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Catania - Zona industriale, la cabina di regia può far partire i lavori entro l'anno
di Melania Tanteri

Dai Patti 11 mln per rilanciare un’area devastata tra buche, rifiuti e incendi

Tags: Catania, Zona Industriale, Riqualificazione



CATANIA - Potrebbe essere la volta buona per il rilancio di quella che avrebbe dovuto essere l’Etna valley. I finanziamenti attesi dal Patto per Catania per la Zona industriale potrebbero davvero cambiare il volto di un’area degradata e abbandonata, nonostante il grande potenziale. Una consapevolezza degli amministratori che, infatti, stanno accelerando per preparare i progetti da presentare al Governo per ottenere i contributi: nel corso dell’ultimo incontro, a fine luglio presso la sede della Stm, è stato individuato il metodo di lavoro attraverso la “cabina di regia” istituita dal sindaco Enzo Bianco.

Presto, entro il mese di settembre, saranno definiti i vari progetti. Come spiega Fabio Finocchiaro, direttore delle Manutenzioni del Comune, che illustra i prossimi passi della cabina di regia. “L’ultima riunione di fine luglio - afferma - è stata produttiva. Il prossimo incontro per discutere della Zona industriale sarà fissato a fine settembre: in quell’occasione, si potrà verificare l’avanzamento dei progetti per circa 11 milioni di euro. Sono cinque i progetti (quelli previsti sotto la denominazione “Riqualificazione strutturale per la sicurezza globale dell’Area sviluppo industriale di Pantano d’Arci”, sono così distinti: quattro all’interno del Patto per Catania e uno nel Patto per il Sud, per un importo complessivo di 10.959.032,63 euro di cui uno è già in gara. Si tratta del primo lotto per la realizzazione della caserma dei Carabinieri. Per quanto riguarda gli altri tre sono già in fase esecutiva mentre i restanti verranno definiti entro settembre”.
 
Infine, dovrà essere affidata la progettazione esecutiva per il secondo lotto della caserma dei carabinieri. “I cantieri – sottolinea Finocchiaro - potrebbero partire già entro fine anno insieme al progetto relativo alla manutenzione delle strade”. Uno degli aspetti ritenuti più importanti dalle organizzazioni sindacali e di categoria. Ad esempio per la neo-segretaria generale della Uil, Enza Meli, che interviene sull’argomento. “Le buche in strada ormai diventate voragini, gli incendi ricorrenti, i rifiuti speciali nelle discariche abusive. La nostra priorità è far tornare le imprese per far tornare i nostri giovani, in questi anni costretti a emigrare in cerca di lavoro. Il degrado della Zona industriale, quindi, rappresenta per noi della Uil uno scandalo. Anzi, una bestemmia. Siamo felici – conclude - che, dopo le denunce sindacali, qualcosa si stia muovendo, ad esempio con i progetti previsti nel Patto per Catania. Non molleremo la presa, però, finché non vedremo i cantieri aperti e le opere ultimate. Lì come altrove”.

Anche le altre sigle hanno espresso apprezzamento per il metodo: “Ribadiamo l’importanza del ruolo di mediazione del primo cittadino - scrivono in una nota Cgil, Cisl e Ugl - ma è necessario passare ai fatti in tempi brevi. Il ruolo del sindacato nella cabina di regia è legato esclusivamente alla tutela delle norme contrattuali e all’effettiva spesa delle risorse disponibili. Il territorio, le imprese e i lavoratori necessitano di risposte concrete”.

E decoro, vivibilità e sicurezza sono anche le parole chiave per la commissaria straordinaria dell’Irsap, Mariagrazia Brandara. “La riqualificazione - afferma - della Zona industriale, che passa attraverso la progettualità delle opere a cura dell’Irsap e i finanziamenti del Patto per Catania, prende sempre più forma e non possiamo che esserne soddisfatti. Siamo certi che la cabina di regia del Patto per Catania per l’area industriale di Pantano D’Arci che vede istituzioni e imprese allo stesso tavolo è il segnale tangibile che, quando amministrazioni pubbliche lavorano in sinergia con il territorio e vanno avanti insieme verso obiettivi comuni, i risultati si ottengono”.

Articolo pubblicato il 03 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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