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Sgarbi, Di Matteo e i Cinque Stelle: è polemica anti-Musumeci
di Redazione

Per l'assessore ai Beni culturali, il magistrato avrebbe tratto "beneficio dalle minacce di morte ricevute da Riina". Insorge il M5S che chiede al governatore di ritirare le deleghe 

Tags: Sgarbi, Musumeci, Di Matteo, Cancelleri, Cinque Stelle, Riina



PALERMO - "Stamattina Vittorio Sgarbi, da pochi giorni assessore regionale ai Beni culturali in Sicilia nella giunta di centrodestra di Nello Musumeci, intervenendo ad Agorà su Rai3 ha detto che il pm Nino Di Matteo, oggi sostituto alla Direzione nazionale antimafia, 'ha tratto beneficio dalle minacce di morte ricevute dal carcere da Totò Riina. Ha cavalcato l'onda per fare il martire'. Le parole Di Sgarbi sono inaccettabili, spero che Musumeci abbia il coraggio di prendere le distanze da questa vergogna, gli ritiri le deleghe e lo mandi via". Lo dice il deputato regionale del M5s, Giancarlo Cancelleri. "Musumeci deve scegliere con chi stare, con Nino Di Matteo e la lotta alla mafia o con Sgarbi e chi infanga e offende la storia degli eroi antimafia di questa terra e chi oggi rappresenta la migliore presenza dello Stato - aggiunge - A Nino Di Matteo la mia solidarietà e quella di tutto il gruppo parlamentare del M5S all’Ars".
 
D'Uva (M5S): "Distorsione della realtà"
 
"Da cittadino siciliano mi vergogno che una persona come Sgarbi sieda nell'assemblea regionale. Le sue parole sono uno schiaffo in faccia a tutti coloro che hanno perso i propri cari nella lotta alla mafia. Pensare che le minacce di morte di Riina siano una via per fare carriera non è solo distorsione della realtà, ma una chiara dichiarazione diffamatoria contro il magistrato Di Matteo. I cittadini siciliani onesti combattono da sempre la mafia e sanno qual è il prezzo che si paga con gli attentati e gli omicidi. Mi domando se Musumeci sia d’accordo con questa visione, dopo essere stato sostenuto dai suoi impresentabili". Lo afferma Francesco D'Uva deputato M5S della commissione Antimafia.
 
Giarrusso (M5S): "Ritirare subito le deleghe a Sgarbi"
 
"Musumeci dovrebbe ritirare subito le deleghe a Sgarbi. Le sue parole sono sinceramente disgustose, con la scusa della libertà di parola siamo arrivati ad affermare senza nessun contraddittorio su una televisione pubblica che le minacce di morte di Riina servono a fare carriera. Questa è una follia assoluta, indegna e indecente che i siciliani non meritano. Ma cosa potevamo aspettarci da una regione a guida Musumeci, anzi a guida impresentabili arrestati e indagati già dal giorno dopo le elezioni. Musumeci nel frattempo tace ed è ancora più grave questo suo silenzio dopo affermazioni così insulse". Lo afferma Mario Giarrusso senatore M5S della commissione Antimafia.
 
Sgarbi: non ho attaccato Di Matteo
 
"Io non ho attaccato il pm Di Matteo. Ho ricordato ciò che su di lui ha detto Fiammetta Borsellino e ho sottolineato che sul piano della comunicazione le minacce di Riina, che erano invettive e tali sono rimaste, sono state rese note per creare un'aura di pericolo e di suggestione intorno al pubblico ministero che ha usato la querela solo per impedirmi di parlare. Ma io parlerò finché avrò voce. Le dimissioni per me invocate da pusillanimi del Pd e M5S sono motivo di orgoglio per chi dice la verità e ha sottolineato, come io ho fatto, che non si è dato altrettanto rilievo alla parte delle intercettazioni di Riina che denuncia la trattativa Stato-mafia negli affari dell'energia pulita interesse primario di Matteo Messina Denaro". Così Vittorio Sgarbi, assessore ai Beni Culturali della Regione Siciliana, risponde a chi lo accusa per le sue critiche al Pm di Matteo: "Il mio intervento ha semplicemente inteso indicare la necessità di non trasformare gli uomini in eroi. Esattamente quanto disse Bertold Brecht: 'sventurata la terra che ha bisogno di eroi'. Io non credo e non voglio che la Sicilia sia sventurata".

Articolo pubblicato il 05 dicembre 2017 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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