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Pd e Ap di Crocetta hanno rovinato la Sicilia
di Carlo Alberto Tregua

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Tags: Rosario Crocetta, Sicilia, Pd



Se Crocetta seguisse il precetto eterno mettere la verità al di sopra di se stessi, dovrebbe riconoscere come la sua linea politico-istituzionale abbia letteralmente rovinato i siciliani. Errare humanum est..., ma non riconoscere i propri errori e continuare a commetterli non è commendevole né scusabile.
Che l’attuale presidente della Regione non abbia il minimo senso di autocritica lo dimostra il fatto che continua a proporre la propria candidatura alle prossime elezioni del cinque novembre.
La responsabilità primaria di quanto accaduto non è la sua, ma di quel 15 per cento di siciliani che lo ha eletto e, in successione, di Renzi e Alfano che l’hanno mantenuto in sella per tutti i cinque anni.
Che l’Angelino regionale ondeggi come una canna è noto a tutti. Il suo ondeggiamento continua fra Renzi e Berlusconi, in attesa del più alto offerente. Ma intanto continua a sostenere Crocetta che fa danno giorno dopo giorno.

Fa il paio con il presidente della Regione, l’Assemblea regionale, i cui rappresentanti si sono tolti la maschera e stanno dimostrando quello che valgono: zero. Ovviamente fra i baldi rappresentanti del popolo ve ne sono parecchi di buona qualità e di buoni principi, ma la maggior parte è gentaglia che guarda solo al proprio interesse: quello di farsi rieleggere a qualunque costo e a prescindere dai propri meriti.
Un’Assemblea regionale che non funziona più, nonostante i forti richiami del suo presidente, dimostra ancora una volta che l’Autonomia è finita e che non vi è più alcuna ragione di mantenerla in vita, se non per mantenere in vita privilegi e privilegiati.
Nella nostra Isola vi è una netta spaccatura fra qualche centinaio di migliaia di persone che mangiano a sette ganasce sulle casse regionali e molti milioni di cittadini che stentano e faticano notevolmente di fronte alle immani difficoltà che incontrano ogni giorno.
Intanto, il tempo passa, giorno dopo giorno, mese dopo mese, la situazione ristagna sempre di più, le difficoltà aumentano, l’incapacità di reagire risulta evidente e molti siciliani si disperano constatando gli ostacoli che la Regione pone a tutte le attività.
 
Certo, non è commendevole che i novanta consiglieri-deputati dell’Ars si prendano ufficialmente le ferie dal 10 agosto fino al 5 settembre. Tuttavia, dal momento che non facevano nulla tanto vale che si stiano per i fatti propri.
Però i loro emolumenti continuano a essere pagati puntualmente, i loro contributi per la pensione si sommano, i privilegi non diminuiscono. Peggio, non approvando le leggi urgenti anche in materia di bilancio, continuano a bloccare le attività e mettono a repentaglio centinaia di migliaia di siciliani.
Una irresponsabilità di tal fatta, anche per noi che seguiamo le vicende regionali da 40 anni, non l’avevamo mai constatata.
Del peggio c’è il peggiore, sosteneva un saggio. Il peggiore è che la situazione continua a precipitare, che la povertà aumenta, e c’è sempre meno lavoro per i siciliani.

Pd e Ap hanno sostenuto Crocetta, scrivevamo prima. Quindi sono pienamente responsabili di tutto quello che sta succedendo. Non sappiamo se vedremo insieme i due partiti alle prossime elezioni del 5 novembre. Certo, ad essi  non si può rinnovare il suffragio, che andrà invece al Movimento Cinque Stelle e/o ai moderati, se saranno capaci di restare insieme con un unico candidato.
L’M5s fa campagna elettorale durante tutto il mese di agosto, nel corso del quale il candidato presidente Giancarlo Cancelleri e i due big nazionali Di Maio e Di Battista batteranno le piazze di decine e decine di comuni cavalcando la lotta ai privilegi (e hanno ragione) e spiegando come loro cambieranno radicalmente il modo di governare la Sicilia, se i siciliani daranno loro i necessari suffragi.
Devo dire che i tre giovani sono simpatici e rappresentano la svolta di cui ha bisogno l’Isola. Una svolta radicale che metta fuori gioco il vecchio establishment e i tanti parrucconi che si sono arricchiti a spese dei siciliani.
Sulle capacità di governo dei grillini bisogna fare riserva, perchè nessuno di essi proviene da una scuola politica, né da una preparazione adeguata sul piano amministrativo e istituzionale. Ma il nuovo ha un prezzo: bisogna sperimentarlo.

Articolo pubblicato il 12 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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