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La parola è una cambiale. Non rispettarla è disonore
di Carlo Alberto Tregua



Una serie complicatissima di leggi a sei livelli non consente la loro applicazione uniforme e lineare, tanto che per una stessa fattispecie, i giudici emettono sentenze di segno opposto, sia nel penale, che nel civile, che nell’amministrativo e nel fiscale.
In quest’ultimo caso, la Corte di Cassazione, VI sezione, che si occupa della materia tributaria, non riesce ad emettere sentenze uniformi.
Il guazzabuglio di leggi italiane, il cui numero nessuno ha certificato, ma pare sia superiore a centocinquantamila, anziché disciplinare tutte le materie, in maniera chiara ed indefettibile, complica la vita ai magistrati giudicanti e agli avvocati di parte.
Precisa responsabilità di quanto precede è del legislatore che è in parte incompetente e in parte malefico, quando approva leggi illeggibili e incomprensibili per il cittadino normale, con ciò violando il principio costituzionale che impone la chiarezza del testo delle leggi. Il legislatore incapace è supportato da burocrati altrettanto incapaci o in malafede. Non si spiega altrimenti quanto precede.

Al di sopra delle leggi non vi è nessun cittadino, però al di sopra delle leggi approvate dal Parlamento vi sono le leggi etiche, cioè quei valori di tutti i tempi, a cui le prime si devono sempre ispirare. è noto, infatti, che una legge che non ha come cardine un valore etico è una cattiva legge che  non dovrebbe essere osservata.
Altrettanto cattiva è la legge che non prevede sanzioni, per cui la mancata osservanza della stessa risulta indifferente alla Comunità.
Fra i valori etici vi è l’onore, del quale più volte abbiamo scritto. In particolare, la parola data ad altra persona, cioè l’impegno tassativo di mantenere un accordo, costi quel che costi, è molto più valido di un contratto.
I contratti si possono rescindere, dalla parola data non si può e non si deve tornare indietro. Ma quanti uomini d’onore ci sono fra i cittadini degni di questo nome? Non molti, per disgrazia. Infatti, se tutti chiudessero gli accordi di ogni tipo con la stretta di mano, i tribunali sarebbero scaricati di milioni di controversie. Ma così non è, con la conseguenza di costi enormi per la giustizia e per gli apparati improduttivi quando servono le liti temerarie.
 
Due persone si incontrano, stabiliscono di fare una cosa insieme, prendono il tempo necessario per riflettere, valutano i pro e i contro, alla fine decidono di fare quella certa cosa, di realizzare quel certo progetto. Possono fare due cose: andare da un legale per stendere un contratto, ovvero stringersi la mano per confermare l’accordo.
Il primo caso è quello che si verifica normalmente, il secondo è raro, con la conseguenza che il consumo di carta bollata è sempre in aumento, anche perché volere disciplinare fin nei minimi particolari gli accordi è un modo per consentire la sua violazione.
Un vecchio detto dice che le leggi esistono per violarle. Si può aggiungere che i contratti si fanno per essere stracciati.
Ma la stretta di mano, no. Non può essere violata né stracciata. Bisogna pensarci bene, prima di fare questo gesto quasi sacrale, ormai diventato raro, però quando si compie non è più possibile tornare indietro unilateralmente.

A qualcuno sembrerà che stiamo scrivendo del sesso degli angeli. Ma se ci pensate bene la realtà dei nostri giorni ci porta a constatare con una punta di amarezza come la gente abbia perso il senso della dignità umana e con essa il senso dell’onore.
A questi due valori bisognerebbe sempre tener fede e anche ai seguenti: lealtà e rispetto del prossimo, quindi di se stesso.
Se ci pensate bene, basta essere coerenti con essi perché la propria vita assuma i toni positivi di chi ha capito il suo valore e di come essa debba essere vissuta bene
Il tempo non è illimitato e quindi ha un valore rilevante, per cui deve essere usato con intelligenza, continuamente pensando che può finire da un momento all’altro.
Ecco perché bisogna sempre tenere in primo piano nella nostra testa il principio del rispetto del prossimo e del rispetto degli impegni che si prendono via via.
Chi li dimentica brucia la propria vita in un falò di negatività.

Articolo pubblicato il 12 ottobre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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