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Tre mln per 1 portale e 14 convegni
di Michele Giuliano

Informazione. Una “oscenità pubblica” il piano di comunicazione.
Senza criterio. Il dipartimento Formazione professionale ha emanato, a firma del dirigente generale Patrizia Monterosso, un bando di comunicazione e pubblicità relativo al Por 2007/2013 “scriteriato”.
Le cifre. Un milione di euro per realizzare un portale Internet, 1.800.000 euro per organizzare due convegni e 12 incontri e solo 35.000 euro l’anno per iniziative informative sui mass media.

Tags: Informazione, Formazione, Comunicazione, Pubblicità



PALERMO - Strano modo di intendere l’informazione all’assessorato regionale alla Formazione professionale. O quanto meno risultano alquanto scriteriati i parametri di suddivisione dei fondi pubblici per l'affidamento dei servizi per l'attuazione del Piano di informazione e pubblicità relativo al Por 2007-2013.

Si va dagli stanziamenti del tutto irrisori per gli organi d’informazione, come quotidiani ed emittenti televisive, a cui è stato destinato un plafond di poche migliaia di euro, agli sproporzionati stanziamenti per dei servizi che non dovrebbero avere particolari costi esosi, come la costruzione di una pagina web o l’organizzazione di convegni. E già tira aria di ritiro del bando appena pubblicato dal Dipartimento della Formazione professionale.
Pare proprio che dopo il piano dell’offerta formativa l’assessorato e i suoi diretti uffici siano stati colti nuovamente in fallo per effetto di un provvedimento che lascia a dir poco perplessi. Infatti più che piano di informazione quello appena varato dal Dipartimento appare più che altro un piano di “disinformazione”.

Partiamo anzitutto dalla premessa sulla misura in questione: si tratta di un documento in cui viene illustrata e definita la strategia volta a garantire adeguati livelli d’informazione e pubblicità sulle operazioni finanziate con il concorso del Fondo sociale europeo nel periodo di programmazione 2007/2013. Uno strumento che è stata convenzionalmente suddiviso in 5 macrointerventi. Ma numeri alla mano sarà pressocchè impossibile garantire questi adeguati livelli di informazione.
Salta subito all’occhio la suddivisione dei fondi poco proporzionata. Infatti già nel macrointervento 1 si rilevano una serie di contraddizioni. Questa specifica misura è destinata alla realizzazione di servizi informativi, comunicativi, editoriali e giornalistici. Vengono stanziati un milione e 200 mila euro: cifra che in apparenza potrebbe sembrare notevole ma, leggendo attentamente il bando si evince che questi soldi dovranno essere suddivisi per 5 anni, e quindi la disponibilità si riduce a 240 mila euro all’anno. E come se non bastasse questi 240 mila euro dovranno essere divisi ogni anno per 7 distinti interventi. Risultato: 35.000 euro l’anno per intervento.

Ne consegue che ogni intervento avrà a disposizione poco meno di 100 mila euro. Una cifra che diventa assolutamente irrisoria se si considera che si tratta della forma pubblicitaria più importante e che ha i suoi costi, essendoci di mezzo le campagne periodiche d'informazione sui giornali e sulle emittenti a carattere regionale.
Assolutamente sproporzionati invece altri due dei quattro macrointerventi rimasti. Il macrointervento 2 prevede la spesa di un milione di euro per la comunicazione sul web e la realizzazione di prodotti multimediali.

Confrontando i prezzi che circolano tra le aziende che curano questo aspetto si può prendere ad esempio la Nemesis Design che propone la costruzione di un sito con prezzi che oscillano tra i 480 e i 700 euro, con l’aggiunta annuale che può variare da 80 a 200 euro per i vari aggiornamenti. Tariffe che quindi fanno capire come la Regione abbia sovradimensionato notevolmente questa voce. Non da meno il macrointervento 5 per cui sono stati stanziati un milione e 800 mila euro che serviranno tra gli altri per realizzare 2 convegni e 12 incontri tematici. Il che significa, a un semplice conto matematico, all’incirca 128 mila euro a convegno/incontro. Anche in questo caso appare evidente la sproporzione tra l’investimento e gli effetti costi che un’azienda del settore dovrebbe sostenere. Secondo capitolato questi appuntamenti dovrebbero essere finalizzati ad informare l’opinione pubblica sull’andamento dell’attuazione del programma ricorrendo anche alla presentazione dei case studies e delle buone pratiche avviate, ma anche per acquisire, dai potenziali stakeholder ed operatori dell’Fse in Sicilia, opinioni e riflessioni rispetto a obiettivi e contenuti della programmazione attuativa del Programma Operativo e ad illustrare le iniziative d’intervento che la Regione intende attuare a valere sul Por Fse.

Articolo pubblicato il 28 aprile 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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