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Alfano: "Investire nella cultura per favorire la sicurezza"
di Raffaella Pessina

Alfano a Palermo: al via oggi la Conferenza dell’Osce sui migranti. Il ministro lancia l’idea di un “Erasmus del Mediterraneo”

Tags: Angelino Alfano, Migranti, Osce, Libia



PALERMO - Conferenza mediterranea dell’Osce, oggi e domani a Palermo, per affrontare la crisi dei migranti e dei rifugiati.
“Large movements of migrants and refugees in the Mediterranean: Challenges and Opportunities”, questo è il titolo della conferenza che si pone pochi ma impegnativi obiettivi: promuovere il rafforzamento della collaborazione tra l’Osce e i Paesi partner del Mediterraneo (Marocco, Algeria, Tunisia, Egitto, Israele e Giordania); ribadire la stretta connessione tra la dimensione della sicurezza mediterranea e quella euro-asiatica dell’Osce; valorizzare il ruolo dell’Italia nell’Osce, dando impulso allo sforzo contro le sfide dell’attuale congiuntura internazionale, a cominciare dalla crisi dei migranti e dei rifugiati; confermare che l’impegno italiano per il rafforzamento della dimensione mediterranea dell’Osce proseguirà anche nel 2018, anno in cui l’Italia avrà la presidenza dell’organizzazione.

Alla conferenza parteciperà il ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione internazionale Angelino Alfano che ha spiegato come vi sia il preciso intento di “rafforzare negli Stati membri dell’Osce la consapevolezza che sia necessaria una risposta congiunta all’emergenza migratoria e alle sfide provenienti dal Mediterraneo”. La Conferenza, che vedrà la partecipazione di oltre 30 delegazioni e del ministro degli Esteri libico Mohamed Taha Siyala in qualità di “invitato della Presidenza” (pur non essendo la Libia un Paese partner dell’organizzazione), vuole essere l’occasione per uno scambio di vedute sul tema delle migrazioni, sulle opportunità che esse generano e sui problemi da affrontare, anche in termini di sicurezza. E all’Italia, in particolare, fornirà l’opportunità di ribadire la necessità di una maggiore attenzione da parte dell’Osce alle sfide provenienti da Sud, facendo un focus sui temi mediterranei: un’esigenza che diventerà una priorità del programma della Presidenza Osce italiana nel 2018. “D’altra parte - ricorda il ministro Alfano durante la Sessione politica di alto livello - dall’area del Mediterraneo provengono gran parte delle nuove “minacce transnazionali” alla sicurezza europea: terrorismo, estremismo religioso, traffico di migranti (alle “Connessioni tra traffico di droga, criminalità organizzata e terrorismo nella regione mediterranea” sarà dedicato un side-event con il procuratore Nicola Gratteri).

Il ministro Alfano conta di chiedere ai Paesi membri dell’Osce, di consolidare i rapporti, già esistenti, con il Sud del Mediterraneo, di elaborare strategie di medio-lungo periodo, di interfacciarsi in maniera stabile con i Paesi da cui partono i migranti. Insomma, di investire “senza paura” nell’Africa, per un ritorno in termini di crescita e sviluppo economico che sarebbe una risposta a “problemi europei”. Un approccio - prosegue Alfano - che “l’intera comunità internazionale” dovrebbe sposare, basando il proprio impegno su due parole chiave, “solidarietà e responsabilità”, le stesse che hanno guidato finora tutte le iniziative italiane per la gestione dei flussi”. “Siccome - è il pensiero di Alfano - non ci possono essere stabilità, sicurezza e pace senza valori condivisi e senza rispetto della cultura del vicino, valorizzare il ruolo della cultura diventa necessario per sviluppare un’identità mediterranea che sia rispettosa della multiformità delle nostre società, che promuova la diversità e favorisca le condizioni di sicurezza nel Mediterraneo”.

Alfano si è anche detto convinto che “l’investimento nella cultura sia fondamentale per ridurre quella pericolosa faglia che si è aperta nel Mediterraneo e nella quale hanno proliferato fanatismi, violenze, pericolosi estremismi, terrorismo e populismo”.
“Nel Mediterraneo abbiamo visto solo la punta dell’iceberg di un esodo che rischia di essere di proporzioni bibliche”, ha avvertito solo pochi giorni fa il ministro degli Esteri. E che, rispetto al passato, potrebbe recare con sé accresciuti problemi di sicurezza” “Sono sempre più convinto che noi che consideriamo il Mediterraneo un’area culturale prima ancora che un’area geografica, dobbiamo rafforzare questa identità. Vorrei che a Palermo nascesse l’embrione di questo progetto: un Erasmus nel Mediterraneo”.“L’idea di lanciare un Erasmus del Mediterraneo per farci conoscere meglio  - ha concluso Alfano - potrebbe essere un lascito importante di questa conferenza sulla sicurezza, che parlerà di cultura invece che di armi”.

Articolo pubblicato il 24 ottobre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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