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Quotidiano di Sicilia

In Sicilia differenziata impossibile. Saturi gli impianti di compostaggio
di Rosario Battiato

A Ramacca (Ct) non c’è più spazio per l’umido. L’Ofelia ambiente: “Eccesso di domanda rispetto all’offerta”. Il sindaco di Belpasso Caputo: “Viviamo in uno stato di emergenza continuo”

Tags: Sicilia, Rifiuti, Raccolta Differenziata



PALERMO – C’è un pericoloso paradosso che si sta consumando in Sicilia ormai da diversi mesi: l’incremento di raccolta differenziata raggiunto dai comuni ha prodotto una crescita del flusso di umido che l’attuale impiantistica regionale non è più grado di contenere e che rischierebbe di finire in discarica.

Il caso non è recente, se ne parla da almeno un mese, ma nei giorni scorsi l’allarme lanciato da diversi sindaci etnei si è concretizzato con la crisi dell’impianto di compostaggio di Ramacca, località “Cutucchi”, gestito dalla Ofelia Ambiente. Già in questi giorni è previsto lo stop, o almeno una decisa riduzione del conferimento, per l’impianto che riceve la frazione umida della stragrande maggioranza dei comuni della Sicilia orientale. “C’è stato un eccesso di domanda rispetto all’offerta   – ha spiegato Giuseppe Monaco, ad di Ofelia Ambiente, al QdS – e mi aspettavo che aprissero in tempo gli altri impianti, ma con la crescita della raccolta differenziata non si è visto una parallelo sviluppo dell’impiantistica”. Molte di queste criticità erano state evidenziate dai sindaci nel corso degli incontri organizzati dall’Ufficio speciale per la differenziata proprio per potenziare la raccolta nei comuni dell’Isola.

Nel mirino ci sono gli ovvi ritardi regionali, ma anche le responsabilità imprenditoriali. La Regione è al lavoro da diversi anni per potenziare tutta l’impiantistica, ma la “programmazione” dei nuovi impianti è andata troppo per le lunghe e, infatti, anche il ministero dell’Ambiente vuole vederci chiaro nell’ambito dell’accordo raggiunto con la Regione siciliana alla fine di maggio per prolungare il ricorso temporaneo a speciali forme di gestione dei rifiuti nel territorio isolano nelle more del rientro in ordinario. Tra le richieste da ottemperare entro 20 giorni, quindi entro la prossima settimana, c’è proprio il quadro dell’impiantistica attuale e dei nuovi impianti da realizzare o in fase di realizzazione che Palermo dovrà inviare a Roma. Intanto, lo scorso 7 giugno il dipartimento Acque e rifiuti ha pubblicato l’avviso della richiesta di Aia (autorizzazione integrata ambientale) relativo alla installazione di un “Impianto di compostaggio per la produzione di fertilizzanti mediante trattamento biologico da realizzarsi in C.da Milisinni, località Passo Martino, S.P. n.69/II nel comune di Catania” , depositata dalla ditta Rem di Siracusa.

Anche dalla parte imprenditoriale esistono delle difficoltà evidenti, lo scorso anno ci sono state delle gare andate a vuoto, segnale inequivocabile di uno scarso interesse a investire in un settore conosciuto proprio per la sua labilità e scarsa programmazione. “C’è anche una responsabilità imprenditoriale – ha aggiunto Monaco –, nessuno si è fatto avanti per investire, ma bisogna capire che i rifiuti sono una realtà”.

Lo sanno bene i sindaci che con questa realtà ci convivono quotidianamente. Uno dei primi a lanciare l’allarme sull’impianto di Ramacca era stato Carlo Caputo, sindaco di Belpasso. “Ci aspettiamo un’accelerazione da parte di chi deve intervenire – ha spiegato il primo cittadino al QdS –, ieri (mercoledì, ndr) c’è stata data comunicazione che a partire dal 19 si potrà conferire in un altro impianto di compostaggio, ma il problema è più generale e riguarda il fermo delle piattaforme che va avanti da almeno due, tre anni”. Le parole del primo cittadino etneo non fanno sconti: “Viviamo in uno stato di emergenza continuo, abbiamo bisogno di una legge che si occupi della programmazione dei rifiuti, non solo ordinanze per risolvere i problemi del momento”. Anche perché sui comuni isolani gravano problematiche di natura finanziaria – “paghiamo annualmente 100 mila euro all’anno all’Ato che è in liquidazione da cinque anni”, ha aggiunto il sindaco – e anche quando “iniziamo a fare i bravi (a Belpasso la rd ha raggiunto punte del 70%, ndr), poi i buchi si scoprono altrove”.
 

 
In Sicilia solo 11 impianti attivi, il 60% è al Nord
 
PALERMO – A livello europeo (2014), il 28% dei rifiuti urbani gestiti è avviato a riciclaggio, circa il 16% a compostaggio e digestione anaerobica, mentre circa il 27% e il 28% sono, rispettivamente, inceneriti e smaltiti in discarica.
In particolare, il riciclaggio e il trattamento biologico della frazione biodegradabile (compostaggio e digestione anaerobica) risultano più diffusi nei vecchi Stati membri (150 e 88 kg/abitante per anno, rispettivamente per riciclaggio e trattamento biologico) che in quelli di più recente adesione (57 e 22 kg/abitante per anno rispettivamente per riciclaggio e trattamento biologico.
Nel 2015 in Italia, secondo dati Ispra, ci sono circa 5,3 milioni di tonnellate di rifiuti urbani recuperate in impianti di trattamento biologico dei rifiuti organici (+7% rispetto al 2014) e tra questi circa 3,4 milioni sono avviati ad impianti di compostaggio, 1,6 milioni di tonnellate ad impianti di trattamento integrato anaerobico/aerobico, mentre poco più di 220 mila tonnellate sono trattate in impianti di digestione anaerobica.
Gli impianti operativi sono 263 e risultano localizzati per il 61,6% al Nord, per il 16,3% al Centro e per il 22,1% al Sud. In Sicilia dovrebbero essere 15 gli impianti (dati Ispra 2016), anche se una stima più recente della regione ne ha registrati solo 11 attivi, che hanno avuto 293 mila di quantità autorizzata a fronte di 170 mila trattati.

Articolo pubblicato il 16 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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