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Mieloma multiplo, grazie alla ricerca vivere di più e meglio è possibile
di Redazione

I maggiori ematologi siciliani riuniti a Catania da Ail per fare il punto sull’aspettativa di vita dei pazienti. In Sicilia si stimano 250 nuovi casi l’anno, in prevalenza tra gli over 60

Tags: Mieloma



CATANIA – Vivere di più e meglio è sempre più una realtà per i pazienti affetti da mieloma multiplo: negli ultimi anni, infatti, è aumentata l’aspettativa di vita e migliorata notevolmente la risposta alle terapie per le persone – 14mila in tutta Italia – affette dalla malattia. È quanto emerso nel corso di un incontro dedicato al mieloma promosso dall’Ail-Associazione Italiana contro le Leucemie, i Linfomi e il Mieloma, con il patrocinio di International Myeloma Foundation eFondazione Gimema-Gruppo Italiano Malattie Ematologiche dell’Adulto - e con il sostegno non condizionante di Bristol-Myers Squibb.

I numeri del mieloma, il meno noto tra i tumori del sangue, sono in aumento in Sicilia, così come nel resto del Paese, con un’incidenza stimata di 4-5 persone ogni1 00mila abitanti, vale a dire 250 nuovi casi all’anno nell’isola e oltre 5.500 in Italia. Numeri destinati a crescere per via dell’evoluzione demografica, trattandosi di una patologia che colpisce prevalentemente intorno ai 60 anni.

“Il mieloma multiplo - spiega Francesco Di Raimondo, direttore della divisione di Ematologia dell’Ospedale Ferrarotto di Catania - è causato dalla proliferazione delle plasmacellule del midollo osseo che, in condizioni normali, hanno la funzione di produrre e liberare anticorpi per combattere le infezioni. La loro crescita anomala, invece, dà origine a sintomi e complicanze a carico di altri organi quali anemia, insufficienza renale e lesioni ossee molto dolorose“.
“La buona notizia - continua Di Raimondo – è che oggi abbiamo a disposizione un armamentario terapeutico che ci consente di ritagliare la migliore terapia possibile sul singolo paziente, con un aumento dell’aspettativa di vita impensabile fino a qualche anno fa“.

Di qui l’importanza di diffondere una maggiore conoscenza sulla patologia e sulle nuove opportunità terapeutiche, ma anche di dare voce alle testimonianze di pazienti e familiari che vivono l’esperienza diretta della malattia e supportarli nel percorso diagnostico-terapeutico attraverso il confronto con gli specialisti provenienti dai principali Centri di cura delle neoplasie ematologiche della regione.
 
“Uno degli aspetti più scoraggianti per i pazienti cui viene diagnosticato un mieloma – afferma Riccardo Bottino, presidente Ail Catania - è dover comprendere una malattia complessa, poco conosciuta e dal destino incerto”.
"Con questi incontri – prosegue Bottino –AIL vuole rendere concreta la sua vicinanza ai pazienti, offrendo loro (e ai familiari) la possibilità di confrontarsi con gli specialisti al di fuori dell’ambulatorio di ematologia per sciogliere i dubbi più ricorrenti sulla malattia e acquisire conoscenze sui traguardi raggiunti nella cura. Traguardi non soltanto in termini di efficacia dei trattamenti, in particolare per le forme recidivanti, ma anche di tollerabilità delle terapie, aspetto che ha una ricaduta immediata e significativa sulla qualità di vita “.
Affrontare il decorso di un tumore molto aggressivo come il mieloma implica notevoli livelli di stress, sia per colui che ne è affetto, sia per chi circonda il malato.

“Dal momento della diagnosi e lungo tutto il percorso di cura - dichiara Stefania Impera, dirigente Medico della Uoc di Ematologia dell’Arnas Garibaldi di Catania - non è solo il fisico ad essere messo a dura prova, ma anche lo stato psichico. Per questo motivo, è fondamentale che l’individuazione e la gestione dei bisogni psicologici dei pazienti con neoplasie ematologiche vengano considerate nell’ambito di un riconosciuto diritto ad una cura globale, che necessita del contributo di diverse figure professionali (oncoematologo, psiconcologo,infermiere), adeguatamente formate. L’obiettivo finale è quello di ottimizzare il beneficio dei trattamenti e migliorare la qualità del tempo vissuto dai malati e dai loro familiari”.

Articolo pubblicato il 07 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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