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Architetti Messina, impegno su più fronti per la professione
di Redazione in collaborazione con Ordine Architetti Messina

Le prime conquiste e le strategie future del nuovo Consiglio dell’Ordine



MESSINA - Superata la fase di rodaggio dopo l’insediamento, il Consiglio dell’Ordine degli Architetti P.P.C. di Messina sotto la guida del suo nuovo presidente, arch. Giuseppe Falzea, ha avviato la propria attività nel solco di un programma già intrapreso di cui si è parlato nel precedente articolo.
 
Diciamo subito che una delle prime conquiste di questa nuova, ma ben consolidata compagine è stata il riconoscimento avuto dalla Consulta regionale degli Ordini degli Architetti di Sicilia che, nell’ultima seduta di lunedì 13 dicembre, ha manifestato unanimemente grande apprezzamento per l’operato dell’uscente presidente, arch. Giovanni Lazzari e per tutto l’Ordine di Messina che lo ha efficacemente supportato in questi anni di intenso ed efficace lavoro nell’interesse di tutti gli Architetti siciliani.
 
Il riconoscimento è andato ben oltre la ritualità e si è concretizzato nel riaffermare il ruolo guida all’Ordine di Messina eleggendo presidente della Consulta il neo presidente di Messina, Giuseppe Falzea. Diciamo subito che l’impegno è oneroso per le molteplici iniziative già messe in campo e da portare a compimento e le altrettante importanti da avviare.
 
Tra le iniziative che con urgenza si dovranno portare a compimento vi sono le modifiche alla L.R. 13/2015 (centri storici) che prevedono una serie di norme innovative per quanto riguarda soprattutto le politiche di rigenerazione urbana oltre che a modificare vari aspetti della legge originaria estremamente farraginosi e spesso penalizzanti.
 
Vi è, inoltre la modifica alla L.R. 16/2016 (recepimento del D.P.R. 380/2001). Questa legge di modifica era già incardinata in Aula, ma non è stato possibile approvarla dato che fin dal mese di Agosto i parlamentari non hanno più garantito il numero legale delle sedute. Le modifiche alla legge 16 rispondono alla necessità di una più ampia semplificazione delle procedure edilizie ed, inoltre, rispondono al vizio di legittimità costituzionale di alcuni articoli su cui ultimamente si è pronunciata l’Alta Corte con la sentenza n. 232 del 26/09/2017.
 
Il principio più importante che riguarda tutti i professionisti tecnici è l’articolo che risponde alla necessità della certezza dei pagamenti da parte della committenza privata. L’articolo in questione prevede che il committente all’atto di una qualsiasi istanza ai sensi della legge deve esibire il contratto redatto secondo quanto previsto dall’art. 9 della L. 24/03/2012 n. 27 e succ. Il rilascio del titolo abilitativo e l’agibilità finale sono legati all’esibizione delle fatture quietanzate per i tecnici intervenuti durante l’iter edilizio. Si capirà bene come questa norma, già annunciata da varie testate di settore, rappresenti una svolta epocale, all’avanguardia rispetto all’intero territorio nazionale. Un faro di civiltà a cui l’intero Paese dovrà guardare.
 
La norma, su cui tutte le professioni tecniche si impegneranno sin dall’inizio di questa nuova legislatura affinché venga rapidamente ripresa e approvata, rappresenta la risposta più importante per la salvaguardia della dignità di cui ogni professionista merita, ma è anche a salvaguardia dell’interesse generale in quanto garantisce prestazioni competenti e di qualità.
 
L’approvazione in questi giorni della norma sull’equo compenso per tutte le professioni all’interno del decreto fiscale al Senato è un’altra conquista che l’Ordine di Messina si ascrive per aver perseverato con pervicacia nei tavoli nazionali del proprio Cnappc oltre ad essere stato tra i fautori ed animatori del movimento “Noiprofessionisti” che, a seguito della famosa sentenza del Consiglio di Giustizia dell’Europa che ha sancito la legittimità che uno stato si doti di tariffe professionali, è sfociata nella grande manifestazione del 13 maggio a Roma in cui oltre quarantamila persone di tutte le professioni hanno sfilato chiedendo a gran voce il diritto costituzionale ad un equo compenso e il rispetto della dignità professionale.
La mole di lavoro che in questi anni ha visto l’Ordine di Messina protagonista non si sarebbe potuto fare se non attraverso un proficuo lavoro sinergico con tutto il comparto delle professioni tecniche.
 
Tra gli impegni prossimi che la Consulta regionale degli architetti di Sicilia dovrà affrontare sarà sicuramente quella di avviare sin da subito con il nuovo Governo regionale una forte interlocuzione sui vari temi che riguardano, il territorio, l’ambiente, i centri storici, la salvaguardia e il rilancio del nostro patrimonio storico-archittettonico, ambientale, naturalistico ed etnoantropologico intesi come motori per lo sviluppo della nostra isola. La promozione dell’Architettura di qualità come cultura diffusa della bellezza.
Sarà fondamentale avviare da subito l’iter per il varo di una incisiva riforma urbanistica che colmi il gap di una normativa vecchia e stantia, ormai superata in tutte le altre realtà regionali d’Italia. Una riforma in linea con le esigenze di governo del territorio con gradi di flessibilità necessari per una pianificazione programmata e concertata, attenta alle varie esigenze territoriali e compatibile con il sempre più diffuso concetto di consumo di suolo zero e della rigenerazione urbana compatibile.
 
Architetto Antonello Longo
 
Nella prossima pubblicazione dell’Ordine sul Quotidiano di Sicilia verrà dato ampio spazio alle strategie del presidente Falzea e del Consiglio in vista del Congresso nazionale di luglio.

Articolo pubblicato il 25 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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