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Illeciti nella Pa: in cinque mesi 263 segnalazioni
di Redazione

Cantone (Anac): “Necessario approvare un disegno di legge per tutelare la riservatezza dei denuncianti”. Trend in crescita: nel 2014 se ne contavano 16. “Ma l’atteggiamento è ancora di diffidenza”

Tags: Pubblica Amministrazione, Raffaele Cantone, Anac



ROMA - Sono 263 le segnalazioni di condotte illecite nell’amministrazione pubblica ricevute dall’Anac dall’inizio dell’anno al 31 maggio, in crescita rispetto all’anno precedente attestato a quota 252. È quanto emerge dal secondo monitoraggio dell’Autorità nazionale anticorruzione presentato nella sede di Palazzo Sciarra.

“L’aumento delle segnalazioni è un segnale molto positivo”, ha detto il presidente Anac, Raffaele Cantone, “rispetto al passato l’istituto del ‘whistleblowing’ ha fatto passi avanti giganteschi e i numeri lo dimostrano anche se continua a fare fatica nell’applicazione pratica”.

Per il presidente Anac “non si può non rilevare che a distanza di più di 4 anni dalla prima applicazione della disciplina l’atteggiamento che si registra rispetto all’istituto è ancora di una certa diffidenza” al contrario degli altri Paesi dove “viene considerato tra i presidi più importanti per il contrasto alla corruzione sia nel settore privato che in quello pubblico”.

Altro cruccio manifestato da Cantone è quello relativo alle segnalazioni che “non riescono ancora a generare tutta l’efficacia che potenzialmente l’istituto ha, perchè ci sono ancora tante ombre sia sulla qualità delle segnalazioni ma anche sulla risposta che noi diamo: non siamo in grado di dare una tutela legale a chi segnala né di offrire una tutela contro atti di discriminazione, resta poi molto limitata la tutela della riservatezza soprattutto nei casi in cui gli atti vengono trasmessi alla procura”. Ecco la “necessità” di approvare il disegno di legge per la tutela degli autori di segnalazioni di reati o irregolarità di cui siano venuti a conoscenza nell’ambito di un rapporto di lavoro pubblico o privato, per garantire una maggiore tutela al whistleblower.

Secondo il rapporto, il trend delle segnalazioni è cresciuto dalle 16 del 2014 alle 200 del 2015, alle 252 del 2016 arrivando fino alle 263 dei primi cinque mesi di quest’anno. Di queste, sono state archiviate, nel 2014 l’81%, nel 2015 il 33%, nel 2016 il 31%, nel 2017 il 46%.

Secondo i dati relativi al 2017, le segnalazioni provengono per la maggior parte dal Sud dell’Italia(43%), segue il Nord (38%) e il Centro (19%). Da rilevare anche la presenza di una segnalazione proveniente dall’estero, per l’anno 2016, da parte di un dipendente di una istituzione scolastica italiana in Etiopia per affidamenti di lavori e appalti di forniture senza procedure.

Tra i più attivi a segnalare illeciti docenti, ricercatori universitari e il personale sanitario; seguono poi la categoria dei dirigenti, dei responsabile della prevenzione della corruzione e della trasparenza, dei militari, dei consiglieri comunali e infine i casi “anonimi” anche se le loro segnalazioni vengono rimesse alla scelta della singola amministrazione.

Tra le condotte segnalate, le attività più esposte restano gli appalti, gli incarichi, i concorsi pubblici; sono giunte segnalazioni per questioni riconducibili a ipotesi di conflitto di interessi ovvero di cattiva amministrazione o di corruzione.
Rilevante si presenta anche la percentuale di casi riguardanti segnalazioni inerenti a ipotesi di demansionamenti o di trasferimenti illegittimi derivanti da segnalazioni.

Articolo pubblicato il 24 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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