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Palermo - Progetti per Ballarò e Albergheri, riqualificazione da 6 mln di euro
di Gaspare Ingargiola

Risorse messe a disposizione dalla Regione tramite i fondi del Programma operativo Fesr 2014/2020. Potenziamento del patrimonio pubblico per alloggi destinati alle categorie fragili

Tags: Palermo, Ballarò, Alberghiera, Fesr 2014-2020



PALERMO - Quindici alloggi in Vicolo Crivellaro; cinque in via Chiappara al Carmine all’Albergheria, con la realizzazione di una copertura in stile liberty per il mercato del pesce di Ballarò; cinque dal recupero di un immobile in via Notarbartolo e via Boito; quindici in un altro isolato di Ballarò. Sono quattro i progetti che saranno realizzati a Palermo grazie ai soldi messi a disposizione dalla Regione Siciliana con i fondi del Po Fesr 2014/2020, per un totale di 6,5 milioni di euro.
 
Il programma comunitario, all’azione 9.4.1 dell’Asse 9 “Inclusione sociale e Lotta alla povertà”, prevede “interventi di potenziamento del patrimonio pubblico esistente e di recupero di alloggi di proprietà pubblica dei Comuni ed ex Iacp per incrementare la disponibilità di alloggi sociali e servizi abitativi per categorie fragili per ragioni economiche e sociali; e interventi infrastrutturali finalizzati alla sperimentazione di modelli innovativi sociali e abitativi”.
 
Gli Istituti autonomi case popolari di Agrigento, Caltanissetta, Catania, Messina, Palermo, Ragusa, Siracusa e Trapani hanno presentato 26 proposte alla Regione e per il capoluogo siciliano: i progetti erano cinque ma uno, che riguardava un edificio da recuperare per residenza temporanea sempre in via Boito, non è stato ammesso in graduatoria perché “l’intervento riguarda la creazione di spazi per servizi abitativi e tale tipologia è ammissibile solo se associata al potenziamento dell’offerta abitativa mediante l'incremento della disponibilità di alloggi”. Il contributo è a fondo perduto ed è pari al 100% delle spese di investimento ammissibili. In via Chiappara al Carmine, oltre agli alloggi, sarà realizzata come si diceva una struttura coperta che richiamerà l’ex capannone liberty disegnato dal famoso architetto Basile che era presente su piazza del Carmine fino agli anni Settanta e che era adibito ad antico mercato del pesce. È prevista, senza finanziamento perché su area privata, anche la costruzione di un campo di calcetto dove attualmente si svolge il mercatino abusivo dell’usato tra via Albergheria, via Flavio Andò, via Luigi Siciliano Villanueva e via Tina Di Lorenzo.
 
L’importo totale dei progetti approvati per Ballarò e l’Albergheria è superiore ai 6 milioni, mentre gli altri 500 mila euro servono per ristrutturare l’ex laboratorio Zeta in via Boito che diventerà una casa con 20 posti letto per i migranti. “Questo progetto - ha detto Massimo Castiglia, presidente della I Circoscrizione di Palermo - è importante perché sottolinea la natura popolare del quartiere Albergheria. Ruderi e palazzi distrutti verranno recuperati con un intervento di recupero edilizio che influisce sul quartiere e va incontro alle esigenze di chi è in difficoltà e in disagio alloggiativo. Saranno 25 gli appartamenti. È importante ed è da stimolo il mercato coperto di piazza del Carmine, fortemente voluto dai mercatari stessi, perché creerà un’attrazione e regolarizzazione del mercato stesso. Ci auguriamo che questo sia l’inizio di una collaborazione tra istituzioni e territorio per il rilancio dei quartieri popolari e dei mercati storici della città. Adesso chiederemo allo Iacp e agli assessorati coinvolti di avviare un processo partecipato rispetto al progetto del capannone”.
 
“Questa estate - ha detto Marco Sorrentino dell’assemblea di quartiere Sos Ballarò - siamo riusciti a lavorare con lo Iacp in una visione di insieme per poter portare degli alloggi popolari nel quartiere Albergheria e, quindi, ripopolare questa zona e rivedere alcuni spazi abbandonati recuperati e abitati, creando bellezza, che per noi è molto importante in un quartiere che è, ancora oggi, pieno di palazzi diroccati dalla seconda guerra mondiale e dai relativi bombardamenti”.
 
“L’associazione Mercato storico di Ballarò – ha detto il presidente Giacomo Terranova - è stata fortemente voluta, come è stato fortemente richiesto il ripristino del capannone a piazza Carmine da tutti i mercatari. Essere riusciti in questa impresa è per noi un grande successo e siamo molto orgogliosi di avere iniziato questo percorso di riqualificazione importante e necessario per non far morire questa parte di città che rappresenta l’anima di Palermo”.

Articolo pubblicato il 11 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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