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Palermo - Comune in campo contro l'evasione
di Gaspare Ingargiola

Consegnate a Riscossione Sicilia tre liste di contribuenti che non hanno ancora saldato la Tari. Fra le imprese il tasso più alto di chi non paga, vicino al 70 per cento

Tags: Palermo, Fisco, Evasione Fiscale, Riscossione Sicilia, Tari



PALERMO - Linea dura del Comune contro gli evasori della Tari. L’Amministrazione ha deciso di inviare a Riscossione Sicilia tre liste di contribuenti morosi che non hanno pagato né attraverso il modello F24 precompilato inviato a casa, né dopo la notifica di avvisi di accertamento e nemmeno dopo l’iscrizione nei ruoli coattivi con la notifica della cartella esattoriale. Per loro scatteranno i pignoramenti e i prelievi forzosi da canoni di affitto, redditi da sostituti d’imposta e conti correnti.

L’operazione è stata presentata a Palazzo delle Aquile dal sindaco Leoluca Orlando, dall’assessore al Bilancio Antonino Gentile e da due funzionari di Riscossione Sicilia, Salvo Bisconti, dell’Ufficio Pianificazione territoriale e Grandi evasori della Direzione generale e Antonio Di Martino, direttore della sede di Palermo e Trapani. Gentile l’ha presentata come “la terza fase di un piano articolato che ha visto, nella prima fase, un’operazione verità per svelare gli altissimi tassi di evasione fiscale e nella seconda la presentazione in Consiglio comunale di un pacchetto di regolamenti tributari per facilitare i pagamenti e agevolare la regolarizzazione della propria posizione tributaria, per esempio prevedendo che la Tari del 2018 possa essere pagata non in due ma in quattro rate (febbraio, aprile, settembre e novembre, nda)”. Un secondo regolamento consentirà a quelli che hanno ricevuto avvisi di accertamento di pagare i debiti pregressi in 12 mesi (per debiti da 1.000 a 5.000 euro), in 24 mesi (per debiti da 5.001 a 15.000 euro) e in 36 mesi (per debiti superiori a 15.000 euro), mentre un terzo regolamento estenderà il ravvedimento operoso da 1 a 5 anni. La parola finale, su questo tema, passa ora a Sala delle Lapidi.

Orlando ha ricordato i “moltissimi operatori economici della città che rivendicano un miglior funzionamento delle aziende, in particolare della Rap, ma poi sono in larga misura coloro che evadono la Tari o non pagano alle scadenze dovute, mettendo in crisi di liquidità l’intera Amministrazione e, soprattutto, l’azienda di igiene ambientale, che deve far fronte ai propri compiti esclusivamente con i prelievi della Tari. In questo modo diventa un circolo vizioso di chi non paga e inquina e poi protesta e continua a non pagare”.

Già, perché mentre l’evasione fiscale della Tari tra le persone fisiche si aggira intorno al 37 per cento, quella tra gli imprenditori, i commercianti e i negozianti sfiora il 70 per cento, con punte del 90 per cento in alcuni settori come la ristorazione, anche nei quartieri più benestanti. Ogni anno l’evasione dell’imposta sui rifiuti nel capoluogo siciliano, come evidenziato da Gentile “ammonta a una cinquantina di milioni, 200 milioni negli ultimi quattro anni. Vorrei che si capisse che serve a pagare il servizio di nettezza urbana, non per sperperare soldi per fini diversi”.

Riscossione riceverà tre liste, dunque: una prima di 502 contribuenti proprietari di immobili locati percettori di elevati canoni di locazione e debitori di 18 milioni 475 mila euro; una seconda di 4.951 titolari di conti correnti debitori di 50 milioni 588 mila euro; una terza lista di 5.243 percettori di redditi da sostituti d’imposta debitori di 9 milioni 124 mila euro. Come funzionerà l’intesa tra Comune e Riscossione? Per esempio, nei confronti dei titolari di contratti di locazione (con introiti pari a oltre 50 milioni di euro: c’è chi ha incassato 235 mila euro dai propri affitti e non ha pagato 120 mila euro di Tari) si procederà con il pignoramento presso terzi. L’inquilino-affittuario riceverà una comunicazione di pagare non più al proprietario dell’immobile ma direttamente al Comune tramite apposito Iban.

Il giro di vite non si ferma qui
: Orlando e Gentile hanno annunciato che “per il futuro stiamo studiando un modo per revocare le licenze e le autorizzazioni a chi non paga le tasse”. Per gli esercenti in regola, invece, si pensa a un’attestazione di regolarità fiscale, una sorta di bollino da affiggere sulle vetrine. “L’intento di questa operazione - hanno spiegato Bisconti e Di Martino - non è quello di opprimere e vessare i cittadini, che metteremo nelle condizioni di pagare, ma verranno attivate tutte le azioni esecutive e cautelari previste dalla legge per garantire il credito del Comune, a seconda delle fasce di debito: fermo amministrativo, pignoramento presso terzi, ipoteca e pignoramento”.

Articolo pubblicato il 12 ottobre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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