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Elezioni, il Tar di Catania esclude lista di Messina: Crocetta è fuori
di Raffaella Pessina

Intanto, ieri Massimo D’Alema a Palermo a sostegno del candidato Claudio Fava. Commissione Antimafia, inizia oggi il monitoraggio delle liste

Tags: Massimo D'alema, Claudio Fava, Antimafia, Rosario Crocetta



CATANIA - Il Tar di Catania ha rigettato il ricorso della lista “Arcipelago Sicilia - Micari presidente”, contro l’esclusione dal collegio provinciale di Messina, l’unico in cui era candidato il governatore uscente Rosario Crocetta . Il motivo dell’esclusione fornito dai giudici amministrativi è l’assenza del presentatore della lista, Davide Siragusano, in tribunale, alla scadenza dei termini per la presentazione dei documenti. Fuori anche Franco Busalacchi, l’ex dirigente regionale.

La Corte d’Appello di Palermo infatti ha confermato la ricusazione della lista “Noi siciliani con Busalacchi - Vox Populi- Sicilia libera e sovrana”. Il movimento ha già fatto sapere che presenterà ricorso al Tar. Ieri intanto Massimo D’Alema e il medico del presidio di Lampedusa Piero Bartolo autore del film “Fuocoammare”, hanno detto di sostenere la candidatura di Claudio Fava. Bartolo, parlando del problema dei migranti, ha spiegato che in Italia si devono accogliere coloro che fuggono dalla miseria dei paesi africani e non chi, come i tunisini tra cui vi è chi porta scompiglio, e che arrivano con iniziative autonome sulle coste di Lampedusa.
 
“Chi non ha diritto deve stare a casa propria, e non mi si accusi di essere razzista”, ha concluso Bartolo. Sui migranti D’Alema ha indicato due cose da fare subito: “Abolire la legge Bossi-Fini reintroducendo la Turco-Napolitano e approvare lo Ius soli”. E sull’accordo con la Libia, D’Alema ha aggiunto: “è la fotocopia di quello che fece Berlusconi con Gheddafi”. D’Alema, in conferenza stampa, non ha perso occasione di parlare anche della legge elettorale: “Questa legge è una schifezza – ha detto -  anche loro ne sono consapevoli, e lo dimostra che una maggioranza che conta 476 parlamentari su 630 ha paura del voto segreto, che è uno strumento parlamentare riservato a pochissime materie, tra cui i diritti fondamentali e politici dei cittadini”.

D’Alema ha parlato di “atteggiamento di disprezzo verso le regole democratiche elementari e di rottura delle tradizioni di questo Paese”. Ed ha definito abbastanza ripugnante il fatto che questa legge preveda che i due terzi del Parlamento “sono nominati dai capi partito, saranno eletti per trascinamento – ed ha concluso - Presenteremo i nostri candidati in tutti i collegi in contrapposizione con i candidati del Pd e delle destre”.

La Commissione parlamentare Antimafia oggi è a Palermo per monitorare le liste dei candidati alle elezioni per l’Assemblea regionale siciliana e dei Comuni sciolti per mafia che tornano al voto il prossimo 5 novembre. I lavori avranno inizio, in prefettura di Palermo, a mezzogiorno, con le audizioni del presidente della Ufficio elettorale regionale e dei presidenti degli uffici centrali circoscrizionali. Seguiranno le audizioni dei prefetti delle nove province siciliane.

Articolo pubblicato il 13 ottobre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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