Per accedere al QdS ed all'archivio utente password registrati e abbonatipassword dimenticata
facebook qdsIl Quotidiano di Sicilia � su Twitterrss qds

Quotidiano di Sicilia

Elezioni, Pd ancora nel limbo, il Centrodestra suona la carica
di Redazione

Sicilia regione strategica continua ad essere al centro del dibattito politico nazionale. Stefano Parisi (Energie per l’Italia): “Vinca nell’Isola oppure rischia”

Tags: Elezioni, Pd, Centrodestra, Berlusconi, Casini, Stefano Parisi, Sicilia



ROMA - Alfano e il Pd chiudano “l’alleanza in fretta per le regionali in Sicilia guardando alle prossime politiche”. A lanciare l’invito è Pier Ferdinando Casini in un’intervista. “Tutti i giorni Salvini ci insulta e almeno di questo lo ringrazio: deve apparire chiara la differenza tra noi e loro. Un moderato in condominio con Salvini non ci può stare e quando sento i rituali appelli di Berlusconi all’unità del centrodestra che spingono i centristi ad allearsi con Salvini mi chiedo che senso abbia tutto questo. Non ha nessun senso. Io non busserò mai alla porta di Salvini: per me vincere con lui sarebbe come se in Francia i centristi avessero vinto con la Le Pen. Non sarebbe una vittoria, ma soltanto il consegnarsi al cialtronismo politico”.
 
Berlusconi è un grande ed è il migliore: lui vuole vincere in Sicilia a costo zero. Ma si guarda bene dall’organizzare il Ppe prendendo nettamente le distanze da Salvini e dalla Meloni. Credo che in cuor suo Alfano abbia già deciso: penso che abbia capito la dinamica di certe retoriche. Piuttosto non capisco come qualcuno nel suo partito in buona fede possa ritenere serio il fatto che chi ha governato con il Pd poi possa fare l’alleanza con Salvini ed essere premiato dagli elettori”. “Ma è bene che anche a sinistra comincino a ragionare”, aggiunge Casini. “Non è che può andare bene Pisapia sul fronte di sinistra e poi parlano di civismo per moderati. È una doppia morale inaccettabile. Noi non siamo civici, siamo uomini politici che hanno consentito ai governi Renzi e Gentiloni di stare in piedi. Se a sinistra vogliono perdere a Palermo e a Roma facciano pure. Ma se puntano a una proposta credibile, non facciano gli schifiltosi: Alfano è servito per fare maggioranze e sostenere governi, e oggi ha diritto al riconoscimento di una dignità politica pari a quella di Pisapia e di altri”.

Sul fronte opposto, è Parisi, leader di Energie per l’Italia, a sottolineare quanto sia cruciale per il centrodestra nazionale l’appuntamento del 5 novembre: “Ciò che ci giochiamo con le elezioni siciliane è quello di ridare un governo serio a questa regione o altrimenti finirà nelle mani dei Cinquestelle”.

Mentre il Partito democratico in più occasioni non ha mancato di sottolineare che le elezioni regionali in Sicilia non costituiscono un test nazionale, Parisi, lapidario, ha detto: “Se il centrodestra dovesse perdere in Sicilia rischia di compromettere la possibilità di vittoria a livello nazionale”.

Articolo pubblicato il 19 agosto 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


comments powered by Disqus