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Quotidiano di Sicilia

Le azioni per contrastare il cambiamento climatico
di Redazione

Eni punta sulla decarbonizzazione e su promozione e sviluppo delle energie rinnovabili. Tra 2010 e 2015 ridotte le emissioni di anidride carbonica del 28 per cento



in collaborazione con ENI
 
PALERMO - Molti dei parametri che influenzano il clima sono in lento, ma continuo mutamento tanto che il clima di per sé sul medio-lungo periodo non è mai puramente statico, ma sempre alla ricerca di un nuovo equilibrio all’interno del sistema climatico. Negli ultimi 150 anni, però, la comunità scientifica ha cominciato ad accostare il clima alla parola cambiamento o mutamento riferendosi non più a cambiamenti naturali, ma dovuti all’azione dell’uomo.

Impegnativa la sfida posta dai cambiamenti climatici e la necessità di limitare entro questo secolo l’aumento della temperatura a 2°C rispetto all’era preindustriale. La domanda di energia continuerà a crescere nei prossimi decenni spinta dalla crescita demografica ed economica delle economie emergenti. Le energie rinnovabili pur avendo un ruolo sempre più importante nella fornitura di energia non potranno, nel medio termine, sostituire integralmente gli idrocarburi e in particolare il gas naturale continuerà a soddisfare una parte fondamentale del fabbisogno mondiale di energia, anche negli scenari a minore intensità di carbonio.

Il cambiamento climatico rappresenta una delle maggiori sfide che l’umanità dovrà affrontare nei prossimi anni. I rischi per il pianeta e per le generazioni future sono enormi ed obbligano ad intervenire con urgenza.

A tal proposito, è notevole il contributo offerto da Eni. Eni ha impostato una strategia integrata per fornire il proprio contributo nella transizione energetica verso un futuro low carbon che si basa su tre pilastri fondamentali: innanzitutto la produzione di idrocarburi a basso impatto carbonico che assicurino massima efficienza al minor contenuto di anidride carbonica (tra il 2010 e il 2015 Eni ha ridotto le emissioni dirette di anidride carbonica del 28%); in secondo luogo, la massimizzazione dell’uso del gas come fuel per procedere verso un itinerario di decarbonizzazione; infine, ma non meno importante, la promozione dello sviluppo delle energie rinnovabili, supportandone la diffusione e stimolando la ricerca tecnologica.

A tale scopo, l’Eni si impegna a portare avanti progetti di generazione di energia da risorse rinnovabili con l’obiettivo di migliorare l’efficienza energetica e contribuire all’accesso all’energia in questi Paesi con un energy mix sostenibile. I progetti si svolgeranno in particolar modo negli impianti Eni collocati in Africa e in Asia.

Il programma attuale mira alla continua crescita nel core business, minimizzando le emissioni, puntando a traguardare un’ulteriore riduzione del 24% delle emissioni rispetto ai livelli attuali, insieme all’azzeramento del flaring di routine entro il 2025 ed alla riduzione delle emissioni per barile prodotto del 43%. Eni intende inoltre portare avanti progetti di sviluppo di fonti rinnovabili: in Pakistan ed in Egitto sfruttando le sinergie con gli impianti industriali ed in Italia, traendo beneficio dalla collaborazione con Syndial, una società di Eni che opera nel settore delle bonifiche ed è proprietaria di oltre 4.000 ettari di superficie in tutta Italia.

Nel 2016 Eni ha ampliato il Piano d’azione sul clima adottato nel 2015, dando un maggior impulso allo sviluppo delle energie rinnovabili sia per l’autoconsumo sia per la produzione e vendita diretta di energia elettrica sul mercato. Anche per il 2017, il piano di incentivazione variabile annuale prevede un obiettivo di sostenibilità con peso 25%, articolato in due sotto obiettivi: il primo riguarda la riduzione dell’indice di intensità emissiva nella produzione operata di idrocarburi, in linea con gli obiettivi al 2025; il secondo riguarda le performance di sicurezza dei lavoratori.

Garantire il soddisfacimento della domanda rispettando gli obiettivi dell’Accordo di Parigi del dicembre 2015, richiede una forte riduzione dell’intensità emissiva dell’attuale mix energetico, possibile attraverso una graduale transizione verso fonti a minore intensità carbonica. Nel prossimo ventennio, sebbene a tassi progressivamente più contenuti, la domanda mondiale di petrolio continuerà a crescere almeno fino al 2035. Crescerà l'efficienza nei trasporti, la diffusione dei veicoli elettrici, ma il loro impatto in termini di spiazzamento del petrolio rimarrà ancora marginale, frenato dal lento processo di sostituzione del parco auto. Inoltre, il declino della produzione esistente richiederà nuove scoperte e nuovi sviluppi anche in presenza di una domanda stabile.

Il gas rappresenta altresì il partner ideale per lo sviluppo delle fonti rinnovabili, che scontano ancora alcuni limiti di natura economica e tecnologica. L’utilizzo del binomio gas-rinnovabili consentirà la riduzione dei consumi di carbone che, attualmente, a fronte di un contributo di circa il 40% alla generazione elettrica mondiale, è responsabile di oltre il 70% delle emissioni di anidride carbonica del settore elettrico.

Articolo pubblicato il 14 ottobre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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