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Quotidiano di Sicilia

Le novità fiscali del prossimo anno, contribuenti sempre più tartassati
di Salvatore Forastieri

Dopo l’emanazione del Dl 148 che ha sterilizzato l’aumento dell’Iva, prende forma la Legge di Bilancio 2018. Dalla fattura elettronica per titolari di partita Iva al giro di vite sulle compensazioni

Tags: Evasione Fiscale, Fisco, Agenzia Delle Entrate



PALERMO - Comincia a prendere forma la Legge di bilancio 2018 e si cominciano ad intravedere le prime disposizioni fiscali che dovranno essere applicate a partire dall’anno prossimo.

Come si ricorderà, con l’emanazione del Decreto Legge n.148 del 16 ottobre scorso, il Governo ha già provveduto a “sterilizzare” l’aumento dell’Iva disposto con la legge finanziaria di qualche anno fa, racimolando una buona parte delle risorse occorrenti (più di 15 miliardi di euro) attraverso una sostanziale riapertura della definizione agevolata delle cartelle di pagamento (“rottamazione”), nonché con l’aumento, a partire dal 2018, della platea degli enti pubblici nei confronti dei quali è applicabile lo speciale sistema di pagamento dell’Iva da parte de loro fornitori di beni e servizi denominato “split paymant”.

Ora, si ha notizia di altre novità, per la verità alcune già annunciate, ma che che comunque non renderanno felici i contribuenti italiani.
Innanzitutto l’estensione della fattura elettronica a tutti i titolari di partita Iva nei rapporti” B to B”. Restano sempre escluse le operazioni effettuate nei confronti di privati consumatori.
La “e-fattura”, più in particolare,  dovrebbe (il condizionale è evidentemente d’obbligo) diventare operativo a partire dal 1^ luglio 2018 per le operazioni di carburanti (benzina e gasolio) per motori e per le prestazioni rese da sbappaltatori nei confronti dei loro committenti appaltatori.

Dal 1° gennaio 2019, poi, tutto il settore del BtoB dovrebbe essere assoggettato alla fattura elettronica senza eccezione alcuna.
L’introduzione di questo nuovo adempimento dovrebbe essere compensato (“premiato”) con una semplificazione dello “spesometro” e dei modelli Intrastat, nonché con la riduzione di due anni del termine di decadenza per l’accertamento da parte dell’Amministrazione Finanziaria. Quest’ultimo beneficio (la riduzione del termine di decadenza), tuttavia, dovrebbe riguardare solo i contribuenti in grado di tracciare tutti i pagamenti (fatti e ricevuti) per importi superiori a 500 Euro.

Altra novità in arrivo riguarda le compensazioni. Dovrebbe esserci, infatti, un nuovo giro di vite per la compensazione orizzontale (alcuni la chiamano “bancomat” per le truffe che sono state realizzate in questo modo), quella cioè che coinvolge tributi e contributi di natura diversa tra di loro. L’Agenzia, infatti, dopo l’emanazione di un apposito provvedimento, avrà la possibilità di controllare ed individuare preventivamente le ipotesi “a rischio”, quelle cioè che presentano maggiore possibilità di utilizzi fraudolenti, e  “congelare” così, per un massimo di trenta giorni, l’operazione di pagamento fatto attraverso il modello F24. In caso di esito positivo del controllo, ossia quando il credito risulti effettivamente indebito o non correttamente utilizzato, il versamento si considererà come mai avvenuto con le relative conseguenze sanzionatorie.

È prevista pure la riduzione da 10.000 a 5.000 Euro, dal prossimo 1° marzo, del limite al di sopra del quale l’Ente pubblico è obbligato a verificare l’esistenza o meno di debiti iscritti a ruolo nei confronti dei propri fornitori e che rappresentano motivo ostativo al pagamento di quanto loro dovuto.

Dovrebbe essere istituita, inoltre, una tassa sulle plusvalenze derivanti dalla cessione, da parte di soggetti privati, di opere d’arte.

Confermati, però, il “superammortamento” per i beni strumentali nuovi che vedrà scendere, tuttavia, l’aliquota dal 140 al 130% ma che riguarderà però anche gli investimenti fino al 30 giugno 2019, nonché l’“iperammortamento”, quello riguardante gli acquisti di beni ad altissima tecnologia, con l’aliquota del 250% nell’anno 2018 e per acquisti con consegna fino a tutto il  2019.

Probabile, infine, uno slittamento dell’entrata in vigore dell’Iri, Imposta sul Reddito d’Impresa, applicabile nella misura fissa del 24%, dalle imprese individuali e società di persone in contabilità ordinaria. Si parla di cominciare a pagare questa nuova imposta dal 2018 (dichiarazione dei redditi da presentare nel 2019), ma già si registrano molte lamentele, specialmente da parte di coloro i quali sono già transitati, attraverso opzione, in contabilità ordinaria pensando di potersi già avvalere, da quest’anno, della nuova e più conveniente aliquota.

Articolo pubblicato il 24 ottobre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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