Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia  su Twitterrss qds
Quotidiano di Sicilia
Il QdS sul tuo smartphone
Scegli la tua app

Università, Cobas/Codir denuncia: "Istituzioni boicottano studenti"
di Valeria Arena

 Le accuse del sindacato alla Regione siciliana, al Miur e all’Ateneo di Palermo. “Continui ritardi e caos nei versamenti delle risorse destinate agli Ersu”

Tags: Università, Cobas/codir, Ersu



PALERMO - Dito puntato contro Regione siciliana, Miur e Università di Palermo in merito alla cattiva gestione delle risorse economiche destinate agli Ersu: il sindacato Cobas-Codir denuncia i continui ritardi e rinvii relativi al versamento delle quote indirizzate all’Ente che dovrebbero sostenere e aiutare economicamente studenti universitari in difficili e precarie condizioni finanziarie: “Sembra una gara per boicottare gli studenti universitari dell’Ateneo palermitano quella portata avanti da Università, Miur e Regione siciliana - denuncia il sindacato -. Ci riferiamo al continuo ridimensionamento e ritardato versamento delle risorse finanziarie per il funzionamento degli Ersu e per il pagamento delle borse di studio universitarie”. “Un atteggiamento - continua - che ostacola fortemente ogni sforzo operativo e l’attività posta in essere dai lavoratori regionali e dalla dirigenza dell’Ente e che si riverbera negativamente, giornalmente, sulla pelle degli studenti universitari che subiscono, perciò, ritardi nelle erogazioni e nella qualità dei servizi. L’Ersu, infatti, riceve le risorse finanziarie per potere funzionare proprio da Università di Palermo, Miur e Regione siciliana che versano le risorse con ingiustificabile ritardo quando non sottoposte a continui tagli”.

L’Università, spiega il sindacato, “riscuote dagli studenti, a inizio dell’anno accademico, la tassa sul diritto allo studio (140 euro a studente) che ammonta a Palermo a un totale di circa 6 milioni di euro: soldi vincolati esclusivamente al pagamento delle borse di studio, ma l’Ateneo, anziché versare immediatamente le somme riscosse, le trattiene nella propria ‘cassa’ per diversi mesi, causando ritardi nelle erogazioni delle borse agli studenti universitari”. Per l’anno accademico appena trascorso le risorse incamerate dagli studenti sono state infatti versate all’Ersu in sei rate, l’ultima a giugno 2017, dopo più di sei mesi dall’incasso.

Definita pessima anche la gestione del fondo intervento integrativo statale (risorse, vincolate al pagamento delle borse di studio universitarie, inviate dal Miur all’Università), caratterizzato, anche in questo caso, da continui ritardi e caos gestionale. “Per il 2017 non si conosce ancora neanche l’importo che verrà erogato - sostiene il Cobas/Codir - Negli ultimi cinque anni le risorse nazionali per le borse di studio sono state più che dimezzate: 9.329.362 nel 2012; 8.454.528 nel 2013; 5.326.945 nel 2014; 5.315.583 nel 2015; 4.211.131 nel 2016”. Anche la Regione, si legge nel documento, “ha più che dimezzato, nel giro di 6 anni, il proprio impegno finanziario in favore degli Ersu” e l’Ente di Palermo è passato da 8,7 milioni a 4,1 milioni di contributo regionale, “dimostrando di non avere alcuna politica per il diritto allo studio in Sicilia”.
 
“A luglio di quest’anno - prosegue il sindacato - il saldo del contributo di funzionamento 2016 deve ancora essere erogato, mentre per l’anno 2017 non si ha ancora alcuna notizia né della consistenza del contributo né dei tempi in cui saranno erogati i fondi. A causa delle politiche del Miur e della Regione il numero di borse di studio in 5 anni si è più che dimezzato passando da 6.822 erogate nell’anno accademico 2012/13 a 2.893 borse di studio nel corrente anno accademico 2016/17”.

Articolo pubblicato il 12 luglio 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus