alternativa: solo il 3,7% del totale siciliano, cioè 135 mila auto su 3,6 milioni, contro il 7,9% della porzione nazionale.

Articolo pubblicato il 15 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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