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Ripresa lenta: Pil Sicilia inferiore di 12 punti ai livelli di pre-crisi
di Roberto Pelos

Presentata ieri presso la sede della Banca d’Italia a Palermo la pubblicazione sull’economia dell’Isola. Dal 2005 al 2016 il volume dei beni venduti è diminuito di oltre il 20 per cento

Tags: Pil, Sicilia, Economia



PALERMO – Presentata ieri presso la sede di Banca d’Italia nel capoluogo siciliano, la pubblicazione sull’“Economia della Sicilia”, nella quale vengono illustrati i principali dati riguardanti l’andamento dell’economia nella nostra Isola nel 2016 e nei primi mesi del 2017.
In Sicilia, la ripresa economica iniziata nel 2015, è rimasta debole e non si è ancora diffusa alla generalità dei settori produttivi. I redditi e i consumi delle famiglie sono aumentati, nel corso del 2016, in misura contenuta e la crescita occupazionale si è interrotta nel secondo semestre.

Gli investimenti delle imprese sono aumentati, beneficiando della riduzione dei costi di finanziamento e dei nuovi incentivi fiscali introdotti dal Governo, nonostante che la domanda aggregata abbia esercitato uno stimolo ancora modesto all’accumulazione.
Nel 2016, il Pil, in termini reali, è rimasto ancora inferiore ai livelli di pre-crisi di circa 12 punti percentuali rispetto ai sette punti dell’Italia. La ripresa dell’attività produttiva, che aveva caratterizzato il 2015, si è attenuata nel corso del 2016 con dinamiche settoriali eterogenee.

Nell’industria, il cui apporto al valore aggiunto regionale si è notevolmente ridotto negli anni della crisi, l’attività ha ristagnato e il grado di utilizzo degli impianti è sceso di un punto percentuale (77%).

Le esportazioni sono diminuite per tutti i maggiori comparti, eccezion fatta per il settore agroalimentare, confermando una performance di medio periodo della Sicilia sui mercati esteri complessivamente deludente se paragonata alla crescita della domanda proveniente dai mercati di sblocco; dal 2005 al 2016 il volume dei beni venduti (deflazionando le esportazioni nazionali con gli indici nazionali dei prezzi alla produzione dei beni esportati in ciascun settore) è diminuito di oltre il 20% a fronte di un incremento del 33% della domanda potenziale. Nelle costruzioni, dopo il lieve recupero del 2015, sono emersi nuovi segnali di indebolimento della congiuntura.

È proseguito soltanto il miglioramento ciclico nel settore dei servizi, grazie anche all’apporto, seppur moderato, dei consumi delle famiglie siciliane e del buon andamento del turismo. La crescita dell’occupazione, dopo il buon andamento dell’anno precedente, ha subìto una battuta d’arresto nel 2016, anche se sono aumentate le ore lavorate per addetto dell’1,3%. È aumentata l’occupazione a tempo pieno mentre è diminuita quella a tempo parziale. L’incremento del tasso di disoccupazione, sul quale ha influito una maggiore partecipazione al mercato del lavoro, non ha interessato i giovani tra i 25 e i 34 anni, per i quali il dato comunque rimane su livelli molto elevati.

Dal 2015 sono tornati ad aumentare moderatamente il reddito e i consumi familiari dopo le forti contrazioni degli anni precedenti che avevano colpito soprattutto i nuclei familiari meno abbienti. E’ proseguito il processo di razionalizzazione degli sportelli bancari, diminuiti quasi di un quinto dal 2009. La riconfigurazione della rete distributiva, che ha interessato quasi esclusivamente gli intermediari di maggiore dimensione, ha comportato anche una riduzione degli addetti ed è stata accompagnata da una maggiore diffusione dei servizi di home banking.

Articolo pubblicato il 21 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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