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Quotidiano di Sicilia

Rinnovo contratto dipendenti Regione
di Valeria Arena

Lunedì riprenderanno le trattative con l’Aran: sul piatto c’è l’ipotesi aumento di 85 euro nette al mese. Retribuzione media complessiva pari a quasi 39mila €, nelle regioni ordinarie 29mila euro

Tags: Regione Siciliana, Dipendenti



PALERMO – Lunedì riprenderanno le trattative tra i sindacati e l’Aran, l’agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, in merito ai rinnovi contrattuali dei dipendenti della Regione siciliana. Sul piatto, l’ipotesi di un aumento salariale di 85 euro al mese: una posizione che incontra anche il desiderio dei sindacati.

“Chiediamo il rispetto dell’accordo del 30 novembre – afferma il segretario generale Uilpa, Nicola Turco – Gli incrementi salariali devono essere di 85 euro e destinati tutti sullo stipendio tabellare. Il bonus già previsto di 80 euro non deve rientrare negli aumenti contrattuali, perché già finanziato. Inoltre chiediamo che il contratto sia produttivo per i lavoratori, gli utenti e il governo.

La Sicilia, però, come più volte scritto e pubblicato nelle nostre inchieste, si trova già in una posizione privilegiata, essendo una delle regioni italiane con le più alte retribuzioni medie complessive dei propri dipendenti regionali.

Secondo quanto rilevato dalla Ragioneria generale dello Stato, i dipendenti regionali siciliani guadagnano mediamente quasi 39 mila euro l’anno, ben 9 mila euro in più dei colleghi ministeriali.

Confronto che rimane impietoso anche con il resto d’Italia: i dipendenti delle Regioni a statuto speciale, quindi dotate di una struttura politico-amministrativa simile a quella della Sicilia, guadagnano mediamente oltre i 35 mila euro, mentre gli impiegati delle Regioni a statuto ordinario hanno una retribuzione media di 29 mila euro l’anno, in linea con quella dei ministeriali.

A certificare il preoccupante aumento dei costi legati alla gestione del personale è stata soprattutto la sezione di controllo della Corte dei Conti, che ha parlato di costi elevati anche in relazione alla spesa per i trattamenti pensionistici e al numero dei dipendenti a carico della Regione.

A tal proposito, secondo un’analisi interna del dipartimento Economia, i regionali siciliani, già 16.600 (più 1.761 dirigenti) quattro anni fa, potrebbero scendere a 14.000  (più 1.275 dirigenti) a fine anno, con l’avvio del piano dei pensionamenti, e a poco più di 12.000 (più 840 dirigenti) entro il 2020. Numeri che potrebbero essere addirittura ridotti a 9.000 dipendenti e 450 dirigenti. “Se da un lato le nostre proiezioni indicano un target ancora inferiore d’organico rispetto a quello che  raggiungeremo nel 2020 col piano dei pensionamenti già avviato – spiega l’assessore all’Economia, Alessandro Baccei, dall’altro è  assolutamente necessario che il prossimo governo avvii i concorsi pubblici: servono giovani e laureati soprattutto per la gestione delle procedure relative alla programmazione dei bandi per la spesa dei fondi europei”.

In Sicilia, ricordiamo, il rapporto tra dipendenti e dirigenti continua a essere particolarmente elevato, uno ogni nove, mentre in regioni come Lombardia e Lazio, la differenza appare già più contenuta: uno ogni 13 nel primo caso e uno ogni 15 nel secondo.

Articolo pubblicato il 22 settembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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