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Marco Minniti: "L'Osce non monitora le elezioni locali"
di Raffaella Pessina

Il ministro dell’Interno, Marco Minniti, “smonta” la proposta dei pentastellati. Cancelleri rilancia: “Avvierò diligence con la Corte dei Conti”

Tags: Elezioni, Osce, Marco Minniti, M5s, Giancarlo Cancelleri, Corte Dei Conti



PALERMO - Il candidato Presidente della Regione alle prossime elezioni in Sicilia del Movimento Cinquestelle Giancarlo Cancelleri è deciso a rivoluzione la posizione dei parlamentari dell’Ars qualora dovesse vincere le elezioni. “La prima cosa che farò da Presidente della Regione, dopo aver eliminato i vitalizi, le pensioni da privilegiati e dimezzato gli stipendi degli onorevoli siciliani, sarà quella di avviare una "due diligence" con la Corte dei Conti, cioè un controllo approfondito sul bilancio della Regione”.

Cancelleri è intenzionato a scoprire cosa è successo in questi anni nella redazione del bilancio. “Se qualcuno in questi anni ha mentito ai siciliani dovrà prendersi le proprie responsabilità davanti alla legge. In Sicilia tutto ciò non è mai stato fatto ed è giunto il momento di farlo, è giunto il momento di mettere le cose a posto”.
 
Per rendere più semplice la comprensione del termine “due diligence” (in italiano dovuta diligenza) vogliamo soffermarci sul suo significato ed utilizzo: in genere le operazioni di due diligence ricorrono tipicamente in occasione di acquisizioni/cessioni societarie o aziendali; in tutti questi casi, le attività di due diligence consistono nella raccolta delle informazioni concernenti l’oggetto della trattativa e nella loro verifica, al fine di esprimere un giudizio sul loro valore di mercato e sul loro possibile rendimento. L’operazione è svolta da un soggetto terzo rispetto all’offerente e ai soggetti interessati all’acquisto. Quindi in questo caso specifico del bilancio della Regione, Cancelleri dovrebbe affidare tale compito ad un soggetto esterno.

Ad appoggiare queste proposte è il giornalista e scrittore catanese Pietrangelo Buttafuoco che, in un intervento pubblicato sul sito del Movimento, accosta le sorti della Regione siciliana a quelle di Detroit, dove la `due diligence’ ha contribuito a risollevare le sorti di una città travolta dalla corruzione. “Quando ci sarà un nuovo governo per la Regione siciliana - ha detto Buttafuoco - la prima azione politica, il primo atto fondativo di questa nuova stagione, dovrebbe essere, anzi è urgente che sia, soltanto una decisione: quella di predisporre la ‘due diligence’, cioè la gestione fallimentare della cosa pubblica. Non c’è altra possibilità che seguire l’esempio di Detroit, e poi il segreto della politica è nel copiare le cose che funzionano. Detroit era combinata se non peggio, come la Sicilia: è una metropoli, una megalopoli nell’orizzonte contemporaneo, totalmente travolta dalla corruzione, dall’inefficienza, dallo sfascio della propria burocrazia. Bene – prosegue Buttafuoco -  la decisione fu quella di adoperarsi nella ‘due diligence’, cioè nella gestione fallimentare, perché in Sicilia è inconcepibile reggere la politica con il ricatto del consenso”. Buttafuoco torna a parlare di un argomento che spesso è stato dibattuto nei mesi passati il commissariamento dell’Isola. “C’è bisogno di un commissariamento lungo e più lungo possibile. Certo secondo la Costituzione non si può fare, potrebbe durare solo tre mesi e indire nuove elezioni. Sì tutto giusto, ma quello che serve è una consapevolezza, aprire un dibattito, chiedere a Roma di ridiscutere il titolo V della Costituzione e cambiare la faccia della storia. Perché c’è un orologio, è l’orologio della storia che segna i passaggi fondamentali”.

Il ministro dell’Interno Marco Minniti,
intanto, ha risposto negativamente alla proposta dei Cinquestelle di coinvolgere l’Osce nelle prossime elezioni regionali in Sicilia, sottolineando che quest’ultima non si occupa di monitorare le elezioni locali. “L’Ufficio dell’Osce per le istituzioni democratiche e i diritti umani - ha chiarito i ministro- osserva le elezioni in tutti i 57 Stati partecipanti, per valutare in quale misura i processi elettorali rispettino le libertà fondamentali e siano improntati all’uguaglianza, all’universalità, a pluralismo politico, alla fiducia, alla trasparenza e alla responsabilità. Le missioni vengono solitamente predisposte in occasione dei maggiori appuntamenti elettorali parlamentari o presidenziali e non per le elezioni di livello locale”.
 
E ancora Minniti ricorda che la Regione Sicilia “provvede con propria disciplina sia a definire il sistema e il procedimento elettorale che ad organizzare in concreto lo svolgimento delle consultazioni”, ma “l'ordinamento nazionale prevede, in ogni caso, strumenti a presidio della regolarità e correttezza di tutte le consultazioni nazionali, regionali e locali”.

Articolo pubblicato il 19 ottobre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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