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Palermo - La fine di un “terribile” 2009 tra spazzatura, traffico e litigi
di Luca Insalaco

Dodici mesi scanditi dalle vicende giudiziarie che hanno coinvolto il primo cittadino e i suoi fedelissimi. Un anno da dimenticare per il sindaco Diego Cammarata e la sua Giunta

Tags: Palermo, Diego Cammarata, Amia



PALERMO - Fine anno e tempo di bilanci anche per la Giunta municipale del capoluogo siciliano.
Quello che va in soffitta può essere senza ombra di dubbio catalogato come l’annus horribilis del sindaco Diego Cammarata: un 2009 contrassegnato dalle vicende giudiziarie che hanno visto coinvolti il primo cittadino e i suoi fedelissimi per la gestione dei rifiuti in città.

SOCIETÀ CONTROLLATE - È stata l’Amia, infatti, la protagonista indiscussa - purtroppo per il sindaco in negativo - delle cronache cittadine, con le strade oltraggiate dalla spazzatura, gli abissi nei bilanci aziendali, lo scandalo dei viaggi d’oro a Dubai e il rinvio a giudizio per tutti i vertici aziendali, con in testa l’ex presidente Enzo Galioto, ora senatore del Pdl.
Le inchieste giudiziarie, però, non hanno risparmiato neppure il sindaco, finito nel mirino di Striscia la notizia prima e della Procura della Repubblica poi, per il presunto “distaccamento” di un operaio della Gesip per la custodia e la manutenzione della barca della famiglia Cammarata, peraltro dalla skipper noleggiata in nero a terzi.

TRAFFICO - Oltre alle ex municipalizzate, anche nel 2009 la spina nel fianco del Comune – ma anche dei cittadini – è stato il traffico. A distanza di un anno, l’amministrazione comunale non si è ancora dotata di qual Piano urbano del traffico la cui mancata adozione, nel 2008, aveva determinato la bocciatura delle Ztl da parte della magistratura amministrativa, con i conseguenti rimborsi milionari corrisposti ai cittadini. Resta così irrisolta l’emergenza smog, per fronteggiare la quale, alla vigilia di Natale, la Giunta ha “riesumato” le targhe alterne.
Di contro, c’è da dire che la pedonalizzazione e gli stanziamenti per il centro storico lasciano ben sperare per il futuro.

POLITICA – Dal punto di vista prettamente politico, la vita in Consiglio comunale ha pesantemente risentito dello strappo fra il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianfranco Micciché e i cosiddetti “lealisti” del Pdl. La creazione di un gruppo autonomo (il Pdl Sicilia) a Sala delle Lapidi da parte dei ribelli da un lato, e la defenestrazione dei rappresentanti dell’Mpa dalla Giunta dall’altro, hanno finito col rendere più che mai accidentato il cammino della maggioranza. Da qui, le solenni cadute in Aula sul raddoppio dell’addizionale Irpef e sull’assestamento di bilancio.
Se la mozione di sfiducia nei confronti del sindaco Cammarata non ha ancora sortito i risultati sperati dai suoi promotori, la larga opposizione consiliare (al centro sinistra non piace troppo l’appellativo più volte utilizzato di “nuova maggioranza”) ha già cominciato a prepararsi per un eventuale ritorno alle urne nel 2010.

Ad attendere Cammarata, ci sarebbe un incarico di prestigio a livello nazionale, al riparo dai roghi di rifiuti alla diossina e lontano dai fantasmi di Villa Niscemi.

Articolo pubblicato il 31 dicembre 2009 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Diego Cammarata
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