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Roma: Atac sott'acqua Ama senz'acqua
di Carlo Alberto Tregua

Capitale indebitata per 2,5 miliardi

Tags: Roma, Debiti, Atac, Ama



L’amministrazione comunale di Roma è l’emblema del caos istituzionale del nostro Paese. Nella Città Eterna, sono eterni i disservizi e le incapacità di una buona e sana amministrazione che renda i servizi ai cittadini in base alle tasse che riscuote, con un bilancio ordinato e debiti normali.
Ma quello che scriviamo è solo un sogno, mentre la realtà è che quella classe politica, di Destra, di Centro e di Sinistra, e la sottostante burocrazia, formata da incompetenti e privilegiati, ha portato il Comune di Roma ad avere debiti per 2,5 mld.
In questo disastro, che non è solo economico data l’assoluta carenza di qualità dei servizi, vi è quello delle partecipate, fra cui Atac e Ama. Nella società di trasporti, i debiti si sono accumulati senza fine per la malagestione fino al limite di 1,3 mld. Ma peggio è la mancanza di qualità minima nei servizi, con una metropolitana in cui la manutenzione è carente e i controlli sono inesistenti (sembra che il conducente stesse mangiando quando si è verificato il guaio della passeggera incastrata nelle porte).  

L’Atac poi ha incombenza di completare la famosa linea C della metropolitana. Il ritardo dei lavori è diventato enorme con cause diverse, fra cui corruzione, inefficienza e incapacità di gestire adeguatamente le attività relative.
Insomma, con uno slogan si potrebbe dire che l’Atac fa acqua da tutte le parti. Beninteso non la produce perché se no la Capitale non avrebbe carenza del prezioso liquido.
Le cause dei disastri citati derivano da una classe politica incompetente e corrotta e da dirigenti irresponsabili e incapaci che hanno lavorato in base alla cultura del favore e non a quella della professionalità.
A Roma non sanno cosa siano le regole etiche che dovrebbero informare le attività dei politici o dei burocrati. Ognuno va per conto proprio, senza controlli e senza rendere conto di quello che fa, bene o male, o di quello che non fa.
Il rendiconto dovrebbe essere dato ai romani i quali, però, hanno solo un’unica possibilità di sanzionare ogni cinque anni, quando ci sono le elezioni. Ma nel corso del lustro essi non protestano adeguatamente sui media con la conseguenza che il manovratore non viene disturbato.
 
Se l’Atac fa acqua, l’Ama è senz’acqua. Quest’ultima è una società quotata in Borsa e sostanzialmente amministrata da privati per quanto il controllo sia pubblico. Ma si tratta di un controllo formale e non sostanziale perché essa continua a fare la gestione non come si farebbe in una normale impresa, bensì come in un carrozzone pubblico, per cui ognuno tira il lenzuolo dal proprio lato col risultato di scoprire tutta la società.
I romani fino a oggi non se ne sono curati, salvo nel momento in cui è arrivata la minaccia del razionamento per metà dell’intera popolazione, circa 1,5 milioni di abitanti.
La gente si muove nel momento in cui è toccata personalmente, perché l’ignoranza e l’incultura non riescono a far capire che il Bene comune dovrebbe venire prima del bene privato, con la conseguenza che ogni cittadino dovrebbe muoversi non appena qualcuno scalfisce il Bene comune.
Ma così non è, perché ogni ignorante tiene pulita la propria casa ma se ne infischia della sporcizia che è oltre il proprio uscio.

L’Ama preleva l’acqua dagli Appennini e dal lago di Bracciano. Ma essa, per arrivare ai rubinetti e ai campi agricoli, nonché alle industrie e alle imprese, si perde per strada in una misura che si avvicina alla metà. Ciò perché venendo meno ai propri compiti istituzionali, l’Ama non ha provveduto a rinnovare costantemente le reti e a fare un’adeguata manutenzione. Se tutta l’acqua prelevata arrivasse ai rubinetti, non vi sarebbe nessun problema.
La questione peraltro è comune a tutto il Sud, ed è il segno della malagestione che caratterizza la classe politica e burocratica meridionale.
Nel Nord vi sono perdite delle reti ma si mantengono intorno a un quinto. Dovrebbero non esserci, ma è già un buon risultato. Atac sott’acqua, Ama senz’acqua: che c’è di peggio? Ma al peggio non c’è fine.
Colpa del M5S e della Raggi? Sì, per la loro incompetenza, ma che non è superiore a quella di chi li ha preceduti in questi ultimi venti anni.
 

Articolo pubblicato il 02 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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