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Maxi liquidazione per i deputati uscenti: costi per oltre 1 mln di euro
di Raffaella Pessina

Il contributo di fine mandato oggetto di una riforma entrata in vigore a gennaio 2014. Nuove regole reintrodotte grazie ad un emendamento firmato da Savona

Tags: Ars



PALERMO - L’ultima tornata elettorale ha visto la diminuzione di 20 seggi nella composizione dell’Assemblea regionale siciliana. I deputati infatti sono scesi a 70. Dopo il 5 novembre alcuni sono stati riconfermati, ma ben 54 politici sono rimasti fuori dal Palazzo dei Normanni perché non si sono ricandidati o perché non hanno raggiunto il numero di voti sufficiente. Questi 54, però, non resteranno affatto a bocca asciutta, perché per loro è previsto il cosiddetto contributo di fine mandato che, negli ultimi anni è stato oggetto di una riforma: mentre in passato “tanto” accantonavano i parlamentari e “tanto” veniva restituito a fine legislatura, dal primo gennaio del 2014 la regola è cambiata. Ed è questa che ora viene applicata ai 54 che hanno appena terminato la legislatura.
 
Con le nuove regole ogni deputato incassa una liquidazione che è pari a una intera mensilità base lorda (6.600 euro) moltiplicata per 4 anni (il periodo di validità della riforma, entrata in vigore a gennaio 2014): il totale fa appunto 26.400 euro. Ma adesso viene chiesto ai deputati un accantonamento non più del 6,7% mensile, come in precedenza, ma dell’1% dello stipendio base (diaria esclusa), che equivale a 66 euro al mese.
 
Il testo originario, finito all’esame dell’Ars, prevedeva la soppressione secca della liquidazione. Poi però è stato reintrodotto con queste nuove regole da un emendamento firmato da Riccardo Savona.
 
L’assegno di fine mandato per i 54 uscenti quindi costerà all’Ars 1.425.600 euro, solo di trattamento di fine mandato. è chiaro che fino all’insediamento del nuovo Parlamento, i deputati uscenti percepiranno lo stipendio, così come abbiamo spiegato in un precedente articolo.
 
Da non dimenticare poi i famosi “vitalizi”, che sono stati aboliti a decorrere dal 1°gennaio 2012, fermi restando gli assegni erogati ai beneficiari che ne avevano maturato il diritto ai sensi della precedente normativa prima dell’entrata in vigore della nuova disciplina.
 
In pratica, si tratta di 161 assegni vitalizi diretti per un totale di una spesa complessiva mensile di 774.312,62 euro. Sul sito dell’Ars non viene specificata la cifra per ogni ex deputato, ma viene messo un importo complessivo. Poi ci sono i vitalizi di reversibilità che spettano a vedove e figli (126) per un totale di 570.927,84 euro mensili e di 1.345.240,46 per 12 mensilità: 16.142.885,52 euro, cifre da capogiro.

Articolo pubblicato il 24 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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