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Armao fuori da liste. "La scelta è di Musumeci"
di Raffaella Pessina

Su Gianfranco Micciché: “Ha ruolo guida in Fi, è giusto che ci sia”. Errore sui moduli elettorali ma l’ufficio regionale chiarisce subito

Tags: Elezioni, Sicilia, Gaeatano Armao, Nello Musumeci, Gianfranco Miccichè



PALERMO - Si allunga lo strappo nel centrodestra dopo il botta e risposta di mercoledì sulla esclusione di Gaetano Armao dal listino del candidato presidente Nello Musumeci. “La scelta di escludermi dal listino è di Musumeci, sua è la responsabilità politica, giuridica e istituzionale – ha detto ieri Armao -. Il resto, se siano stati i partiti o chissà cosa a incidere e non lo so, è alchimia”.

Segna il passo così quella che doveva essere la coalizione in grado di fronteggiare l’attacco del Movimento Cinquestelle alla poltrona di Presidente della Regione siciliana. Da notare che il commissario di Forza Italia Gianfranco Miccichè il posto nel listino di Musumeci lo ha avuto, ma lo stesso Armao ha giustificato tale scelta nel corso di una conferenza stampa che ha tenuto ieri mattina.
 
“Miccichè ha un ruolo guida in Forza Italia non vedo perché non doveva stare nel listino”. Non si può fare a meno di notare che è stato Armao il candidato di Forza Italia fino al momento in cui è stato deciso l’appoggio a Musumeci e di conseguenza, al passo indietro di Armao sarebbe dovuto coerentemente corrispondere un posto nel listino che invece non è arrivato. “In questo listino troviamo ‘saltafossi’ che hanno votato e sostenuto il governo di Rosario Crocetta per cinque anni e poi pochi giorni prima delle elezioni cambiano idea – ha aggiunto Armao. Questi sono i comportamenti che allontanano le persone dalla politica”. Il riferimento è  a Mimmo Turano passato nelle scorse settimane dai centristi di Casini all’Udc di Cesa.

Intanto sono state depositate le liste elettorali. Il termine per la presentazione delle liste con i candidati all’Assemblea scade oggi alle 16. Le liste provinciali vanno presentate nelle cancellerie dei Tribunali del capoluogo provinciale in cui ha sede l’ufficio centrale circoscrizionale, mentre i listini nella cancelleria della Corte d’appello di Palermo. Per la presentazione delle liste non sono mancati gli inconvenienti dovuti ad un errore presente nei moduli di accettazione delle candidature predisposti dalla Regione, dove riguardo all’incandidabilità non viene citata la legge Severino del 2012, ma una norma del 1990 (articolo 15, comma 1), abrogata proprio dal provvedimento che porta il nome dell’ex ministro e che si applica anche alle regioni a statuto speciale.

Immediata la risposta dell’ufficio elettorale regionale, che ha risposto come pur non essendovi alcun riferimento alla legge Severino “non significa che le norme nazionali non si applichino in Sicilia”. “Non potevamo fare riferimento che alla norma regionale - aggiunge l’ufficio - anche se non è stata adeguata alla legge Severino”.

Sul panico che si è diffuso tra i candidati che si interrogano se sia necessario presentare una autocertificazione integrativa, l’ufficio elettorale commenta: “I moduli non si presentano alla Regione ma nei Tribunali, saranno loro a decidere”.

Claudio Fava ha commentato negativamente la decisione della commissione parlamentare antimafia presieduta da Rosy Bindi di controllare le liste siciliane dei candidati presentate in vista della regionali del 5 novembre. “La commissione Antimafia non può sostituirsi alle Procure – ha detto Fava - noi costruiamo un profilo e sollecitiamo i partiti ad essere fedeli al codice antimafia, ma poi sta alla politica il senso di responsabilità. Il lavoro di vigilanza e censimento delle liste è a disposizione dei partiti”. Per la cronaca, Fava è vicepresidente della commissione stessa ed è candidato alla presidenza della Regione per “Sinistra”.

Peraltro Fava si è detto preoccupato “che Cosa Nostra abbia propri referenti nelle liste e nelle istituzioni”. Ed ha aggiunto che nella lista di Forza Italia “C’è un candidato… i cui profili di rischio sono elevatissimi ed è Riccardo Pellegrino, capogruppo di Forza Italia a Catania. Non lo conosciamo solo perché è il capogruppo di Fi: è il fratello di Gaetano Pellegrino detto ‘u funciuto’, considerato punto di riferimento del clan dei ‘Carcagnusi’ di Cosa Nostra. Un altro candidato che mi preoccupa – ha detto ancora Fava nel corso di una conferenza stampa - è Luca Sammartino a Catania, che sostiene il rettore Fabrizio Micari, dato che Gaetano Leone, Presidente della municipalità Librino San Leone, e fratello di Lorenzo Leone punto di riferimento del clan Santapaola, sta facendo una campagna a sostegno di Sammartino. Credo che tutto questo meriterebbe più di un approfondimento. (...) Se mi avessero chiesto la candidatura di uno come Pellegrino avrei preso il cappello e me ne sarei andato”. Sammartino, in tutta risposta, ha annunciato querela nei confronti di Fava.

Articolo pubblicato il 06 ottobre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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