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Catania - Amt, Forza Italia attacca il Comune: "Deve dare 30 milioni all'azienda"
di Melania Tanteri

Salvo Pogliese: “Autobus guasti, vergogna”. Carlo Lungaro: “Lavoriamo al Piano di rientro”

Tags: Catania, Trasporti, Amt, Salvo Pogliese, Carlo Lungaro



CATANIA - Una società al collasso. È la denuncia dei deputati, consiglieri ed esponenti di Forza Italia che, ieri mattina, hanno organizzato una conferenza stampa per denunciare quella che definiscono l’inerzia dell’Amministrazione comunale in relazione alla grave crisi attraversata dalla partecipata di Palazzo degli Elefanti. E al servizio pubblico ridotto al minimo, con appena 30 autobus in circolazione. Martedì, infatti, la maggior parte dei mezzi non hanno potuto circolare perché rotti o senza aria condizionata.

“È inammissibile – ha esordito l’europarlamentare azzurro, Salvo Pogliese - che si tagli il nastro delle fermate della metropolitana, mentre il trasporto sui gomma langue e i cittadini catanesi sono costretti ad attendere ore alla fermata. È un paradosso - ha proseguito –  che ci si vanti di un’opera di competenza del Ministero, mentre ciò che compete a Palazzo degli Elefanti non viene affrontato”.

Pogliese si riferisce non solo alle condizioni del servizio pubblico, ma soprattutto alla mancata erogazione dei milioni da parte di Comune e Regione, crediti vantati da Amt e non riscossi. “Il Comune deve dare all’azienda 30 milioni – ha continuato - su un totale di 70, ma nulla sembra si stia muovendo, nel frattempo gli autobus si guastano e i mezzi non circolano. Una situazione vergognosa per i cittadini e per i turisti”.

Chiedono un Piano industriale e un Piano finanziario, gli esponenti di Forza Italia, e di sapere quale siano i progetti per il rilancio del trasporto. Non solo: la richiesta di chiarezza riguarda anche la governance di Amt, alla luce delle voci che vedrebbero in pole position come prossimo presidente Claudio Iozzi, attuale membro del Cda della società di trasporto e marito della proprietaria della Sais, azienda privata che si occupa di trasporto pubblico regionale.

“Ci preoccupa inoltre la nomina del nuovo amministratore unico dell’Azienda – ha sottolineato Pippo Arcidiacono, coordinatore provinciale - in conformità alla legge Madia, che ci auguriamo fortemente sia una personalità di alto profilo e lontana da qualunque situazione che possa anche solo adombrare la possibilità di un conflitto d’interessi. Sospettiamo poi – ha proseguito - che l’azienda sarà svuotata e che, nel caso di gara bandita per cederla, non sarà appetibile e sarà svenduta”.

“Nel 2019, come imposto dall’Unione europea e ratificato dalla Regione, l’Amt dovrà essere messa sul mercato – ha aggiunto il vicecoordinatore comunale azzurro, Luca Sangiorgio - ed è chiaro che un’azienda in tale sofferenza economica, con gravi scarsità di mezzi e personale, non potrà che essere svenduta con tutte le conseguenze negative che ciò comporterà per la collettività”.
 Nessuna ipotesi di svendita, invece, per la presidenza.
 
“Personalmente ritengo l’ipotesi non percorribile – ha replicato Carlo Lungaro, numero uno di Amt. In due anni predisporremo la gara e arriveremo a quella data con un’azienda sana”. Il presidente ha assicurato anche come, dal punto di vista economico, la società sia solida. “Il bilancio quest’anno è stato chiuso in utile: restano i problemi finanziari, ma la Regione sta per mandare i milioni che ci deve e con il Comune stiamo definendo un piano di rientro. A quel punto – ha concluso - ci rimetteremo in carreggiata”.

Articolo pubblicato il 30 giugno 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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