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Catania - Mobilità, pendolari penalizzati senza il biglietto integrato
di Desirée Miranda

Ticket unico per metro, treno e bus. D’Agata: “A breve vertice con Fce” Intanto tutto tace sulla fermata “Picanello” del Passante ferroviario

Tags: Catania, Mobilità, Rosario D'agata



CATANIA - La città metropolitana non ha una mobilità adeguata, almeno non ancora. Se tanti passi avanti sono stati già fatti, soprattutto per quanto riguarda l’estensione della linea metropolitana, altri devono essere ancora compiuti e non solo in termini strutturali, ma anche di servizi. Non si sa nulla ad oggi, per esempio, dello stato dei lavori della stazione ferroviaria Picanello promessa, nell’ambito del cosidetto “passante ferroviario”, insieme a quelle di Ognina ed Europa per la scorsa estate e poi slittata a dopo la bella stagione per motivi di adeguamento alla nuova normativa in termini di sicurezza, dicono.
 
Abbiamo chiesto all’assessore alla mobilità del Comune Rosario D’Agata se Ferrovie italiane, intestataria del progetto, ha comunicato novità, ma la risposta è negativa. “Non glielo so dire, dovrò assumere informazioni, magari la prossima settimana, per capire come stanno le cose. Nessuna nuova dunque, eppure la stazione, insieme a quelle di Cannizzaro, Ognina, Europa e la stazione Centrale, avrebbe dovuto fungere da metropolitana per tutti quei cittadini che dalle periferie più o meno lontane si devono spostare in città. Un investimento di circa 100 milioni di euro per cinque chilometri di nuovo binario, in affiancamento a quello esistente, tra Catania-Ognina e Catania-Centrale, per un’opera che rappresenta la fase finale di un più ampio programma di interventi (il completamento del raddoppio sulle tratte Fiumefreddo – Giarre, linea Messina – Catania, e Targia – Siracusa).
 
Non basta, però, costruire infrastrutture, con o senza ritardo: affinché un sistema di mobilità si possa definire metropolitano occorrono anche dei servizi, quali ad esempio il biglietto integrato. Non ha senso considerare le tratte ferroviarie nel tessuto della città al pari di quelle metropolitane, se poi il biglietto con metro o autobus non è lo stesso. Anche il costo varia molto facendo sì che chi parte da fuori città non ha molta convenienza, in termini economici, all’utilizzo dei mezzi pubblici.
 
Oggi, chi viaggia in treno da Giarre deve pagare 3,10 euro a tratta per arrivare alla stazione Centrale in circa 30 minuti e poi aggiungere il biglietto della metro o dell’autobus al costo di 1 euro a tratta o quello integrato a 1.20 euro a tratta, per raggiungere la sua destinazione, qualora non fosse vicino la stazione Centrale.
 
E questo solo se si viaggia sul treno regionale, altra storia, “più salata”, è con l’Intercity. Se si volesse ragionare, invece, in termini di abbonamento, bisogna considerare un costo di 57,10 euro al mese per il treno e 15 euro per la metropolitana.
Va un po’ meglio per chi parte da Cannizzaro percorrendo meno chilometri. Il biglietto del treno fino a Catania Centrale è 1,70 euro a tratta e l’abbonamento mensile di 38,80 euro, più gli altri mezzi.
 
Tante volte il primo cittadino Enzo Bianco ha annunciato la sua volontà di un biglietto integrato tre Ferrovia, Metropolitana e Amt, ma, al momento, anche in questo senso non ci sono novità. “Su questa questione è mia intenzione fare una riunione con tutti gli attori. Il problema è vedere la frequenza di questi treni”, afferma l’assessore alla mobilità Rosario D’Agata.
 
“La prossima settimana mi vedrò con i vertici della Ferrovia Circumetnea, vedremo di fare il punto e vediamo di fare un incontro anche con Trenitalia. Attualmente il biglietto integrato esiste tra Circumetnea e Amt, anche se è un po’ sui generis perché in pratica è un doppio biglietto e costa 20 centesimi di più rispetto a quello normale. Adesso serve però - aggiunge - un tipo di biglietto che sia più confacente e unico per tutti. Ci sono resistenze varie, oltre a difficoltà di tipo tecnico. Vedremo”, conclude.

Articolo pubblicato il 04 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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