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Rosatellum bis, presentati 321 emendamenti
di Redazione

Da martedì l’inizio dell’esame da parte della commissione Affari costituzionali

Tags: Rosatellum, Legge Elettorale



ROMA - Sono 321 gli emendamenti presentati alla legge elettorale in commissione Affari Costituzionali alla Camera. In particolare: 1 è del relatore, 31 del Pd, 6 di Ap, 16 di Fi, 1 della Lega, 39 del M5S, 28 di Mdp, 26 di Fdi, 12 di Des-Cd, 21 di Sc, 21 di Sì, 120 del Misto. Proposte di modifica che la commissione Affari costituzionali della Camera inizierà ad esaminare da martedì mattina.
Gli emendamenti presentati alla legge elettorale sono un “numero ragionevole, ci sono tutte le condizioni per lavorare bene da martedì”, ha affermato il presidente della commissione Affari costituzionali della Camera, Andrea Mazziotti. “C’è – ha aggiunto – un clima diverso rispetto all’inizio dell’iter sul tedeschellum quando vennero presentati circa 780 emendamenti”.

Tra le proposte di modifica presentate dal M5s su cui i grillini puntano maggiormente ci sono quelle per la reintroduzione delle preferenze, per il voto disgiunto e uno sullo scorporo. Inoltre c’è un emendamento in cui si stabilisce che liste collegate abbiano un solo leader e un unico programma, un altro contro l’obbligo dello Statuto e delle pluricandidature. I 5 stelle hanno presentato anche un emendamento anti Berlusconi sul capo politico: “A pena di inammissibilità della lista non può essere indicato quale capo della forza politica ai fini della presente dichiarazione chi in base alle leggi vigenti al momento del deposito del programma elettorale non possa essere candidato e non possa comunque ricoprire la carica di deputato”. M5s propone anche di tornare al sistema tedesco, sul quale aveva sottoscritto a giugno un accordo con Lega, Pd e Fi, intesa poi naufragata dopo che era passato a voto segreto un emendamento della deputata azzurra Biancofiore sui collegi del Trentino. Se il M5s ha presentato un emendamento anti Berlusconi al Rosatellum bis, per escludere che possa essere indicato come capo politico chi non risulta candidabile, Forza Italia al contrario ne ha sottoposto uno per “blindarlo” rispetto agli alleati.

“I partiti o i gruppi politici organizzati tra loro collegati in coalizione che si candidano a governare – si legge – dichiarano che il capo della coalizione è quello della forza politica che ottiene il maggior numero di voti”. Introduzione delle preferenze, voto disgiunto, norme anti liste civetta è quanto prevedono, tra gli altri, gli emendamenti presentati alla legge elettorale da Sinistra italiana (alcuni sottoscritti anche da Mdp).

Articolo pubblicato il 30 settembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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