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Nei primi sei mesi occupazione stabile e disoccupazione da record (22%)
di Serena Giovanna Grasso

Banca d’Italia: in Sicilia in crescita il settore agricolo (+6,4) ma frenato dalle costruzioni (-10,4%). Il 5% delle nuove assunzioni assorbite dall’Isola. Una su quattro a tempo indeterminato

Tags: Lavoro, Sicilia, Occupazione, Disoccupazione



PALERMO - Nei primi mesi del 2017 i redditi da lavoro dipendente hanno continuato a beneficiare in tutte le macroaree delle migliori condizioni del mercato del lavoro. L’occupazione ha continuato a crescere in tutte le aree. In particolare, in Sicilia il maggior incremento ha riguardato il settore dell’agricoltura (+6,4% nel primo semestre 2017 rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente) e quello dell’industria (+3,1%). Al contrario, una drastica riduzione ha interessato il settore delle costruzioni (-10,4%). Mentre rimane perlopiù invariata la situazione nel settore dei servizi (+0,3%).
 
Ad ogni modo, le regioni meridionali si continuano a caratterizzare per le maggiori difficoltà nel primo ingresso nel mondo del lavoro e per i maggiori tempi di ritorno all’impiego per chi ha già avuto un’esperienza lavorativa.

Al contempo il tasso di disoccupazione, in contrazione nella media italiana, ha continuato a crescere nel Mezzogiorno, dove l’aumento della partecipazione ha più che compensato quello dell’occupazione. In particolare in Sicilia, nel primo semestre dell’anno in corso si è assistito all’incremento che ha sfiorato il punto percentuale dei soggetti in cerca di occupazione (+0,8%), mentre l’incremento dell’ occupazione complessivo ha fatto registrare solo il +0,3%. Nello specifico, il tasso di disoccupazione in Sicilia è stato pari al 22%. Così, dopo la Calabria (22,4%), la Sicilia si conferma la regione con il tasso di disoccupazione maggiormente elevato in Italia. Ancora più alto risulta essere il tasso di disoccupazione femminile (23,2%).
 
Il 5% delle nuove assunzioni rilevate nel corso del primo semestre sono state assorbite dalla Sicilia (186.324 sulle 3.545.924 complessivamente rilevate a livello nazionale). La Lombardia è la regione con il maggior numero di nuovi contratti (quasi il quadruplo rispetto al valore siciliano con quota 634.901).Tornando al contesto siciliano, poco più di un’assunzione su quattro prevede la formula a tempo indeterminato (51.235, ovvero l’8% delle 640.077 assunzioni a tempo indeterminato complessivamente rilevate a livello nazionale). I dati appena esposti relativi alle nuove assunzioni si riferiscono ai lavoratori dipendenti del settore privato, a esclusione dei lavoratori domestici, degli operai agricoli e dei lavoratori degli Enti pubblici economici.

Nell’Isola il grosso delle assunzioni si è verificato nelle imprese di piccole dimensioni: oltre la metà nelle imprese con un numero di addetti compreso tra uno e nove (52,7%), mentre il 17,1% nelle imprese tra dieci e 49 addetti e quasi un’assunzione su tre nelle imprese con un numero di addetti superiore a 50 (30,2%). A livello nazionale è possibile osservare un trend opposto: infatti, quasi la metà delle nuove assunzioni è avvenuta nelle imprese con più di 50 dipendenti (48,5%), mentre sono marginali le nuove assunzioni nelle imprese con un numero di addetti compreso tra uno e nove (34,2%).

Infine, per quel che riguarda la Cassa integrazione guadagni, la Sicilia come le altre regioni è interessata da notevoli riduzioni: in particolare, nel primo semestre dell’anno in corso si osserva un decremento pari al 42% (in linea con il -44,3% rilevato a livello nazionale). A livello nazionale il decremento maggiormente considerevole si è rilevato nel Lazio (-66%).

Articolo pubblicato il 28 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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