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Siciliani, andare a votare è un diritto e un dovere
di Raffaella Pessina

Pericolo astensionismo: Crocetta eletto solo dal 15% degli aventi diritto. Scegliere con consapevolezza candidati onesti e capaci
 

Tags: Elezioni, Sicilia



PALERMO - Mancano poche ore al voto per il rinnovo dell’Assemblea regionale siciliana e per il nuovo Presidente della Regione. Una legislatura, la diciassettesima a Palazzo dei Normanni che vedrà l’ elezione di 70 componenti e non più 90, dopo l’approvazione del Ddl regionale taglia-deputati nel 2011 e la successiva legge costituzionale 2 del 2013.
 
Dei 70 parlamentari regionali, saranno 62 (finora erano 80) i deputati che andranno all’Ars con il sistema proporzionale, mentre nel cosiddetto “listino del Presidente” ci sarà posto per sette nomi, tutti eletti in caso di vittoria del candidato governatore.
 
L’ultimo seggio sarà assegnato di diritto al candidato Presidente secondo classificato. Per quanto riguarda l’attribuzione dei seggi su base provinciale, Palermo eleggerà 16 deputati (finora erano 20), Catania 13 (al posto degli attuali 17), a Messina 8 (erano 11), ad Agrigento 6 (prima erano 7), a Siracusa e a Trapani 5 (Trapani ne aveva 7 mentre Siracusa ne aveva 6), a Ragusa spettano 4 seggi (ne aveva 5), a Caltanissetta 3 seggi (ne aveva 4) e a Enna 2 seggi (ne aveva 3). I seggi verranno assegnati con il metodo proporzionale e l’attribuzione dei più alti resti (con recupero sempre a livello provinciale) alle liste che abbiano superato lo sbarramento del 5% a livello regionale.
 
L’appello di tutti i partiti è stato in questi ultimi giorni, quello di andare a votare, anche se i sondaggi registrano un dato molto elevato di astensionismo, (l’Istituto Demopolis due settimane fa ha reso noto il dato sulla fiducia dei siciliani nell’istituzione “Regione”: 12%, più basso di 20 punti rispetto alla media nazionale e che potrebbe pesare in modo significativo sull’affluenza alle urne del 5 novembre). Esprimere il proprio voto resta comunque un diritto, la democrazia richiede la partecipazione e uno dei mezzi più importanti attraverso cui realizzare la propria partecipazione politica è proprio il voto.
 
La disaffezione nei confronti della politica dimostrata in Sicilia soprattutto alle scorse elezioni regionali, dove ha voltato la metà degli aventi diritto, e di conseguenza l’astensionismo dal voto, produce dei risultati inquinati, portando al governo forze che, probabilmente, se avessero votato tutti, sarebbero state superate da altri. Demopolis ha comunque sfornato altri dati, ma sempre relativi a due settimane fa: il 61 per cento ha già un orientamento preciso; il 16 per cento esprime un’intenzione di voto, ammettendo però che potrebbe cambiare idea. Il 23 per cento, quasi un quarto degli elettori siciliani, è ancora del tutto indeciso sulla scelta da compiere. Purtroppo molte sono le motivazioni addotte per chi non vuole andare a votare: perché si ritiene che il proprio voto non conti nulla, perché “tutti i partiti sono uguali”, perché “la politica mi ha deluso” e perché “non c’è un partito che mi rispecchia”. In realtà è proprio l’insieme dei voti che conta, se votassero in dieci, sarebbero quei dieci a decidere quale governo dovrebbe avere l’Italia. è vero che votare è un diritto secondo la legge, ma eticamente resta un dovere.
 
Le scorse elezioni Regionali in Sicilia hanno avuto un esito particolare e senza precedenti anche a livello nazionale: nel 2012 infatti i siciliani che sono andati a votare per il rinnovo dell’Ars e del Presidente della Regione sono stati meno della metà. Gli elettori in queste consultazioni sono stati 4.426.754 di cui 2.142.374 maschi e 2.284.380 femmine. Alla chiusura delle urne l’affluenza è stata del 47,42% degli aventi diritto, pari a 2.203.885 elettori. Per la prima volta, per le elezioni regionali l’affluenza è stata inferiore al 50%. Ad essere eletto Presidente è stato Rosario Crocetta, che ha totalizzato una percentuale del 30,47% dei votanti. In realtà visto che ha votato la metà degli aventi diritto Rosario Crocetta è salito sullo scranno più alto della Regione con il 15 per cento del totale dei siciliani. In quei giorni che seguirono il risultato delle votazioni il dato che emerse fu proprio quello allarmante dell’astensionismo, insieme a quello di una difficile governabilità perché il Presidente all’Ars avrebbe potuto contare su 39 alleati, non sufficienti a garantire la maggioranza che allora era di 46 deputati. E i timori si sono rivelati fondati.

Articolo pubblicato il 04 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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