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Quotidiano di Sicilia

Costi conti correnti, mazzata in arrivo per i consumatori
di Michele Giuliano

Aumenti unilaterali per i correntisti: brutta sorpresa di fine anno. Intanto esordisce il bonifico “flash”. Lo scetticismo delle associazioni che vedono nell’operazione le solite speculazioni

Tags: Conto Corrente, Banca



PALERMO - Mazzata sui consumatori-correntisti delle banche in arrivo. Proprio in questi giorni da un’indagine di Bankitalia viene fuori che il costo medio della tenuta dei conti correnti bancari è aumentato, ora sono arrivate anche le modifiche unilaterali, oltretutto per giustificato motivo e contemplate dalla legge, che stanno facendo lievitare ancora di più questi costi “amministrativi”.
 
Secondo le associazioni di categoria gli istituti bancari ci stanno anche un pò marciando sù dal momento che sono consapevoli che i correntisti, specie quelli più piccoli che poi sono la stragrande maggioranza, difficilmente cambierebbero banca per un aumento di qualche decina di euro. E’ di questi giorni oltretutto l’esordio dei bonifici istantanei (10 secondi, dicono). Per ora limitato a pochi istituti di credito (Intesa San Paolo, Unicredit e Banca Sella), che però non lesinano centesimi nell’acquistare costose intere pagine pubblicitarie sui quotidiani per comunicarlo ai loro clienti attuali e futuri: “Quindi vuol dire che è un sistema che farà loro incassare più soldi, - attacca Vincenzo Donvito, presidente dell’Aduc, associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori - ed è bene ricordare che questi soldi non possono che arrivare dai loro clienti. Un servizio in più che costa in più e che porta loro più soldi”.
 
Le tariffe sono le seguenti: 1,6 euro per Intesa San Paolo (60 centesimi in più del costo ordinario Sepa online); 2,5 euro per Unicredit (1 euro in più). Il costo in più ha ovviamente una sua logica: prima ci tempi erano dilatati a tre giorni di valuta, ora invece zero giorni, anche se la gestione della pratica ha di per sè costi minori. Ma, siccome non sono istituti di beneficenza, è evidente che questo importo in più, è più che compensativo della mancanza di questa disponibilità di valuta. “Dove si legge di questa innovazione - aggiunge Donvito - si viene edotti di sistemi informatici particolari alla bisogna. Ma che differenza c’è, per esempio, rispetto ad un pagamento via Paypal o altri sistemi super-usati e mediamente quotati sicuri anche dai più acerrimi sostenitori dell’iper-sicurezza? Non credo che qualcuno ci illuminerà in merito, altrimenti di che camperebbero i programmatori informatici? Queste sono solo alcune nostre osservazioni che resteranno tali. Ai risparmiatori, di tutte le risme grandi e piccoli che siano, vogliamo solo dire: siete sicuri che vi serve proprio un bonifico che arrivi dopo presunti 10 secondi invece dei soliti tre giorni di media, a cui tutti siamo abituati e che non ci hanno impedito di fare affari e pagamenti fino ad oggi? Siamo per questo contro la tecnologia? Falso problema”.
 
L’Aduc precisa che la tecnologia piace e si crede fermamente nella sua utilità ma essenzialmente per far spendere meno soldi a tutti, fornitori di servizi e utenti: “Qui, invece, - rilancia il presidente dell’associazione dei consumatori - se da una parte abbiamo i fornitori che sicuramente spendono meno, non ci sembra altrettanto per gli utenti. Quindi qualcosa non torna. Per capire: è come quando nei Comuni, per farti fare la carta d’identità elettronica, ti fanno spendere un sacco di soldi in più rispetto a quella cartacea. Ovvìa! Abbiamo tutti lo smartphone in tasca e ci colleghiamo ad Internet, non abbiamo mica l’anello al naso… E quindi? Diamogli tempo, alle nostre banche, in modo che capendo, grazie a pochi clienti di questo nuovo sistema, che la loro diminuzione di costi deve corrispondere ad altrettanta diminuzione di costi dell’utenza e non il contrario si adeguino”.

Articolo pubblicato il 28 novembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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