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Quotidiano di Sicilia

Fesr 2007-13: 4,2 mld per 8.600 posti di lavoro
di Raffaella Pessina

Approvato dalla giunta il Def regionale: più disoccupati nei primi mesi 2017. Cisl: “500 mila euro il costo di ogni posto creato, è fallimento”

Tags: Unione Europea, Ue, Po-fesr 2007-2013



PALERMO - I conti della regione Sicilia sembra che vadano di male in peggio. Ammonta infatti a 178,61 milioni di euro il plafond di fondi Ue, in dotazione per il periodo 2007-2013, che la Regione siciliana non è riuscita a certificare. è quanto emerge dalle tabelle contenute nel Def regionale (Documento di Economia e Finanza), approvato nei giorni scorsi dalla giunta di Rosario Crocetta.

Anche se percentualmente la Regione è riuscita ad attivare il 97,7% dei Fondi, la spesa non certificata sul Fse (Fondo sociale europeo) è pari a 153,1 milioni di euro, sul Psr è di 26,5 milioni di euro. è stato certificato più di quanto era a disposizione, invece, sui fondi a valere sul programma Fse: +4,1 milioni di euro. Sempre dal documento approvato dalla giunta si evince che non si arresta il trend negativo del mercato del lavoro nella nostra Isola: nei primi mesi del 2017 il tasso di disoccupazione, pari al 22%, risulta in aumento rispetto alla prima rilevazione dell’anno scorso. Allo stesso tempo però risulta leggermente più elevato, il tasso di occupazione che si porta al 40,3%, in base ai dati elaborati dal servizio statistica del dipartimento Economia.

L’economista Franco Garufi spiega che “i progetti sui quali sono state investite le risorse europee hanno davvero generato poca occupazione”. Infatti in Sicilia con i 4,2 miliardi di euro certificati a valere sul fondo comunitario Fesr 2007-2013 sono stati creati 8.663 posti di lavoro: 484 mila euro per ogni posto”. Quasi 500 mila euro per un posto di lavoro è un numero enorme - aggiunge l’economista - con interventi più produttivi è ovvio che si sarebbero potuti creare molti più posti di lavoro. Inoltre sarebbe interessante capire che tipo di occupazione, seppur minima, è stata creata. Temo che si tratti di lavoro precario”.

Un altro dato negativo è il risultato finale raggiunto in termini di nuova occupazione
, che risulta comunque inferiore rispetto al target prefissato dal programma Fesr: 8.663 posti anziché 9.500. Tuttavia, il governo evidenzia che “secondo le stime del nucleo di valutazione degli investimenti pubblici della Regione siciliana il programma operativo Fesr 2007-2013 ha generato mediamente nel corso dell’attuazione un incremento del Pil di circa un miliardo di euro”. L’assessore regionale all’Economia ha trasmesso la bozza del bilancio ai dipartimenti che avranno tempo fino al 6 ottobre per trasmettere al governo i prospetti di propria  competenza che serviranno alla stesura del bilancio di previsione e della legge di stabilità regionale. La giunta dovrebbe approvare i documenti entro la metà di ottobre per lasciarli poi in eredità al nuovo governo e alla nuova Assemblea regionale siciliana, che dovrà approvarli.

Intanto arriva un resoconto della Cisl; Fesr 2007-2013: 500 mila euro il costo di ogni posto creato. È la cifra-record spesa negli anni dei governi guidati da Raffaele Lombardo e Rosario Crocetta, secondo le tabelle varate dall’esecutivo in carica. “è la certificazione del loro fallimento”, commenta la Cisl. A investimenti per 4,2 miliardi corrisponde un incremento del Pil di un miliardo, spiega il segretario regionale della Cisl, Mimmo Milazzo.
 
“Se l’antipolitica disfattista e nichilista monta, una ragione c’è - aggiunge - E’ sconcertante quanto si legge nelle tabelle del Defr 2018-2020, approvato nei giorni scorsi dalla Giunta regionale”. Con i 4,2 miliardi di euro certificati, del Fesr 2007-2013, sono stati creati nell’Isola 8.663 posti di lavoro. La ricaduta occupazionale degli investimenti promossi, è stata inferiore al target di 9.500 posti, prefissato nel programma. E non è chiara la tipologia dei rapporti di lavoro creati con quegli investimenti, afferma la Cisl: “Se stabili o precari. Ogni posto creato ha richiesto la cifra-monstre di 484 mila euro di spesa.

Articolo pubblicato il 27 settembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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